Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 1×22 – Beginning Of The EndTEMPO DI LETTURA 12 min

in Recensioni by
La recensione della puntata scorsa era partita con una domanda alla quale, per forza di cose, non abbiamo saputo come rispondervi. Tale domanda era: “Non è che questo potrebbe essere l’ultimo episodio decente di
questa stagione?”. Al di là della qualità che la stagione ha sfoggiato, questo è un lecito quesito che si pone il telespettatore non tanto per quello che è successo durante la serie, ma quanto per l’entità dell’episodio in sè: il season finale, la puntata finale, lo smackdown di fine serie, il finale di stagione. Non importa cosa state guardando, può essere benissimo anche un film o un cartone animato, ma se ci sono delle cose che allo spettatore rimarranno impresse a visione conclusa sono: l’inizio, qualche scena nel mezzo, e soprattutto il finale. Quindi, come se l’è giocata il telefilm per tutta la durata della season, conta fino a un certo punto quando si parla della puntata finale, poichè quest’ultima deve essere fatta in modo che venga ricordata in maniera prettamente positiva. Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. ce la fa in questa impresa? Senza esagerare, possiamo dire (senza paura di percosse) che ce la fa egregiamente.
Non so voi, ma guardando “Beginning Of The End” non ho potuto far a meno di pensare ai primi fasti di questa serie, quando ancora brancolava nel buio e faticava a trovare una propria dimensione, sfornando episodi totalmente brutti (tipo “Repairs“, tipo “The Well“) e sconnessi al precedente cercando, di episodio in episodio, di correggere il tiro e fornire alla massa il prodotto che si era loro promesso. Con fatica, l’impegno della produzione e il sostegno di un minuscolo ma agguerrito gruppo di fan, la serie ha compiuto il piccolo miracolo che molte colleghe non sono riuscite a fare: risollevarsi e proporre spunti originali ed intriganti; magari il serial non farà la storia della TV (o almeno, non ancora) ma questa non è una impresa da trascurare. Forse è solo chi vi scrive, ma ora, davanti a questo season finale a regola d’arte, non posso che sentirmi come un Padre orgoglioso del figlio, che l’ha visto crescere e passare dal triciclo alla moto, felice che non si sia schiantato alla prima curva. Probabilmente è anche questo uno dei motivi per cui questo finale piacerà ai più: perchè nessuno, visto l’andazzo della prima metà di stagione, si aspettava un tale risvolto dal carattere a dir poco esplosivo. Ma come mai, in fin dei conti, questo season finale è fatto così bene tanto da esser stato definito in precedenza come “a regola d’arte”? Perchè dà tutto quello che una puntata finale deve dare.
Dopo tante mosse e contromosse, alla fine si arriva al tanto atteso e inevitabile last stand: S.H.I.E.L.D. VS HYDRA. Dopo aver svelato l’identità del Chiaroveggente e aver detto che lo stesso aveva poco da vivere, era da pazzi non fargli incontrare il suo logico destino, che peraltro avviene in maniera del tutto inaspettata: per mano di Deathlok e dopo un divertente scambio di battute tra Coulson e Nick Fury, grande ospite d’eccezione per questa puntata e interpretato da un Samuel L. Jackson che si sta sempre divertendo di più con questo personaggio; probabilmente qualcuno si lamenterà della maniera un po’ comica in cui John Garrett viene polverizzato, forse perchè la scena in questione aveva regalato speranza a quelli che volevano rivederlo in futuro, ma, un consiglio, vedetela come “giustizia poetica”: fargli fare una fine di merda era il giusto prezzo da pagare per un così meschino voltafaccia. E che dire poi del confronto fisico tra Ward e May anticipato da quello verbale con Skye? Benchè lo scambio di battute tra i due ex-innamorati possa considerarsi come un conto aperto da risolversi prossimamente, quello tra i due ex-compagni di letto si può già dire abbia raggiunto almeno la fine del primo round con un salutare scambio di cazzotti; fra tutte le scene di combattimento dell’episodio, questa è di sicuro la migliore, sia per quanto riguarda la coreografia, sia per quanto riguarda lo spessore dello scontro in sè. Le battute finali dell’evento “Uprising” avevano decisamente fatto intendere che i due sarebbero venuti alle mani e che soprattutto May fosse desiderosa di liberare un pò di viulenza repressa; sotto questo fronte, l’attesa dello spettatore è stata rosolata a dovere, per poi raggiungere la cottura massima quando la campanella batte il gong e partono le botte da orbi. Inoltre, qui viene fatto un grande lavoro con i personaggi, che (ancor più della trama e dei suoi sviluppi) sono loro il vero elemento trainante di questo ventiduesimo e ultimo episodio; avvantaggiati