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See 1×01 – GodflameTEMPO DI LETTURA 5 min

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See è una delle tante serie con cui ha esordito il primo novembre Apple TV+, la nuova piattaforma con cui l’azienda informativa si avventura nel mondo dello streaming dando battaglia a Netflix, Amazon e Disney. Ma di motivi di interesse dietro questo prodotto ce ne sono altri: il creatore dello show è Steven Knight, che per chi non lo sapesse è già padre degli apprezzati Peaky Blinders e Taboo; nel cast spicca Khal Drogo Aquaman Jason Momoa, attore di un certo successo sul piccolo e grande schermo; e last but not least l’ambientazione è un futuro post-apocalittico in cui l’umanità non solo è stata decimata, ma ha perduto definitivamente l’uso degli occhi. Insomma, pur non essendo un prodotto pesantemente sponsorizzato come Watchmen o The Mandalorian, per citare altre serie di fantascienza mandate in onda grossomodo contemporaneamente, See ha tutte le carte in regola per attirare l’attenzione. Bisogna vedere se merita di mantenere viva questa attenzione anche dopo, considerando anche l’immediato rinnovo per una seconda stagione nel 2020.
L’ambientazione, si è appena accennato, si basa su uno spunto di partenza a dir poco intrigante, che distingue sicuramente la serie Apple da altri recenti tentativi di dare lustro al genere post-apocalittico come Into the Badlands o Blood Drive. Privare l’uomo di un senso così fondamentale come la vista significa dover immaginare un’umanità completamente differente dalla nostra dal punto di vista fisico, psicologico, sociale, culturale, militare, religioso: una sfida non indifferente, soprattutto se si vuole mantenere una certa credibilità e dar vita a un mondo fantastico, sì, ma verosimile. E qui casca l’asino, perché il futuro a cui Knight dà vita è popolato da gente che pur essendo cieca si comporta fin troppo spesso come se la vista ce l’avesse, e pure buona.
In particolare la sospensione dell’incredulità viene brutalmente massacrata nella lunga sequenza di battaglia fra la tribù degli Alkenny (i protagonisti) e i cacciatori di streghe al servizio della regina Kane, per nulla diversa dagli scontri che si vedono nelle serie in costume di ambientazione medievale perché ognuno combatte come se non avesse l’handicap della cecità, schivando e colpendo con precisione. Anche ammettendo lo sviluppo di un olfatto e di un udito così superiori ai nostri da eguagliare le capacità di Daredevil (ma nel pilot non se ne parla affatto) si tratta di particolari che uccidono sul nascere la coerenza che si richiede a un mondo inventato, perché fanno a cazzotti con altre scene in cui invece questi umani del futuro sono obbligati a servirsi di bastoni o di corde tese per le strade e nelle case per poter camminare senza andare a sbattere contro un albero o inciampare su una pietra.
Volendo infierire ulteriormente, si potrebbe discutere anche della presenza di resti della vecchia civiltà umani miracolosamente sopravvissuti per secoli senza la minima usura, come un giradischi perfettamente funzionante (cosa lo alimenta?) che suona Perfect Day o un bel cumulo di pneumatici che sembra sia stato posizionato in mezzo alla prateria solo il giorno prima, ma sarebbe come infierire su un moribondo. L’impressione generale, comunque, è che Knight abbia avuto un’ottima intuizione ma poi, al momento di portarla sullo schermo, lui e gli altri collaboratori se ne siano volutamente dimenticati quando faceva più comodo.
Tuttavia, lo spunto della cecità rivela potenzialità notevoli nel momento in cui viene sfruttato per dar vita a un discorso sui fanatismi e sugli oscurantismi motivati dalle religioni. Nella persecuzione intrapresa dalla regina Kane contro Jerlamarel e la sua “eresia” della vista è riassunta praticamente tutta la storia dell’umanità: una storia fatta di diffidenza verso il diverso e verso ciò che non si comprende, di paura per il cambiamento, di prepotenza e prevaricazione su chi sostiene qualcosa di diverso da ciò che il senso comune o l’autorità politica o il dogma religioso affermano. In più, i riferimenti tutt’altro che positivi all’epoca passata, quella in cui tutti gli uomini potevano vedere e hanno usato questo dono per diventare arroganti e mandare il pianeta sull’orlo della distruzione, sembra preparare il terreno per un discorso di stampo ecologista o comunque per una condanna dei danni che stiamo sconsideratamente arrecando al nostro mondo, rendendo di conseguenza See un prodotto che, almeno nelle intenzioni, non vuole semplicemente intrattenere ma nel suo piccolo anche far riflettere su temi di grande attualità (tendenza a cui peraltro il genere post-apocalittico è proteso per sua natura, basti pensare a Nausicaä di Miyazaki).
E strappa un sorriso pensare che proprio un attore come Momoa, di recente protagonista di un intervento ambientalista alle Nazioni Unite, sia il volto della serie. L’ex-star di Game of Thrones si rivela a dir poco perfetto nei panni di Baba Voss, capo della tribù degli Alkenny, dominando nelle scene d’azione con la propria prestanza fisica ma rendendo credibili anche i momenti di maggiore umanità e fragilità del suo personaggio, che ha accolto la strega compagna di Jerlamarel nel proprio villaggio e ha scelto di prendere i figli dell’eretico come suoi. Anche Sylvia Hoeks convince a sufficienza nei panni della bellissima e tuttavia inquietante regina Kane, con un look androgino che sembra sottolineare ulteriormente la sovrumanità del personaggio, sorta di sovrana-sacerdotessa che entra in comunione con Dio tramite atti di autoerotismo mentre recita una rivisitazione post-apocalittica del Padre Nostro. Una scena che qualcuno troverà addirittura blasfema e che, insieme alla pseudo-danza haka in cui Momoa si cimenta prima della battaglia, conferisce a See una caratterizzazione un po’ sopra le righe, da prodotto che non ha paura di scadere nel kitsch pur di colpire lo spettatore e fargli esclamare “Cosa diavolo sto guardando?”.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’umanità ridotta alla cecità è uno spunto di partenza molto interessante…
  • Sono accennate tematiche di un certo peso, come il fanatismo religioso e la distruzione dell’ambiente
  • I personaggi di Baba Voss e della regina Kane e relativi interpreti abbastanza convincenti
  • … ma non è sfruttato a dovere e con la giusta credibilità
  • Qualche momento particolarmente kitsch

 

Se bastasse una buona idea per dar vita a un’ottima serie, il mondo sarebbe pieno di capolavori. Purtroppo See non sviluppa a dovere, almeno per questo primo episodio, le ottime intuizioni di partenza e zoppica sul terreno del worldbuilding, anche se ha al suo arco diverse frecce sia per quanto riguarda l’intrattenimento sia per la trattazione di tematiche più serie.

 

Godflame 1×01 ND milioni – ND rating

 

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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