Nada 1×01 – 1×02 – Estar En El Horno – Remar En Dulce De LecheTEMPO DI LETTURA 3 min

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Già annunciata nell’ultima puntata del podcast, la serie argentina Nada è arrivata in Italia su Disney+ con il titolo Nothing (perché, come al solito, chiunque sia il responsabile dell’adattamento nostrano ha pensato che per l’italiano medio era troppo difficile avere un titolo spagnoleggiante).
Polemiche a parte, la serie è composta solamente da cinque episodi preceduti da un trailer curioso principalmente per la presenza inspiegabile di Robert De Niro (che tra le altre cose conversa in italiano con Luis Brandoni) e per un protagonista che emerge subito per la sua peculiarità caratteriale e generale noncuranza.
Quello che non si capisce molto bene dal trailer però è la trama, trama che può essere fondamentalmente riassunta nel seguente modo: il critico gastronomico Manuel Tamayo Prats (Luis Brandoni) è costretto a pubblicare un libro di cucina per poter mantenere il suo attuale stile di vita altolocato a Buenos Aires, il tutto mentre la domestica che lavorava per lui (María Rosa Fugazot) muore improvvisamente dopo 40 anni di servizio e una giovane ragazza paraguaiana arriva a sostituirla (Majo Cabrera).
La trama non è il motivo principale per la visione di Nada – Nothing, perché, come si potrà appurare nei primissimi minuti della visione di “Estar En El Horno”, il character interpretato da Luis Brandoni è semplicemente amabile e detestabile allo stesso tempo, in un mix caratteriale che ricorda l’Hank Moody di David Duchovny ma con un piglio più nostrano

ESTAR EN EL HORNO


Encontrarse en una situación particularmente comprometida de muy difícil resolución.

I creatori di Nada – Nothing sono Gastón Duprat e Mariano Cohn, una coppia di registi argentini che lavora insieme da oltre 25 anni (probabilmente in Italia sono più noti per il film Finale A Sorpresa presentato alla 78° Mostra Del Cinema Di Venezia) che si riuniscono per questa miniserie composta da cinque episodi di una trentina di minuti ciascuno che hanno sia scritto che diretto.
La serie tv sembra essere stata concepita principalmente per il mercato sudamericano e spagnolo ma, grazie al nuovo ecosistema creato dalle piattaforme streaming, si ha avuto anche un occhio di riguardo per gli spettatori anglofoni (e non) che potrebbero essere attratti come falene dalla luce abbagliante di un Robert De Niro che è stato profumatamente pagato per questo ruolo. Una scelta piuttosto buona sulla carta che si riflette anche molto bene nella realtà visto che De Niro (già annunciato nel trailer per la sua presenza solo nell’ultimo episodio) fa da voce narrante (non necessaria ma apprezzabilissima) all’inizio e alla fine di ogni puntata.

REMAR EN DULCE DE LECHE


Poner empeño en resolver un problema que amerita mucho esfuerzo.

Il titolo della miniserie è fondamentalmente riconducibile ad una frase che il protagonista dice durante un’intervista radiofonica: “yo he sido y soy tantas cosas que en realidad no soy nada“, cioè “sono stato e sono molte cose che in realtà direi che non sono (esperto in) niente”. Un’accezione che Manuel Tamayo Prats dà di sé stesso e che sorprende per la sua onestà intellettuale.
Come si potrà apprezzare dalla visione, il protagonista non ostenta alcun tipo di superiorità intellettuale ma, utilizzando le parole citate dal Robert De Niro narratore: “he was a hippie, he was a rugbier, an alcoholic, a former exile, a backpacker, an artist, you name it“. E infatti Manuel non è un character detestabile ma è semplicemente imprevedibile che vive alla ricerca della massima esperienza dal punto di vista culinario: buon vino, cibo eccellente, pochi impegni lavorativi e qualche cena conviviale con un paio di amici in cui degustare pietanze prelibate. Nulla di più. Eppure tanto basta per rimanere vittima del suo carattere particolare e guardare in successione tutti gli episodi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Luis Brandoni fantastico nel ruolo
  • Umorismo e cinismo onnipresenti
  • 30 minuti scorrevolissimi
  • Plot twist” nel finale del pilot 
  • Bella e funzionante la trovata di assumere Robert De Niro come voce narrante e amico del protagonista
  • Sfortunatamente sarebbe da guardare in lingua originale (spagnolo) perché con il doppiaggio si perde la cadenza e l’attitudine del character di Brandoni

 

Una piccola gemma argentina che riscalda il cuore con il suo cinismo, la sua comicità e la sua fruibilità. Consigliatissima.

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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