Girls 4×06 – Close UpTEMPO DI LETTURA 5 min

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Lena Dunham dice che Girls racconta una generazione, quella allo sbando, un’antologia dell’imperfezione e del tentennamento. Hannah e le sue amiche capiscono che il mondo non è più quello splendente e ricco alla Sex and The City, che il sesso non è sempre perfetto – l’orgasmo non arriva all’unisono, gli amplessi non sono prestazioni ginniche atleticamente ineccepibili -, che ciascuno ha i propri problemi e che il corpo femminile è fatto anche di cellulite e chili di troppo – si sdogana la taglia 46 e si dà spazio ad un’altra donna, che si conosce e si accetta. Queste quattro ragazze si presentano al mondo inciampando, guardandosi allo specchio, urlando e sbraitando, conoscono se stesse, prendendo le coordinate per essere donna, balbettando con difficoltà e spesso non riuscendoci: “Io ci sono”.
Lo sappiamo Girls è una serie che ha fatto e fa molto parlare, ha smosso le femministe, le star, le giovani donne in genere; chi le trova fastidiose, chi meravigliose, chi meravigliose proprio perché fastidiose.
“Close up” racconta l’ennesimo scuotimento delle vite e degli equilibri del gruppo, sembra che tutto sia uguale a prima o forse tutto è cambiato, senza che le ragazze se ne siano accorte. Girls indaga i cambiamenti mai avvenuti, l’abiezione consapevole e schietta, il fallimento e l’abbandono che distrugge, ma non fa compiere il grande “salto”. Il principio basilare è che Hannah, Marnie, Shoshanna e Jessa subiscono i mutamenti drammaticamente ma con la superficialità e l’apatia di una foglia che cade; si disperano, si struggono, ma si lasciano trasportare senza agire per prime.
Se Shosh dice ironicamente che vuole sposare il direttore dell’azienda presso cui ha fatto il colloquio, Marnie, dopo aver iniziato una relazione con Desi, già soffre, Hannah è in ginocchio per la rottura con Adam, insomma tutte sono in balia di un altro.
“Close Up” indaga su tematiche care al femminismo: l’indipendenza (o la sua assenza) e l’aborto. Iniziamo però per gradi, “Close Up” – il titolo di una canzone di Marnie e Desi – parla di relazioni, quelle che finiscono (Hannah e Adam) e quelle che incominciano (Mimi-Rose e Adam, Marnie e Desi), parla di futuro (Hannah è dal terapista e analizza lo spaesamento e la mancanza di speranza) e di lavoro (Shoshanna ad un colloquio in cui invece di trovare occupazione, trova un appuntamento). Hannah vaga sola alla ricerca di una strada, decide, quasi per caso, di insegnare perché vuole aiutare gli altri – proprio lei che non divide neppure un Kit Kat -, Shoshanna inciampa nella sua stessa sicurezza e presunzione, Marnie e Desi lavorano e fanno l’amore, litigano e fanno l’amore – ennesima testimonianza di come il sesso in Girls sia non solo ricerca del piacere ma anche liberatorio.
Le relazioni sono fatte di riti, di corsi e ricorsi, si iniziano a conoscere i gesti, il corpo, il profumo e gli odori dell’altro ed è questo che unisce nel profondo. Un bacio e il rimbocco delle coperte è la tenera bugia d’amore tra Mimi-Rose e Adam: lei finge di dormire, lui non sa di essere sentito. Vediamo un Adam diverso, più consapevole e tranquillo, fino a quando Mimi gli dice candidamente di aver abortito il giorno prima. Hannah e Mimi-Rose sono diverse – Lena Dunham dice “We were actually talking about how to clearly establish the difference between who Mimi-Rose is and who Hannah is, and the ways that’s great for Adam and the ways that’s hard for Adam” – e Adam lo capisce ancora di più.
Da una parte Hannah corpo morbido e incrinature, fragilità e tatuaggi, dall’altra Mimi-Rose magra, intelligente, affascinante, l’unico neo il naso schiacciato. Da una parte Hannah bisognosa di presenza, dall’altra Mimi-Rose indipendente. Se Hannah nelle scorse stagioni ha ben spiegato che lei non vuole nulla da Adam ma è evidente che ha bisogno di tutto – tempo, pensiero, sesso -, Mimi-Rose è altrettanto chiara, lei non ha bisogno di lui, ha preso la sua decisione da sola, anche se per lei il compagno è diventato quasi una dipendenza. Mimi-Rose racconta di aver abortito perché non ci sarebbe stato futuro per il loro bambino, si conoscono da così poco tempo, mentre Adam voleva partecipare, aiutarla nella vita – come in passato faceva con Hannah.
Già in passato le femministe e le post-femministe hanno criticato Girls e questo episodio o meglio la questione aborto non può che riportare alla mente le parole di Erica Jong (Paura di volare, 1973). In un’intervista la scrittrice e femminista aveva descritto le protagoniste come “strumenti sessuali per i loro boyfriend egoisti”, donne che ci catapultano indietro di un secolo. Mimi-Rose non usa contraccettivi e ha abortito più di una volta e Adam è turbato, stupito e interdetto, non è abituato all’indipendenza, non riesce ad accettare che abbia abortito senza parlargliene. Se lui scappa come faceva con Hannah, Mimi apre il suo cuore spiegandosi. Mimi-Rose è una donna moderna e forse all’eccesso, ma la stessa Dunham dice “I also liked the idea of showing someone who was getting an abortion and wasn’t tortured by it“.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il dialogo tra Adam e Mimi-Rose
  • Hannah e le sue paranoie sul futuro
  • Shoshanna al colloquio di lavoro
  • La parentesi di Ray forse troppo lunga e poco incisiva
Si può amare, odiare Girls ma non si può non prendere atto della forza narrativa del prodotto. Girls è una commedia declinata attraverso il dramma e la tragedia del quotidiano, e anche questa volta ci dona un episodio che smuove molte cose e fa riflettere. “Close Up” rimette al centro il gruppo e questo è uno dei punti di forza della serie.
Sit-In 4×05 0.39 milioni – 0.2 rating
Close Up 4×06 0.48 milioni – ND rating

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