New Girl 4×16 – OregonTEMPO DI LETTURA 4 min

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Detto fatto. Si erano lodati, nella precedente recensione, gli episodi corali, ed eccone subito un altro. Proviamo a ribadire perché un episodio corale in New Girl funziona meglio rispetto alla struttura “classica” dove le varie storyline sono suddivise secondo una inevitabile scala gerarchica. Innanzitutto questa quarta stagione ha visto incrementare nettamente il numero dei protagonisti: a quanto pare Coach lascerà lo show, ma ci sono ancora 8 episodi in cui si dovrà gestire questa ampia “rosa” e, per questo motivo, la coralità degli episodi garantisce il concretizzarsi dell’abusato detto “l’unione fa la forza”. Non si rinuncia poi ad una suddivisione di vicende, in ogni caso. Anche in una coralità garantita dall’unità geografica e dalla compresenza dei vari personaggi, non è tagliata la possibilità di ramificazioni interne.
Se da un lato si accolgono con entusiasmo episodi di simile fattura, è la modalità di narrazione che potrebbe lasciare un po’ perplessi. Risulta infatti ripetitivo il tema dell’episodio. In “The Crawl” Nick organizzava una serata alcolica con il solo scopo di soffocare la sua sofferenza post-rottura, e i suoi amici lo assecondavano. Questa volta ad essere in crisi è Jess, la quale, naturalmente, riceve tutto il supporto possibile immaginabile. L’occasione questa volta è una trasferta nella sua città natale in occasione del matrimonio del padre. La confezione cambia, la sostanza resta la stessa. Non ci sentiamo di condannare al 100%, però, una tale procedura. L’impressione è quella di una stretta logica che collega i due episodi, e quando una scelta stilistica è consapevole e ragionata ha sempre il coltello dalla parte del manico.
Un brivido freddo sale lungo la schiena degli spettatori. Quale sarà mai questo filo che unisce la rottura di Nick con quella di Jess? Si palesa concreto il timore di un ritorno alla coppia, che tanto aveva frenato e svilito la scorsa stagione. Ma anche qui: sarebbe veramente una cattiva scelta? Non è forse peggio aver “buttato” una stagione in quel modo, rinnegando poi completamente la scelta precedentemente compiuta, nata tra l’altro con uno dei migliori episodi di sempre? Saper correggere il tiro, in maniera sapiente e delirante, potrebbe portarci a rivalutare anche episodi del recente passato.
Ma ciò che – forse erroneamente – si percepisce è che se riavvicinamento deve essere, dovrà essere graduale. Magari catalizzato da un ritorno di fiamma simile, gerarchicamente secondario e più immediato: si parla ovviamente di Cece e Schmidt. In maniera decisamente esplicita, anche grazie alle simpatiche gag di Cece con la sua ex (?) cotta, il ritorno di fiamma effettivo dovrebbe essere molto molto vicino. Quasi simbolica, a tal proposito la sequenza in cui Schmidt pronuncia la frase “how I love my girlfriend”, riferita ovviamente alla sua attuale fidanzata, seguita dall’immediato ingresso in scena di Cece. Da rendere nota la delicatezza e la capacità di non strafare con la vicenda, grazie anche all’aiuto del sempre raffinatissimo Winston, vero e proprio Cupido della situazione.
Ciò che colpisce di “Oregon” è l’atmosfera evocante i primissimi episodi. Tralasciando elucubrazioni su Nick e Jess e rimanendo legati al presente, ciò che noi spettatori vediamo è un vero e proprio supporto amichevole e confidenziale da parte di Nick, esattamente come avveniva nella prima stagione. Allo stesso modo, Zooey Deschanel torna a far mostra delle sue istrioniche doti, passando dallo sfogo adolescenziale nella sua vecchia camera, fino alla fantastica esibizione di fronte all’altare.
Ciò che forse viene a mancare in maniera costante, durante l’episodio, è l’impatto comico, quello che regala una sonora quanto improvvisa risata. E’ anche vero che forse non sono questi gli episodi in cui ciò deve avvenire, e gli sceneggiatori a quanto pare sono ben coscienti riguardo il dosaggio degli ingredienti (visto che hanno saputo sfornare un episodio del genere). La continua varietà di ambienti (azienda vinicola, strade piovose, ristorante…) porta ad un crescendo di ritmo culminato dall’alternanza tra il trip della madre di Jess e l’Ave Maria. Il tutto si placa con il lancio dei sassi in uno stagno, con la pietra maggiore retta da Schmidt, personaggio che in “Oregon” sacrifica di molto la sua comicità, ma che simbolicamente ci suggerisce di avere grandi piani per l’immediato futuro.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Altro episodio corale
  • Il trip della mamma di Jess/Ave Maria
  • Le perle di Winston
  • Reazioni di Cece di fronte al tizio
  • Gli sceneggiatori potrebbero avere una buona seconda possibilità per gestire alcune vicende
  • La tematica dell’episodio è praticamente la stessa del precedente
  • Schmidt votato solo a ricongiungersi con Cece, lasciando da parte le sue doti comiche
  • Il testimone che dimentica/perde gli anelli: uno degli stereotipi universali della storia della commedia
Episodio un gradino sotto al precedente, ma gli standard non si abbassano. Tutto si può dire a New Girl, tranne che non ha più niente da dire. La questione è che New Girl non ha mai avuto niente da dire, per questo è una gran serie. Grazie alla tabula rasa da cui nascono le vicende (l’opposto degli stretti schemi temporali di How I Met Your Mother, o delle “esigenze” nerd di The Big Bang Theory) tutto può essere detto in qualsiasi momento e tutto può accadere in qualsiasi momento.
The Crawl 4×15 2.71 milioni – 1.3 rating
Oregon 4×16 3.11 milioni – 1.4 rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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