Marvel’s Daredevil 1×02 – Cut ManTEMPO DI LETTURA 10 min

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These are two of the best TV scripts I’ve read” è la frase che ha detto Charlie Cox in una recente intervista a proposito di “Into The Ring” e “Cut Man”. Bisogna dargli atto che quella volta ci aveva visto giusto perchè se il pilot è un capolavoro, “Cut Man” poco ci va distante dall’esserlo.
Quello che funziona dannatamente bene con entrambi gli episodi è la loro funzione introduttiva ad un mondo e ad un personaggio che necessita ben più di 40 minuti per essere trattato adeguatamente e senza affrettare i tempi. Addirittura “Cut Man” risulta essere ben più introduttivo di “Into The Ring” perché, se quest’ultimo affrontava l’impatto con il pubblico premendo l’acceleratore sul rapporto tra Karen Page e Matt Murdock, questa seconda puntata si focalizza praticamente solamente sul vigilante in nero di Hell’s Kitchen svelando sia le origini, sia i punti deboli.
L’umanità di Matt Murdock, nel senso carnale del termine, si palesa sin da subito quando, svenuto in un cassonetto, dimostra tutta la debolezza del suo essere uomo, essere umano, mortale. È fondamentale partire da questo elemento perché, al contrario di tutti i crismi e le leggi seriali/cinematografiche che impongono la “costruzione” dell’eroe tramite vittorie e sconfitte che non sono mai letali, Drew Goddard imprime una diversa prospettiva a Daredevil e lo fa annientando fin da subito l’invincibilità del supereroe, facendolo scendere da quel piedistallo che già noi, come pubblico pagante, gli stavamo costruendo. Decostruire l’eroe per renderlo umano, e quindi più “vicino” allo spettatore, è una scelta intrigante ed audace che stravolge di fatto ogni aspettativa e al contempo mette in prospettiva prima l’uomo e poi la maschera. Dopo averlo conosciuto “dentro il ring” delle strade di Hell’s Kitchen sia come avvocato che come vigilante, si passa ad analizzare il lato introspettivo del personaggio, il motivo per cui lo fa (“I’m doing this ‘cause I enjoy it.“, “I don’t believe you. What you said. I don’t believe you enjoy this.“) e quali sono stati gli eventi cruciali del suo passato che lo hanno portato a voler proteggere i più deboli ricercando sempre la verità.
Matt Murdock per ora non è Devil, è solo un vigilante cieco che si sta facendo conoscere mentre massacra di botte qualche criminale, né più né meno. Non è rispettato, non è temuto, o almeno non ancora, però ha già attirato le attenzioni delle persone sbagliate e questo è il motivo per cui lo si trova nel cassonetto ad inizio puntata, questo e l’introduzione di un personaggio secondario che serve a garantire una buona dose di excusatio non petita. L’introduzione di Claire Temple serve infatti per creare una prima fila di personaggi da inserire nel sottobosco narrativo della serie, personaggi di secondo piano ma che, come in questo caso, risultano vitali e di primaria necessità. La Temple infatti non è stata inserita lì a caso ma c’è un chiaro disegno dietro la sua introduzione, disegno che la lega a filo doppio non solo con il Diavolo Custode ma anche con Luke Cage e di conseguenza con tutte le serie Marvel che Netflix manderà in onda, ma per questo genere di informazioni vi rimandiamo alla rubrica de “L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo” qui alla fine della recensione.
“Cut Man” mira a costruire un’idea di Diavolo (non ancora) Rosso priva di preconcetti, è giusto mettere in chiaro fin da subito quali sono stati gli eventi più importanti della sua vita, quali le frasi che riecheggiano nella sua mente come un mantra, quali le scelte che lo hanno portato fino ad ora. “It ain’t how you hit the mat… It’s how you get up.” è la frase rappresentativa dell’infanzia di Matt, infanzia dettata dalla morte del padre, estremamente importante nel fumetto così come è stata resa anche nella serie. Jack Murdock è un corrotto, un pugile dalle ambizioni ribassate che gareggia sapendo già la fine del risultato, un uomo che però, agli “occhi” del figlio, rappresenta una sorta di eroe e che, proprio per questo motivo, prova a redimersi con un gesto che sa già gli costerà la vita. È questo l’evento traumatico che dà la svolta alla vita di Matt, una sorta di morte alla Zio Ben di Spider-Man ma viziata dal gioco d’azzardo e dalle scommesse clandestine. In tutto ciò purtroppo però bisogna notare la lentezza con cui vengono alternate le scene tra “passato” e “presente”, una lentezza che affligge unicamente il passato e che contamina con la sua lentezza narrativa anche il presente. Ma questo è solo un piccolo scotto da pagare.
Per presentare l’eroe per Goddard è prima necessario smontarlo pezzo per pezzo per poi ricostruirlo consci delle potenzialità, dei vizi, delle virtù e dei difetti. In “Cut Man” si imparano molte cose di Matt Murdock e la determinazione è senza dubbio una delle prime che gli viene riconosciuta. Tuttavia la determinazione va riconosciuta anche alla regia del già citato Phil Abraham, qui decisamente rilassato per tutta la puntata salvo poi sfogarsi nel finale grazie ad uno dei piani sequenza più belli che si siano mai visti. Già da solo questo epico finale basta ad alzare l’asticella sia delle aspettative sia del voto, decisamente più alto rispetto a quanto si sarebbe meritato l’episodio privo di questa conclusione.
Marvel’s Daredevil dopo due episodi è già una garanzia di qualità, fortunatamente siamo solo all’inizio.

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità, e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action del difensore di Hell’s Kitchen? Ma certo che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, come fatto per Marvel’s Agents OfS.H.I.E.L.D.Marvel’s Agent CarterThe Flash e Gotham eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata.
  1. La frase detta da Jack e Matt che recita: “Un uomo non si misura da come va al tappeto, ma da come si rialza” è presa direttamente dalla miniserie “Daredevil: Yellow”. 
  2. La versione televisiva di Claire Temple è stata praticamente riformattata per ricoprire il ruolo de L’Infermiera Di Notte, ma andiamo con ordine. Claire compare per la prima volta su Luke Cage, Hero for Hire #2 del 1972 e, visto le sue doti di infermiera, aiuterà l’ex-Power Man a riprendersi dopo un brutto infortunio; i due cominceranno poi ad uscire e diventeranno una coppia, ma nonostante i molti anni di fidanzamento e l’amore che Claire provava per Luke, la donna si stancò di essere continuamente bersagliata dai nemici del fidanzato perché suo interesse amoroso. Così, su Power Man And Iron Fist #100 del 1983, la Temple rompe con Cage trasferendosi in una zona poco abitata di New York dopo essere diventata una dottoressa. Il numero che vi abbiamo citato è anche l’ultimo numero in cui il personaggio compare, dato che (da quel momento in poi) terrà un profilo basso e scomparirà dai radar fumettistici. 
  3. Ma come si diceva sopra, al personaggio viene dato un ruolo di maggior importanza riconfigurandola nell’Infermiera Di Notte. Alias di Linda Carter (si, proprio come l’attrice che interpretava Wonder Woman), l’Infermiera di Notte è una dottoressa che ha deciso di mettere a disposizione le sue conoscenze in campo medico per aiutare i supereroi che vengono feriti durante le battaglie contro i supervillain e, per ovvi motivi di segretezza, non possono rivolgersi agli ospedali; il servizio che offre è completamente gratuito e assolutamente discreto, poichè a Linda interessa solo aiutare chi fa così tanto per i civili senza ricevere riconoscimenti. D’altro canto, molti eroi si sono sentiti in debito con lei e (per sdebitarsi) le hanno offerto soldi per i suoi servizi o delle migliorie alla sua struttura. Fa la sua prima apparizione su Night Nurse #1 del 1972.
  4. Prima di fidanzarsi con Luke Cage, Claire è stata sposata con Bill Foster, altrimenti conosciuto come Golia Nero: un supereroe col potere di diventare un gigante, proprio come Hank Pym quando rivestiva il ruolo di Giant-Man; i due però divorziarono anni prima del debutto di entrambi i personaggi, utilizzando il loro matrimonio come semplice aneddoto. La cosa è citata nella puntata attraverso il nome con cui lo scagnozzo torturato da Devil si presenta alla porta della Temple.
  5. Il nome con cui Claire si riferisce a Devil, in mancanza di un nome migliore con cui chiamarlo, è anch’esso una citazione, stavolta ad una bizzarra storia del Diavolo Rosso. Durante la fine degli anni ’60, Foggy e Karen cominceranno a sospettare che Matt sia in realtà Daredevil; l’avvocato cieco, non potendosi permette di essere scoperto, creò l’identità fittizia di Mike Murdock, spacciando questo alter-ego come il suo fantomatico fratello gemello e vero detentore del costume rosso del Cornetto; inutile dire che i due ci crederanno come dei boccaloni. Mike Murdock, il “gemello” di Matt, debutta su Daredevil #25 del 1967.
  6. Matt dice che la mafia Russa è subentrata a quella Italiana quando questa ha levato le tende. Ebbene, sappiate che la mafia Italiana della Marvel Comics ha un nome tutto suo e si chiama Maggia. 
  7. Stupiti anche voi dal fatto che i sensi di Devil siano così potenziati? Pensate che nei fumetti i suoi poteri sono stati anche descritti con più minuziosità. Difatti, si dice che attraverso i suoi sensi, Devil possa captare qualsiasi cosa all’interno di un minimo di 75 metri in tutte le direzioni. Per qualsiasi cosa, s’intende tutte le cose che può captare, da movimenti, rumori, odori ecc.
  8. Dopo la Fogwell’s Gym, viene introdotto un’altra tipica ed iconica location di DD: il Bar di Josie. Comparso per la prima volta su Daredevil #160 del 1979, il Josie’s Bar And Grills è il ritrovo di tutti i criminali falliti e caciaroni, dove s’incontrano per pianificare i prossimi colpi. È assiduamente frequentata da Devil poiché è il suo posto preferito per raccogliere informazioni o spargere la voce che sta cercando qualcosa/qualcuno; a volte, è anche capitato che ci andasse nei panni di un Matt Murdock sotto copertura, nel caso stesse indagando su un caso in cui era richiesta una certa discrezione.
  9. A proposito della Fogwell’s Gym. Quando Jack parla con Roscoe e Silke, in certe inquadrature, si può notare un poster in cui è pubblicizzato l’incontro “Weeks vs. Barton”. Il primo dei due cognomi si riferisce a Lee Weeks, famoso e talentuoso disegnatore della Marvel, il quale negli anni ’90 si occupo dei disegni della saga “Last Rites”; di recente, si è anche occupato dei disegni e dei testi dei primi tre numeri della miniserie in otto parti “Daredevil: Dark Nights”. Barton invece, anche se non ne siamo sicuri, potrebbe riferirsi al fratello di Clint “Occhio Di Falco” Barton: Barney Barton, anch’egli un arciere noto come Trick Shot, ma che a differenza del fratello, ha intrapreso la strada da criminale. Compare per la prima volta su Avengers #64 del 1969. Gli altri nomi, invece, sono quelli dei creatori della serie televisiva.
  10. I due uomini che parlano a Jack Murdock del suo incontro con Carl Creel (futuro Uomo Assorbente, come detto delle curiosità della scorsa recensione) sono Roscoe Sweeney e Samuel Silke Sr.; il primo è conosciuto anche come Fixer e avrà, come avete intuito dalla puntata, un ruolo cruciale nella morte di Jack; il secondo, invece, è il padre di Samuel Silke Jr., un personaggio importante nelle storie di Devil che verteranno sulla rivelazione pubblica della sua identità da parte del Daily Globe nei fumetti.
  11. Quando Matt prende il kit del pronto soccorso per cucire la ferita del padre, si può notare al suo interno un mazzo di carte. È un riferimento alla stoica e storica nemesi di Devil, Bullseye: villain Marvel dalla mira infallibile, il quale usa spesso delle carte da gioco come shuriken. 
  12. Anche, ovviamente, non è un’esplicita citazione, il nome Troika può far suonare il campanello d’allarme a qualche lettore di vecchia data: sopratutto al lettore di Batman, di lunga data. Troika è infatti uno dei capitoli della lunghissima saga “Batman: Knightfall” in cui Bane sconfigge il Cavaliere Oscuro e, per sottolineare la sua supremazia sull’avversario, gli spezza la schiena. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Piano sequenza finale
  • Recitazione di Charlie Cox
  • Introduzione personaggi secondari
  • Introspezione data dalla presenza di Jack Murdock
  • Lentezza nell’arco narrativo dedicato a Jack Murdock
Impossibile concludere la visione di “Cut Man” senza rimanere estasiati e senza provare un desiderio irrefrenabile di guardare subito la puntata successiva. Marvel’s Daredevil è una droga, non fa bene alla vita sociale di chi la guarda ed è assolutamente impossibile da criticare. Astenersi perditempo.
Into The Ring 1×01 ND milioni – ND rating
Cut Man 1×02 ND milioni – ND rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un’età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del “Progetto Recenserie”. E’ un burbero dal cuore d’oro che gira per l’etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

2 Comments

  1. Ero troppo incuriosito dopo aver letto le vostre recensioni, e allora oggi mi sono visto i primi due episodi! E come sempre avete ragione, questo telefilm è una bomba! Spettacolare! Ma è davvero impossibile vederlo in italia?!

  2. Al momento in Italia non è previsto da nessuna parte, probabilmente però l'esclusiva se la prenderà Sky come già fatto con House Of Cards

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