anche da precedenti risvolti su cui gli sceneggiatori hanno battuto il chiodo per rendere importante, in questa puntata, la sopraffina caratterizzazione dei protagonisti, una delle cose che salta più all’occhio e che più aiuta la produzione a raggiungere grandi ed emozionanti momenti di intrattenimento all’interno di questi quaranta minuti. Come impedire al nostro sorriso delle grandi occasioni di venire fuori quando vediamo l’Agente Coulson tornare quello che avevamo imparato a conoscere nei primi episodi? Come possiamo impedire alla nostra bocca di spalancarsi quando viene messo a capo dell’organizzazione? Come si fa a restare impassibili alla struggente e disperata fuga sottomarina di Fitz e Simmons? Come non ammirare questo manipolo di uomini e donne che si sono dimostrati dei veri eroi, che anche senza poteri hanno continuato ad essere lo “scudo” del mondo e a proteggerlo anche quando quest’arma di difesa è andata in frantumi? La forza del loro carattere, unita a situazioni fatte maturare di episodio in episodio, hanno sicuramente contribuito a regalare grandi momenti e a preparare la degna conclusione di tutte le trame e sottotrame della stagione. O almeno, a buona parte di esse.
Ed è per questo che “Beginning Of The End” è un finale a regola d’arte, perchè dà allo spettatore quello che vuole vedere, una conclusione degna di questo nome e del filo conduttore della stagione. Ma anche quello che vorrebbe vedere e che non ha ancora visto, come: un rematch tra Ward/Skye/May, un confronto tra Fitz e Simmons dopo la rivelazione dei suoi sentimenti, cosa diavolo sono quei segni fatti da Coulson e Garrett, e come se la caverà Phil nel tentativo di guidare uno S.H.I.E.L.D. “work in progress/under construction” dopo lo spiazzante colpo di scena che ha visto la sua nomina a nuovo direttore. E su questo, scusate se mi soffermo un’altra volta, ma è stato un colpo di scena davvero inaspettato e per questo ben riuscito. Molti si chiedevano come lo show avrebbe continuato ora che lo S.H.I.E.L.D. era stato smantellato, però eravamo talmente concentrati sul presente e talmente frastornati dal tradimento di Garrett e Ward, che le nostre celluline grigie non hanno pensato alla logica soluzione: ricostruire tutto e ridare all’organizzazione il suo originario splendore, e chi meglio del Team Coulson per questa missione? Loro stessi hanno dimostrato una tenacia senza pari quando hanno deciso di continuare ad essere agenti anche quando tutto sembrava perduto; le persone mostrano chi sono realmente davanti ai problemi, e loro si sono dimostrati degli eroi degni di portare avanti in prima persona questa titanica impresa. Come avete visto, non solo abbiamo il nostro “tutto e bene quel che finisce bene”, non solo abbiamo la fine di un’era ma soprattutto l’inizio di una nuova, che vedrà l’alba nel tanto atteso rinnovo della seconda stagione già annunciata da ABC e che il serial riesce finalmente a conquistare, come scritto da noi di RecenSerie su uno dei nostri Recenews (perchè voi leggete Recenews…vero?). E giusto per non farci mancare niente, oltre al mix sapientemente riuscito tra momenti lenti e azione, la puntata si concede qualche uscita esibizionista e ci infila anche un gradito humor alla Joss Whedon, giusto per chiudere il cerchio così com’era iniziato.
Questa ventiduesima puntata, purtroppo, non raggiunge la soglia del voto massimo per due difetti: il primo riguarda le riprese, che ricordano un pò quelle di natura quasi amatoriale di “Yes Men“; forse per molti è un difetto da poco, ma questo fa perdere professionalità alla puntata, ma c’è anche da considerare che, visto la stagione un pò travagliata, la produzione sia arrivata con l’acqua alla gola per quanto riguarda il budget (speriamo in uno più corposo nella prossima stagione). L’altro riguarda alcune direzioni poco chiare di alcuni personaggi: cos’è alla fine Skye? Ward sembra averlo capito ma ancora nessuna conferma del suo status, solo altri misteri su misteri. Questa trama del passato della hacktivista è ancora molto confusionaria e, apparentemente, insozzata di dettagli misteriosi a caso, giusto per renderla ambigua e poco chiara, e finora va bene, che tanto deve rimanere un mistero, ma quanto si dovrà rivelare la verità e nient’altro che la verità? Attenzione che la cosa potrebbe rivoltarsi contro: produzione, preparate una bella spiegazione al riguardo. E cosa farà ora Deathlok, che ha assunto (spiacevolmente) questo ruolo da pseudo vigilantes/eroe errante? E’ un peccato non poterlo vedere più nel ruolo dello stronzone. A parte questo, pur essendo difetti non di poco conto, il season finale dà la soddisfazione richiesta e si becca comunque un punteggio altissimo.

