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Feel Good 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 5 min

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Il 19 marzo Netflix ha aggiunto al proprio catalogo “Feel Good”, serie comedy-drama creata dalla comica canadese Mae Martin che presta anche il volto al personaggio principale. Da subito sono evidenti i tratti autobiografici che la comica trentaduenne ha imposto nella protagonista da lei creata, con cui non solo condivide il nome, ma anche l’aspirazione. Mae nella serie è infatti una stand-up comedian in erba. Durante una delle sue esibizioni, la protagonista rimane molto colpita da George, una ragazza in prima fila che sembra apprezzare molto le battute della protagonista. E’ proprio la conoscenza con George a costituire di fatto il motore che dà il via alla trama dell’episodio e, presumibilmente, dell’intera stagione. Con un montaggio molto rapido sulle note di “Ragged Wood” dei Fleet Foxes viene mostrato allo spettatore l’inizio della storia d’amore tra queste due ragazze proponendolo come un idillio senza sbavature. In soli 25 minuti di puntata però vengono sviscerate varie questioni poste a ribaltare tale utopia, mostrando invece tutti i dissapori e i problemi nascosti inizialmente non evidenziati.
Una delle preoccupazioni principali di Mae è relativa al fatto che la sua fidanzata non le abbia ancora presentato i suoi amici. Infatti è evidente come George non abbia ancora fatto coming out come bisessuale quasi con nessuno, ad eccezione del suo eccentrico coinquilino. Mae invece al contrario è fin troppo aperta sul piano relazionale, tanto che George sembra già in confidenza con i genitori della ragazza (tra cui ritroviamo una simpaticissima Lisa Kudrow nei panni di Linda, la madre di Mae). Uno dei temi principali di questa serie viene toccato proprio nel corso di una videochiamata coi genitori di Mae, che rivelano a George e allo spettatore i problemi avuti dalla figlia con la cocaina. Proprio relativamente a questo lato della trama viene presentato il personaggio secondario di Maggie, una donna conosciuta da Mae all’incontro dei Narcotici Anonimi. L’esuberanza ed energia di Maggie (forse anche troppa) conquistano subito Mae, che chiede alla donna di farle da sponsor, pensando di non aver bisogno degli incontri ma solo di una chiacchierata ogni tanto e soprattutto di tenersi perennemente occupata.

“I want you to take your past and put it in a box. Have you done that? Now take the box and throw it in the bin and flush that bin down the toilet. […] You know where my past is? It’s in a box, in a trench at the bottom of the ocean.”

Questa citazione recita forse l’insegnamento (giusto o sbagliato che sia) più importante che Maggie fornisce a Mae. La protagonista infatti cerca chiaramente di scappare dal proprio passato e dall’inizio tenta di non farlo riemergere mai, evitando del tutto di parlarne. Anche successivamente, quando invece è costretta a riprendere l’argomento pressata da George, questa sua metaforica fuga è evidente nel modo in cui affronta la conversazione, nascondendo sempre il volto, prima affondando il viso in un cuscino e poi coprendoselo con le mani. Il consiglio di Maggie in generale viene poi preso alla lettera, quando ironicamente George trova tutto il passato di Mae di cui non era a conoscenza dentro una scatola e la ragazza si libera di tale scatola dandole fuoco per non doverne mai più parlare.Mae: “I just really, really want it to be over.”
George: “…Okay.”
Mae: “Really?”
George: “Yeah.”
Mae: “Cool…”

In questo senso lo sfogo a fine puntata serve sia a far aprire maggiormente Mae nei confronti della fidanzata, sia ad approfondire questo lato del suo carattere, costituendo probabilmente il primissimo passo verso l’accettazione completa di se stessa e una nuova presa di coscienza riguardo la propria identità. Fondamentalmente sembra infatti essere proprio questo il tema principale della serie: l’accettazione di se stessi. Mae deve accettare che il suo passato fa parte di lei e che non deve per forza fingere di non vederlo o che quello non esista per essere una persona migliore; George invece deve accettare la propria sessualità, o più che altro non provare vergogna nel mostrarsi agli altri sotto una luce differente da quella che essi si aspettano. Questi due percorsi però sembrano essere ancora lunghi e, se da un lato Mae sembra essere riuscita a muovere i primi passi in avanti, George per il momento ancora evita di affrontare la propria questione e rimane ferma al punto di partenza.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Una grande mole di informazioni gestita in modo tutt’altro che confusionario
  • Lisa Kudrow, pur comparendo in una sola breve scena, già conquista lo spettatore
  • Il tema dell’accettazione di se stessi affrontato su piani diversi
  • Pur essendo interessanti le tematiche, la trama non è particolarmente innovativa e accattivante

 

Ad essere sorprendente riguardo questo primo episodio è la quantità di avvenimenti proposti in proporzione al minutaggio della puntata. In “soli” 25 minuti vengono mostrati infatti il primo incontro tra le due protagoniste, l’inizio della loro storia d’amore e vengono affrontate le varie problematiche al centro della trama. Il tutto senza fretta né confusione, ma anzi con una semplicità e con una chiarezza che permettono una visione leggera e scorrevole. Tuttavia il giudizio finale non supera la sufficienza per via della trama generale che, con un realismo quasi eccessivo, non regala una storia di chissà quale particolare interesse. “Feel Good” si propone infatti di raccontare una storia seria ma semplice, che difficilmente può farsi notare o spiccare in mezzo alle tante altre proposte di Netflix.

 

Episode 1 1×01 ND milioni – ND rating

 

Andrea De Angelis

Appassionato di horror, fantasy e soprattutto di fumetti. Così disorganizzato che anche la stesura della biografia è stata procrastinata all'inverosimile, cerca di andare avanti a passi piccoli e costanti, ma finisce per essere distratto dalle mille serie e film che escono lungo il tragitto.
Avvertenze: di norma è gentile e amichevole, ma parlare di viaggi nel tempo potrebbe innescare in lui "l'effetto Gremlin".

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