Girls 4×01 – IowaTEMPO DI LETTURA 5 min

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Il 15 Aprile del 2012 faceva
il suo debutto sull’HBO lo show scritto, diretto e interpretato da un allora
ventiseienne Lena Dunham. La scelta coraggiosa, da parte dei dirigenti del noto
canale via cavo americano, di scommettere su un’autrice così giovane e alle
prime armi, è stata, fin dal suo esordio, oggetto di curiosità ed interesse. Ruolo
importante ed essenziale nella riuscita della serie va attribuito al produttore
della serie, quel Judd Apatow già scopritore di talenti fin dai tempi dello
sfortunato quanto brillante show che è stato il suo Freaks and Geeks (se non l’avete fatto, recuperate al più presto).
D’altronde l’ironia irriverente e scorretta del regista di Molto Incinta, è fortemente riconoscibile nella struttura
dell’intera serie, nella quale, per altro, affianca spesso la Dunham in fase di
scrittura (come accade nella stessa Iowa,
per esempio).
Una scommessa, quella del
network, che si può giudicare lungimirante, se si fa conto dei premi e dei
riconoscimenti che, ad oggi, Girls ha
l’onore di vantare: quattro complessive nomination agli Emmy; due Golden Globes
vinti nell’edizione del 2013, due nomination in quella appena trascorsa.
Diverso, e a tratti opposto,
invece, il discorso che riguarda l’accoglienza del pubblico. La serie, infatti, con il passare delle
stagioni, si è guadagnata più di un detrattore. Le critiche vanno spesso a
colpire quelli che, per lo show, ormai sono dei veri e propri marchi di
fabbrica: il nudo e le scene di sesso, giudicati perlopiù gratuiti i primi, fin
troppo crude ed esplicite le seconde; un eccessivo autocompiacimento nelle
sceneggiature, denotando un’ingiustificata presunzione nella sua autrice;
protagoniste dalle caratterizzazioni forzate ed irrealistiche, con le quali
difficilmente ci si può riconoscere, tanto meno empatizzare.
Critiche che, evidentemente,
non hanno spaventato l’ente televisivo, il quale, ancor prima che la quarta
stagione potesse cominciare, ne ha già ordinata una quinta, riconoscendone la
rilevanza nel panorama televisivo contemporaneo. Dopotutto, nello showbiz, vige l’oscardiano “l’importante
è che se ne parli”, probabilmente in più di ogni altro ambito.
Da un punto di vista più
artistico e qualitativo, invece, non si può non ammirare la coerenza narrativa
e stilistica che Lena Dunham, di puntata in puntata, ha cercato di infondere
nella sua opera. Girls non vuole
essere la storia disincantata di un’amicizia di quattro ragazze newyorchesi che tentano di farcela nel difficile mondo
odierno, ma, piuttosto, mira ad offrirne una visione più schietta e sincera,
fatta di ipocrisie e, per lo spettatore, scomode verità. Tali volontà non
vengono per nulla tradite neanche con la première di questa quarta stagione, la
quale già promette scintille.
L’Iowa del titolo implica subito duplici aspetti: la connessione
temporale diretta col finale della scorsa stagione, chiusasi col sorriso di
Hanna che leggeva la lettera d’ammissione alla scuola; l’addio di Hanna,
appunto, a New York, alle ragazze e
(probabilmente) alla relazione con Adam.
C’è aria di nuovo inizio nel
percorso di vita della protagonista, testimoniato anche dalla trovata registica
della Dunham, che piazza Hanna al tavolo di un ristorante coi propri genitori,
stretto riferimento alla medesima inquadratura e ambientazione che aprivano il “Pilot” della serie. Difatti, il “terzo
incomodo” è proprio Adam, che arriva successivamente, preannunciando una
sensazione di crisi e di capolinea del loro rapporto, che si respira per tutto
l’episodio. Una crisi silenziosa e mai del tutto esplicita a parole, se non
durante l’esibizione canora di Marnie e Desi, dove la stessa Hanna,
fugacemente, ammette al ragazzo di stare pensando al “labirinto” del loro
futuro. A sostituire i dialoghi, fatti di una certa vaghezza ed illusione sul
“piano” da attuare una volta che sarà via, ci pensano, ancora una volta, le
immagini: Adam che osserva, senza averla salutata, la partenza in macchina di
Hanna; l’inquadratura finale su di lei, silenziosa e malinconica, con i
genitori che le parlano, ovattati e non curanti, in sottofondo. Il cerchio si
chiude.
Se la storyline della
protagonista occupa una buona fetta di episodio, ci pensa l’altrettanto
ingombrante Marnie a riempire il restante minutaggio. Continua la sua morbosa e
fedifraga (per lui) relazione artistica e sessuale con Desi. Nuovi e vecchi
aspetti del background del personaggio emergono fuori nella “chiarificazione”
con la ragazza di lui (chiusa da un sospiro di deprecabile compiacimento, che
si riallaccia anch’esso allo scorso season finale) e nella sua fuga dal palco,
in preda ad ansie e sicurezza. Il ruolo di Elijah, a cui la Dunham riserva
sempre le battute più argute e pungenti, nello spronare duramente, senz’alcun
filtro, la ragazza, può far presupporre un riavvicinamento tra i due, vista
anche la futura assenza di Hanna.
Ed è proprio l’addio con la
migliore amica a registrare la scena migliore dell’episodio. Un’amicizia colma
di alti e bassi, di sentimenti taciuti e perenni rancori (la stessa Hanna,
prima del suo arrivo, fa notare ad Adam che Marnie è andata via senza
salutare), ma che in quell’abbraccio rivela la natura sincera e profonda del
loro legame, nonostante tutto.
A Shoshanna e Jessa, quindi,
non restano che brevi apparizioni, in linea col trend della scorsa stagione. Se
la prima sembra cominciare la personale ricerca di un’identità perduta,
lampante nel suo dialogo maturo con Randy, la seconda è protagonista di un
curioso faccia a faccia con Hanna, che, si spera, possa esser chiarito meglio
in futuro. Mentre la comparsa di una Natasha Lyonne, dritta dritta da Orange Is The New Black, può far
presupporre che la separazione dalla sua storyline con l’anziana Beddie sia
solo apparente.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scena iniziale che richiama il “Pilot”
  • Elijah che scuote Marnie
  • L’abbraccio Marnie-Hanna
  • La fine, per immagini, della relazione Hanna-Adam
  • Dialogo Shosh-Randy
  • Le troppo brevi apparizioni di Shosh e Jessa
  • Scontro Jessa-Hanna poco comprensibile

Una quarta stagione, quindi, che promette importanti novità e significativi cambiamenti. L’assenza di Hanna, chissà per quanto, da New York può solo dar maggiore freschezza alle storyline minori degli altri personaggi e auspicarne un maggior approfondimento. L’impressione è che Lena Dunham non si voglia troppo adagiare sugli allori, ma, piuttosto, infondere un sonoro scossone alla sua personale creatura.
Two Plane Rides 3×12

0.67 milioni – 0.41 rating
Iowa 4×01 0.68 milioni – 0.40 rating

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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