Supernatural 10×15 – 10×16 – The Things They Carried – Paint It BlackTEMPO DI LETTURA 5 min

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Il continuo temporeggiare della serie sembra essere
diventata la vera trama orizzontale della stagione, non ci sono più dubbi a
riguardo. Dieci anni sono tanti, si può sbagliare, si può migliorare ma
soprattutto si può sperimentare ed imparare dai propri errori. Dieci anni, con
oltre 200 episodi all’attivo, rendono Supernatural una serie di tutto rispetto,
con alti e bassi certamente, ma di tutto rispetto considerando il panorama
seriale e tutti i cambiamenti che ci possono essere stati in una decade. Dieci
anni di esperienza però sembrano aver logorato la serie, affaticando
sceneggiatori sempre più stremati nell’inventarsi nuovi filler, e  rovinando characters sempre più privi di
obiettivi concreti oltre che di nuove prospettive.
Arrivati alla situazione attuale
si potrebbe parlare del classico “staccare la spina” per non aggravare la
situazione e rendere giustizia alla serie ed al duro lavoro di tanti anni; questa scelta però sarebbe troppo semplicistica e decisamente inadatta alla
situazione attuale dello show e alle potenzialità espresse. Quando parliamo di potenzialità ci riferiamo a casi di palese abbandono delle trame, casi in cui
volutamente si è fatta emergere una possibile svolta narrativa salvo poi farla
finire nel dimenticatoio. Esempi? Quanti ne volete. Nel 200° episodio è
ricomparso, a piacevolissimo tradimento, l’ex profeta Chuck: l’avete più visto?
Sentito nominare? Visto di sfuggita? Ovviamente no, e già questo farebbe discutere di per sé, a peggiorare le cose ci sono molte altre storyline che hanno subito lo stesso trattamento. Il ritorno di Castiel alla paternità è stato subito cestinato quando, se approcciato in maniera diversa, poteva mostrare l’angelo sotto un’altra veste. La ricerca delle tavole scritte da Metatron è stata completamente dimenticata, così come lo stesso Metatron e la ricostruzione del Paradiso. Insomma di elementi per ovviare alla produzione di filler su filler ce ne sono molti, tuttavia Carver e soci propendono più per le storie verticali ed autoconclusive, stile “Paint It Black”, oppure per l’utilizzo di guest star di cui si farebbe volentieri a meno, tipo Cole.

Cole è personaggio urticante che mal si amalgama con i Winchester, ritornato alla ribalta per presenziare all’ennesimo filler della stagione. La sua presenza già di per sé fa storcere il naso ai più attenti perché, tenendo bene a mente la grandezza degli Stati Uniti, la possibilità che si verifichi un evento soprannaturale proprio al migliore amico di quest’ultimo è prossima allo zero. Non che fosse più probabile se una di nome fa Jody Mill però c’è da ammettere che con lei si è ormai più abituati, cosa che con Cole invece è totalmente estranea. Da questo punto di vista è infatti molto più apprezzabile incontrare nuove “vittime” di eventi soprannaturali piuttosto che chiudere gli occhi per la, fin troppo abusata, classica coincidenza della guest star di turno.
Il tenore di entrambe le puntate non rispecchia né per incisività né per interesse la vera potenza di Supernatural, al contrario ne evidenzia difetti e limiti in un continuo rincorrersi di facepalm da parte degli spettatori. In “The Things They Carried” già a metà puntata si individua la presenza di un Khan Worm (comparso solo una volta nella 6×16) all’interno di Cole e del suo BFF ma si opta per una risoluzione lenta e molto telefonata del problema, risoluzione che lascia interdetti per tempi e modi. Allo stesso modo in “Paint It Black” si assiste ad una sorta di elogio alle atmosfere portate in tv da quello scempio di Da Vinci’s Demons, idea neanche tanto malvagia se non fosse che ci sono i classici svarioni geografici dell’americano medio (quadri e oggettistica rinascimentale di Firenze spediti dalla “famosissima” Tivoli, nel Lazio) e un non ben specificato bisogno di parlare in italiano di tanto in tanto.
Si potrebbe far notare però che “Paint It Black”, a differenza di “The Things They Carried”, gode della presenza di Crowley e Rowena, come a dire che non è un mero filler ma qualcosa di più: purtroppo dobbiamo dissentire. Crowley, che in tutta la puntata dirà sì e no 4 frasi, è completamente privo di mordente e serve solo a giustificare la presenza della sempre più fastidiosa Rowena, e, se si riflette per un attimo, la situazione dovrebbe essere capovolta, cioè Rowena dovrebbe supportare Crowley e non viceversa. Invece la situazione che si è creata è quella di un Crowley completamente privato del suo potenziale caratteriale, una sorta di revival della scorsa stagione quando era in crisi da sangue umano, solo che questa volta la rottura dell’equilibrio mentale del King Of Hell è stato scatenato da un cuore spezzato, il suo. Con questo non stiamo giustificando il suo status quo, anzi, lo critichiamo apertamente e aspramente perché, come lui, si sta annientando anche il character di Castiel, ma questo è un altro argomento.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Introspezione psicologica di Dean sempre più marcata
  • Ennesimo tentativo di riproposizione dell’italiano
  • Crowley e Rowena: quanto di peggio si possa offrire
  • Confidando che questa fosse l’ultima apparizione di Cole nello show, è doveroso inserirlo nei Thumbs Down vista la condotta e l’apporto dato dalla sua presenza
  • Filler, filler e ancora filler…
Supernatural si sta scavando una fossa di mestizia, filler dopo filler, puntata dopo puntata, rovinando quanto di buono era stato costruito. L’affanno con cui vengono scritte le puntate è evidente, così come è palese la pochezza della trama. Nominare i Man Of Letters non può bastare per rivitalizzare una puntata, episodi come questi non dovrebbero essere nemmeno concepiti, figuriamoci mandati in onda.
The Executioner’s Song 10×14 2.09 milioni – 0.8 rating
The Things They Carried 10×15 1.73 milioni – 0.6 rating
Paint It Black 10×16 1.70 milioni – 0.7 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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