White Collar 6×02 – 6×03 – Return To Sender – Uncontrolled VariablesTEMPO DI LETTURA 4 min

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White Collar si avvicina sempre di più alla fine. E’ ovvio che questa breve sesta stagione è un regalo che la USA Network ha fatto allo show, per dargli la possibilità di chiudere in modo dignitoso. Basta dare un’occhiata agli ascolti per renderci conto che gli americani si sono stufati di White Collar e, onestamente, anche noi. Lo show non ha più niente da dare e la sensazione principale che si prova mentre si guardano gli episodi è la noia, soprattutto per quanto riguarda “Uncontrolled Variables”.
Ma procediamo con ordine e andiamo ad analizzare il secondo episodio. 
Uno dei punti forti dello show, anzi il più forte, è il rapporto tra Peter e Neal, sotto molti aspetti simile al tipico rapporto padre – figlio. Quest’aspetto del loro rapporto viene messo particolarmente in luce grazie al lavoro sotto copertura che si ritrovano a fare, dal momento che Peter veste il ruolo del padre che cerca di mettere in riga il figlio scapestrato. Che White Collar puntasse molto sui rapporti tra i vari personaggi, ognuno unico nel suo genere, è cosa risaputa ormai e non stupisce che gli autori abbiano deciso di puntare molto su di essi per rendere gli episodi quanto meno godibili. Quindi in “Return To Sender” non possiamo fare a meno di apprezzare tutte le scene che hanno visto protagonisti Caffrey e Burke, dalla missione all’abbraccio a fine episodio quando Peter dice a Neal della gravidanza di El. In quell’abbraccio è racchiuso tutto il loro legame. Hanno avuto un trascorso burrascoso, hanno fatto moltissima fatica a fidarsi l’uno dell’altro (e gli autori ci hanno giocato pure troppo su questo ambiguo aspetto del loro rapporto) ma si vogliono bene. 

Il punto è: Jeff Eastin ha deciso ad uscire da quel fastidiosissimo circolo vizioso in cui Neal agisce alle spalle di Peter che però non si fida di lui eccetera eccetera che ha caratterizzato le scorse stagioni? Da questo punto di vista il loro rapporto è statico da troppo tempo e sarebbe bello se, almeno nell’ultima stagione, le cose cambiassero. All’apparenza Peter sembra fidarsi davvero di Neal, tanto da appoggiarlo e far firmare il contratto stipulato da Mozzie, ma dentro di sè è davvero così sicuro? E Neal cosa farà una volta ottenuta la libertà tanto agognata? Righerà dritto o tornerà ad essere un criminale? Sembra che Eastin ed i suoi non abbiano mai preso una decisione, tenendo sempre entrambe le possibilità aperte in vista di una definitiva risposta raggiungibile solamente con il series finale.
La ricomparsa di Keller (che non è mancato a nessuno) e ciò che dirà poi a Neal in “Uncontrolled Variables” preoccupano. E’ comprensibile che la stagione, seppur breve, abbia bisogno di una matassa da sbrogliare per dare un’idea di omogeneità e di unità alla stessa, ma renderla ancora più ingarbugliata può essere deleterio per lo show, perché sei episodi non sono sufficienti per approfondire a dovere la questione.
Se il secondo episodio si è dimostrato essere, seppur non entusiasmante, sufficiente, il terzo è stato per lo più noioso e ripetitivo dando prova della stanchezza generale che si respira, rappresentante perfetto di quella categoria di episodi che si fa fatica a ricordare appena poche ore dopo averli guardati. Vedere Neal truffare la classica brava ragazza della porta accanto è stato tediante, ma almeno lei alla fine gli ha dato uno schiaffo e non un bacio.
Ma al di là di questo è stato proprio un episodio piatto nella sua interezza. C’è ben poco di cui parlare perché è stata una puntata filler con il classico caso del giorno che, nonostante qualche intoppo, procede secondo i piani. L’unico aspetto che sembrava essere interessante era la strana collaborazione tra FBI e Interpol, se non fosse che Peter si fa fregare come un bambino dal responsabile di Keller. Il fatto che quest’ultimo abbia fatto un patto simile a quello di Neal è ancora da chiarire, perché se Neal sembra essere intenzionato a consegnare le Pink Panthers all’FBI, Keller sembra più riluttante. Allora qual è il suo scopo? Il tutto è poco chiaro e il tempo per chiarire la situazione è ben poco visto che è già stato compiuto l’ultimo giro di boa. Dove vorrà andare a parare White Collar?

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Neal e Peter di nuovo a lavoro sotto copertura
  • L’abbraccio di Neal e Peter alla fine della 6×02
  • Mozzie è il primo a sapere della gravidanza di El
  • Troppi dubbi su Keller e il suo ruolo e troppo poco tempo per chiarirli
  • Noia generale della 6×03
Se “Return To Sender” è stato un buon episodio, seppur non eclatante, la visione di “Uncontrolled Variables” ha provocato una serie infinita di sbadigli. Questa sesta stagione non sembra niente di che, forse sarebbe stato meglio chiudere con la quinta (dandole un finale migliore, ovviamente).
Il giudizio finale è una media per difetto dei due episodi, ma diamo alla serie il beneficio del dubbio e confidiamo che gli ultimi episodi siano migliori e più entusiasmanti.
Borrowed Time 6×01 1.54 milioni – 0.4 rating
Return To Sender 6×02 1.36 milioni – 0.3 rating
Uncontrolled Variables 6×03 1.37 milioni – 0.4 rating

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Distratta, eterna sognatrice e accumulatrice compulsiva di tazze di ogni forma e colore. Vive la sua vita tra mille paranoie, attacchi di ridarella immotivati e costante voglia di prendere il primo aereo per Londra. Nel tempo libero attende da più di quindici anni di ricevere la lettera per Hogwarts e guarda serie tv come se non ci fosse un domani. Normalmente è una persona pacata, ma provate a toglierle il caffè e si trasformerà in una belva feroce. Lorelai Gilmore docet.

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