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Rosewood 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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Visto e considerato che di procedural drama non ce ne sono in giro, la FOX ha ben pensato di investire nel campo producendo Rosewood. Diversamente da qualsiasi altro pilot, però, questo non fa menzione e non accenna minimamente alla presenza di una trama orizzontale: i quarantacinque minuti circa di episodio sono ricoperti interamente dalla risoluzione del caso e dalla presentazione sommaria (approfondita invece per altri character) di alcuni dei protagonisti.
La serie ha luogo a Miami e vede come main character il personaggio che da nome alla serie stessa, Beaumont Rosewood, un abile patologo privato. Parallelamente a Rosewood (abbreviato dai più in Rosie) compare sulla scena anche la nuova detective della polizia di Miami, Annalise Villa. Tra i due si nota fin da subito una forte chimica che probabilmente scontatamente li farà avvicinare molto e ciò è inteso non nel campo professionale: i due infatti sembrano richiamare altre vecchie coppie che han fatto la fortuna di diverse serie. Basti pensare a Mulder e Scally per X-Files con i quali è possibile creare alcuni parallelismi e far notare alcune somiglianze: il diverso modo di porsi alla vita dei due personaggi, il contrasto che li induce a vivaci discussioni su vari argomenti e, infine, un senso comune che li avvicina e che li unisce. Quest’ultimo punto per la coppia di X-Files era rappresentato dalla ricerca della verità e dalla lotta al Consorzio, mentre per Rosie e Villa è ovviamente rappresentato dalla lotta per la giustizia (dato scontato, considerato che si tratta pur sempre di una serie poliziesca).
Il patologo è interpretato da Morris Chestnut (American Horror Story, V) ed è un personaggio con cui fin da subito lo spettatore riesce ad entrare in sinergia, prendendolo in simpatia. Il suo modo di fare, spaccone e scherzoso, ricorda molto da vicino Hugh Laurie ed il suo indimenticato Doctor House. La co-protagonista, la detective Villa, è invece impersonata da Jaina Lee Ortiz (The After, serie ricordata più per essere stata cancellata dopo la sola produzione del pilot che per altro) che ricopre quindi la quota latinos della serie, cosa quasi scontata quando si decide Miami come location: in Dexter a ricoprire la stessa quota ci pensava Angel Batista.
Alla regia del pilot ritroviamo Richard Shepard che abbiamo più e più volte incontrato nelle due passate stagioni di Salem, sia come regista, sia come sceneggiatore. E trattandosi della serie WGN a tema streghe, la cosa potrebbe risuonare come fattore negativo visto il calo marcato della qualità nella scorsa stagione. Ai posteri l’ardua sentenza.
Come premesso, il “Pilot” si concentra totalmente sul caso dell’episodio e tralascia tutto ciò che potrebbe far presagire l’esistenza di una sostanziosa trama orizzontale. Questo estremo sacrificio comporta sia un aspetto negativo, sia uno positivo: quello negativo è ovviamente il fatto che la serie pare concentrarsi totalmente sui singoli episodi senza curarsi troppo della stagione in sé; ciò porterebbe Rosewood ad essere una banale versione americana di una qualsiasi fiction poliziesca italiana. Dove sta l’aspetto positivo, quindi? L’aspetto positivo risiede nella potenza del “Pilot” di coinvolgere nonostante tutto lo spettatore: le musiche di sottofondo non stonano né con i paesaggi, né con l’ambientazione. Anzi, armonizzano le scene e le amplificano il più delle volte, la domanda però è se questo basta per catalizzare l’attenzione del pubblico, settimana dopo settimana. Potenzialmente anche no.
Puntare tutta la potenza di un pilot sul suo protagonista è un’arma a doppio taglio perchè il pubblico sta affinando il suo palato e riprodurre una serie il cui appeal principale è dato dal suo main character (alla Hugh Laurie con Doctor House) può non bastare più. Beaumont Rosewood per ora riesce a far guadagnare una sufficienza al suo omonimo show, purtroppo però non può bastare da solo nè nel lungo periodo (22-24 episodi), nè nel breve.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Beaumont Rosewood
  • Trama dell’episodio ed introduzione personaggi
  • Totale assenza nel pilot di uno spiraglio di trama orizzontale
  • La scena della lotta all’interno della nave
  • I cartelloni pubblicitari per la città. Rosewood è pur sempre un patologo
Rosie con una vita burrascosa e piena di incertezze e continui punti di domanda, Villa con un passato turbolento e che l’ha riportata a Miami. Riusciranno i due a far coppia per risolvere gli intriganti casi delle prossime puntate? Questa è solo la classica domanda che il creatore Todd Harthan vuole porre al pubblico, tuttavia la vera domanda è un’altra e ben più importante: è una serie da seguire? Se la vostra ricerca per una nuova serie verte sull’intrattenimento e non su una vera e propria serie con trama complessa e ben strutturata, allora Rosewood è la serie che fa decisamente per voi.
Noi la “salviamo” giusto per il protagonista carismatico  e poco altro.
Pilot 1×01 7.4 milioni – 2.4 rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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