Hand Of God 1×09 – A Flower That Bees PreferTEMPO DI LETTURA 5 min

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Guilt, not God.
Yeah. Something like that.

La psicologia umana è un territorio molto studiato ma ancora non del tutto esplorato. Piccoli eventi, parole apparentemente innocue o gesti inattesi possono dare il là a qualcosa di estremamente più profondo e oscuro nella mente umana così come, allo stesso modo, possono rimanere impressi e sommersi nel subconscio delle parole e degli istanti che poi riemergono in momenti inattesi. Questa non è psicologia spiccia ma solo il frutto di decadi di studi.
Ad un episodio dalla fine della 1° stagione, Hand Of God continua a solcare il sentiero sul quale ha camminato fino ad ora, il tutto quasi scordandosi dell’importante passo in avanti compiuto solo nella puntata precedente. In realtà non è un menefreghismo generale quello che si avverte, quanto piuttosto un bisogno di accelerare in vista del season finale, muovendo le ultime carte e risolvendo alcune problematiche. Se la presa di coscienza di Pernell ha portato ad un senso di accettazione generale degli eventi, “A Flower That Bees Prefer” fa però mezzo passo indietro chiarendo un fatto determinante: l’accettazione è sì l’ultima fase dell’elaborazione del lutto ma solo se prima si è arrivati a compiere le altre quattro. Pernell, pur sapendo il fattore scatenante delle sue allucinazioni, è ancora molto legato ad esse a causa della famosa promessa di vendetta fatta al figlio e quindi, pillole o non pillole, rehab o non rehab, l’unica cosa che continua ad essere una costante nella sua vita è il rimorso, “Guilt, not God” per l’appunto.
Il rimorso per quella piccola scelta di non aver risposto al telefono, il rimorso per aver detto quella frase (“I wouldn’t have to find anybody if you hadn’t been the pussy that sat back and watched another man rape his wife.” in “One Saved Message”), il rimorso per non essersi comportato da padre ma da stronzo. Sono tanti i punti su cui Pernell deve fare ammenda per sbiancare di nuovo la sua coscienza e smettere di avere allucinazioni.
Ciò che colpisce di Hand Of God è però la capacità, tacita, di mantenersi in equilibrio tra il sacro ed il profano in un costante dualismo tra fede e scienza che tanto piace al pubblico sin dai tempi di Lost. Per quanto le visioni di Pernell siano giustificate da un razionale rigurgito della coscienza, non ci si può negare un crogiolante abbraccio nell’idea che lui sia un prescelto di Dio. L’arrogante supponenza di essere l’unico a parlare con il Signore (e con PJ) è già di per sè abbastanza esplicativa circa la veridicità di quanto si va a supporre, tuttavia abbracciare una religione significa avere fede e credere in qualcosa di non razionalmente spiegabile e, seguendo questo filo logico, Pernell potenzialmente è un prescelto, l’uno su un milione miliardo. “Lo spettatore di scienza” tuttavia opterà per una spiegazione che si rifà a quanto detto ad inizio recensione, ovvero che le allucinazioni diano degli input di cui in realtà Pernell è già a conoscenza, piccoli dettagli non notati ad una prima visione ma sepolti nella memoria per essere sfruttati a tempo debito quasi come una sorta di déjà vu retroattivo. La spiegazione, seppur difficile, è logica e razionale, totalmente in linea con quanto potrebbe emergere da un qualsivoglia studio scientifico.
Collegando tutti i puntini si può già arrivare ad una prima conclusione ritrovando come comune denominatore la Brooks Innovations ma è meglio non esporsi troppo per non incombere in possibili strafalcioni.
Lasciandoci alle spalle tutto ciò che riguarda Pernell e gli Harris in generale, ci si deve soffermare sugli altri protagonisti di Hand Of God: KD, Alicia e Paul. I tre sembrano ormai indissolubilmente legati l’uno all’altro, controvoglia ma per motivi che trascendono la normale routine quotidiana. Ognuno ha bisogno dell’altro per andare avanti, scrollarsi dei fardelli e per prefissarsi nuovi obiettivi. KD sta soccombendo al peso del sangue di un innocente (Josh) sulle proprie mani, Alicia non trova la forza di abortire per rendere realizzabile il sogno di Paul e quest’ultimo non vuole incorrere in ulteriori problemi prima di approdare in tv dal reverendo. Sono tre destini interconnessi che non possono e non devono essere messi in secondo piano nell’economia della serie nonostante all’apparenza possano non ricoprire un peso specifico così rilevante. Ci sono molti cadaveri che legano volontariamente o involontariamente e coscientemente o incoscientemente gli uni agli altri. KD ha agito per volontà divina di Pernell ma il duo della Chiesa Hand Of God hanno anche riscosso una somma considerevole proprio da quest’ultimo, senza considerare il fatto che KD lavora presso di loro. Le relazioni e le cose da spiegare in caso di investigazione della polizia sono davvero tante e difficilmente tutto potrà risolversi in una bolla di sapone o con qualche preghiera.
Si può empatizzare con un personaggio come KD che vive ciecamente la parola del Signore ma si può anche ricercare la scientificità di ogni azione. Alla fine però la domanda che emerge è sempre la stessa e non riguarda i protagonisti ma noi spettatori: a cosa vogliamo veramente credere?

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Milk and honey
  • Risolta la situazione problematica con la Brooks Innovations
  • You think I get a hard-on at the thought of wet cement?” “Yeah, I do, actually.
  • Discussione tra Jocelyn e Pernell all’inizio
  • Risoluzione della diatriba circa la fine del coma di PJ
  • Tessie inutile
  • Paul che tenta di annegare KD non si può vedere
Un episodio solo alla fine della 1° stagione e ci ritroviamo ancora qua, senza certezza e con tante domande. Se questo non è il bello di Hand Of God, diteci voi allora qual è.
One Saved Message 1×08 ND milioni – ND rating
A Flower That Bees Prefer 1×09 ND milioni – ND rating

 

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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