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Lo specchietto con le nostre solite citazioni all’interno dell’episodio. Shall we start?
  1. Come “T.A.H.I.T.I.“, “Yes Men“, “End Of The Beginning“, “Turn, Turn, Turn“, “Providence“, “The Only Light In The Darkness“, “Nothing Personal” e “Ragtag” quest’episodio fa parte di una saga in sette parti intitolata: “Uprising”. E’ il primo e, finora, unico arco narrativo della serie che ha visto il Team Coulson scontrarsi contro il Chiaroveggente. 
  2. “Beginning Of The End” è stato pubblicizzato dalla Marvel Comics con una immagine promozionale realizzata da Phantom City Creative. Cliccate qui per visualizzarla.
  3. Il capo del dipartimento della Cybertek (tale Zeller) condivide il cognome con almeno due personaggi della Marvel: Gretchen Zeller e Richard Zeller. La prima era una partigiana attiva durante la Seconda Guerra Mondiale, il secondo invece era il dottore di uno dei paesi assediati dai Nazisti situato tra l’Austria e Latveria. Difficile dire con certezza a quale dei due si riferisse il personaggio. 
  4. “I always bring the noise and the funk”. E’ una battuta che dice Triplett quando lui e Coulson stanno per attaccare il complesso Cybertek, e lo fa citando due celebri canzoni: Bring The Noise dei Public Enemy e Bring The Funk dei Parliament Funkadelic.
  5. Quando Nick Fury porge quell’esagerata arma a Phil Coulson, lui commenta dicendo: “Si, so cosa fa”. E’ un riferimento alla prima volta in cui compare questo oggetto, ovvero nel film dei Vendicatori, durante il confronto tra lui e Loki. Con successiva scena che ha traumatizzato i fans.
  6. A proposito dell’esagerato fucile. Il suo nome ufficiale è “Destroyer Gun”, questo perchè quando nel primo film di Thor il Dio del Tuono distrugge il Distruttore, lo S.H.I.E.L.D. preleva i suoi resti e la trasforma in un arma. 
  7. Compare The Playground, una delle tante basi segrete personali di Nick Fury. La sua location nei fumetti è tra la Syria, Iraq e Arabia Saudita, mentre in quella del serial non è stata ancora specificata. Una sostanziale differenza tra le due è che: nei comics è una base personale di Nick e viene usata da Fury stesso come una base d’emergenza, qui è usata da Phil Coulson (ora Direttore dello S.H.I.E.L.D.) come nuova base operativa principale. 
  8. Nella scena dopo i titoli di coda, Coulson comincia a scrivere sul muro strani segni. Se si guarda attentamente, tra questi simboli ora come ora incomprensibili, compaiono degli strani segni diversi da tutti gli altri; sembrano essere in tutto e per tutto la lingua scritta degli alieni Skrull, che oltre ad essere celebri nemici dei Fantastici Quattro e dei Vendicatori, sono alieni che si sono evoluti dai rettili e hanno sviluppato un potere mutaformico. Non sapete cosa sia? Ok, avete presente Mystica, la nemica degli X-Men dalla pelle blu e i capelli rossi? Ecco, è quel potere li. 
  9. In questo episodio ritroviamo Patton Oswalt, non nei panni di Eric Koening, ma di Bill Koenig: suo fratello. Non ci sono informazioni al riguardo su questo personaggio, dato che è stato inventato appositamente per lo show, ma in compenso ce le abbiamo sul fratello. Se volete saperne di più, consultate lo specchietto Facce da Fumetto della recensione di “Providence
  10. In questo episodio compare Nick Fury come special guest. Per saperne di più sul personaggio e, consultate le specchietto Facce da Fumetto della recensione di “0-8-4“.

PRO:
  • Season Finale degno di questo nome
  • Bye bye John Garrett!
  • Ward VS May
  • Nick Fury
  • Grande lavoro coi personaggi
  • Salutate il nuovo Direttore Coulson
  • Fine di un’era, inizio di un’altra
  • Sapiente mix azione/humor
CONTRO:
  • Telecamera sbarazzina/amatoriale
  • Chi sei, Skye non lo sai (Dragon Ball dicit)
  • Futuro incerto per Deathlok

Più che “Beginning Of The End”, il titolo più azzeccato per questa puntata sarebbe stato “The Best Is Yet To Come”. Finale di stagione solido, che regge sotto la maggior parte degli aspetti e che va ulteriormente premiato per la capacità di aver sfornato una puntata del genere nonostante le difficoltà iniziali della serie. Durante questa travagliata prima stagione, lo show ha capito cosa vuole da se stesso e cosa i fan vogliano da lui; dopo aver raggiunto questa consapevolezza, Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.  è filato spedito fino ad un finale decisamente esplosivo completo di tutti gli ingredienti che servono per un’adeguata conclusione e per costruire le fondamenta di un promettente nuovo inizio. Dopo lo sconforto iniziale, lo spettatore non può che rimanere esaltato dalla pregevole fattura dell’episodio e della qualità che la serie ha saputo confezionare; il rinnovo della seconda stagione è stato sicuramente meritato e ora, dal profondo del nostro cuore, speriamo vivamente che la produzione cominci la nuova era del serial con il buon piede con cui l’ha conclusa. Per il momento, la crociata contro il male degli Agenti dello S.H.I.E.L.D. termina qui. Appena ci saranno novità su questo telefilm, RecenSerie sarà il primo a farvelo sapere.

Ragtag – 1×21 5.37 milioni – 1.9 rating
Beginning Of The End – 1×22 5.45 milioni – 2.0 rating

VOTO EMMY

Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

6 Comments

  1. Ottima recensione, ma leggendo le varie recensioni dei passati episodi, non capisco come tu ti possa stupire dell'evoluzione che ha avuto il telefilm… Secondo me rispetta a pieno i pregi (tanti) e i difetti (pochi) dei prodotti di Joss Whedon

  2. Però qualche "collegamento" c'è… Quindi la citazione potrebbe starci (inoltre durante la serie ci hanno abituato a citazioni celebri)… Voglio pensare (o forse sperare) che sia voluta la cosa! 😀

  3. Spero sinceramente e vivamente di sbagliarmi, ma non credo che Rat-Man sia così conosciuto all'estero (purtroppo). Non voglio illuderti Natale, ma penso sia una solo una mera coincidenza. Bellissima, ma una coincidenza!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Recensioni

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: