Marvel’s Jessica Jones 1×09 – AKA Sin BinTEMPO DI LETTURA 7 min

in Recensioni by

Il cliffhanger dell’ultimo episodio non ci ha lasciato il tempo materiale per realizzare ciò che veramente è accaduto. Jessica è riuscita a trovare l’escamotage per catturare Killgrave senza che nessuno dovesse cavarsi gli occhi sotto stretto controllo mentale. Ed eccoci arrivati nella prigione insonorizzata già vista in “AKA The Sandwich Saved Me“. Qui si gioca ad armi pari, o meglio, completamente disarmati: Killgrave senza il suo potere mentale e Jessica dall’alta parte del vetro senza usare la sua forza. Completamente spoglio della sua arma letale, Killgrave non è altro che Kevin. Un bambino sociopatico vittima di abusi e violenza psicologica, che trema e si racchiude in sé stesso al solo ricordo delle sevizie cui fu sottomesso.
L’episodio vede come unici protagonisti Killgrave e Jessica che sono in lotta aperta e combattono una guerra di cui gli altri possono esserne solo spettatori. “AKA Sin Bin” è territorio di battaglia, dove carnefice e vittima si rovesciano, si confondono: non abbiamo mai visto le torture che Killgrave ha inflitto a Jessica, ma sappiamo essere terribili e disgustose e con altrettanta cattiveria risponde Jessica, che ha il coltello dalla parte del manico.
Tuttavia, lo sappiamo bene, la disputa aperta tra i due non ha mai previsto la morte. Nessuno dei due vuole che l’altro muoia, per un motivo o per un altro; la battaglia si gioca su un altro tipo di terreno: la dimostrazione. Jessica deve trovare il metodo di convincere tutti della pericolosità sociale del suo torturatore, ma allo stato dei fatti, quel temibile assassino è diventato il torturato.
In questo gioco è molto più bravo Killgrave, che non si fa sopraffare come Jessica dalle emozioni e dall’adrenalina di essere vicina alla vittoria. Scopriamo infatti che Kevin non solo è possessore di un potere incontrastabile, ma è anche un ottimo oratore e persuasore. Le sue parole, la sua finzione di fronte a Hogarth suonano più veritiere dei fatti di Jessica: insomma in fin dei conti Jones sta o non sta torturando e ammazzando di legnate un uomo indifeso che le sta dichiarando tutto il suo amore?
Diventa difficile per l’investigatrice provare la cattiveria con la cattiveria, specie se una delle due ha la furbizia di Killgrave. L’ultimo tentativo è mettere il topo di laboratorio di fronte a chi lo ha creato: l’entrata in scena dei genitori di Kevin non solo dimostra la palese bugia del bambino vittima di esperimenti scientifici torturato dai genitori e poi abbandonato, ma ci fornisce un point of view diverso da quello cui il telespettatore è abituato. E’ vero che Killgrave ha maltrattato i suoi genitori costringendoli a scappare ma, nel suo sincero dialogo con i due, si intravede quello che davvero deve aver provato un bambino di dieci anni che non è consapevole e non sa ancora controllare la sua potentissima capacità. L’introspezione sul personaggio di Killgrave è la dimostrazione, ancora una volta, di come la serie sia scritta bene senza lasciare nulla al caso; non possiamo che nuovamente lodare la scrittura di un character e le doti recitative del suo interprete. Tennant è riuscito a dar vita a un Killgrave viscido e inquietante, da odiare con tutte le nostre forze per le disgustose e riprovevoli azioni e la leggerezza con cui le mette in atto; ma allo stesso tempo è riuscito a dipingere una sfumatura interiore che lascia spazio a un parte più privata e intimista, giocando su livelli psicologici molto labili. È questo che si dice caratterizzazione di un personaggio, è questo che si dice personaggio a tutto tondo.
Chi invece pecca di poca furbizia in questo episodio è Jessica, che si lascia accecare dal susseguirsi di eventi e dall’avere nelle mani l’uomo che le ha rovinato la vita. Jessica sulla scia del bisogno disperato di giustizia per Hope e di vendetta per sé stessa e tutte le vittime mietute da Killgrave, fa una serie di scelte discutibili: tortura Kevin di fronte a Hogarth e il commissario, senza che il suo prigioniero ceda minimamente alle sue provocazioni; promette a Hope qualcosa che non può darle facendole rifiutare il patteggiamento con il procuratore; lascia Hogarth sola con Killgrave che la seduce facendo leva sui suoi problemi personali. Jessica in questa battaglia ha perso, ma la presa di coscienza finale – i poteri di Killgrave non hanno funzionato su di lei – le provoca quel sorrisetto finale, simbolo di una piccola vittoria sul suo nemico e segno che la guerra, è tutt’altro che finita.

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità, e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action dell’investigatrice privata Marvel? Maccerto che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, come fatto per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.Marvel’s Agent Carter e Marvel’s Daredevil eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata.
  1. Albert e Louise Thompson sono personaggi inventati appositamente per lo show.
  2. Scopriamo ufficialmente il nome completo di Killgrave: Kevin Thompson. Come avete visto, le carte sono state un po’ mescolate, dato che nei fumetti, il vero alias di Killgrave è “Uomo Porpora”, mentre Killgrave è il suo vero cognome (di nome, invece, fa Zebediah). Qui invece il suo originale cognome diventa il suo nome “da battaglia” e il serial si inventa un vero nome tutto nuovo. 
  3. A quanto pare, Reva Connors ha qualche implicazione con gli esperimenti che hanno trasformato Kevin Thompson in Killgrave. Molti fan, attraverso i forum, hanno teorizzato che questo potrebbe essere un collegamento con le origini di Luke Cage. Inoltre, alcuni di loro hanno teorizzato che alcuni dei bambini soggetti ad esperimenti, possano essere Jessica Drew, Tyrone Johnson e Tandy Bowen: rispettivamente, la Donna Ragno, Cloak e Dagger. Benché quest’ultima sia una speculazione, tutti e tre i personaggi hanno ricevuto i poteri tramite esperimenti e/o somministrazioni di una sostanza dai risultati incerti. Quindi, potrebbe anche essere, ma solo il tempo ce lo dirà. 
  4. L’avevamo teorizzato nella recensione di “AKA It’s Called Whisky“, ma adesso è piuttosto ufficiale: Will Simpson è la controparte televisiva di Frank Simpson, il villain conosciuto come Nuke. Già nello scorso episodio mostrava segnali piuttosto evidenti (le frasi deliranti sui suo compagni morti, tipiche del personaggio), ma, dopo la frase sulle pillole, è ormai palese che Simpson sia il Nuke dei fumetti. Comparso per la prima volta su Daredevil #232 del 1986, Nuke gioca una parte centrale nell’acclamata saga “Devil: Rinascita”, considerata (a ragione) da tutti come la miglior storia di Devil. Chi è questo personaggio? Nel punto cinque lo spieghiamo meglio, siccome la faccenda è un po’ lunga.
  5. Inizialmente, si presenta come uno squilibrato derelitto della Guerra del Vietnam assoldato da Wilson Fisk per fronteggiare il Diavolo Custode, per poi diventare una presenza ricorrente nel Marvel Universe. Nel corso delle pubblicazioni, è stato rivelato che Frank Simpson è stato torturato fisicamente e manipolato mentalmente da Logan (prima ancora di diventare Wolverine) quando entrambi servivano nel Vietnam: il primo come agente segreto di Arma X, il secondo come semplice soldato americano. Considerato il candidato ideale, il progetto Arma Plus lo selezionò per ripetere l’esperimento che trasformò Steve Rogers in Capitan America, attraverso sistemi di suggestione psicologica e innesti cibernetici, tra cui un secondo cuore utile per innescare le funzioni superumane. Il suo secondo cuore funziona in congiunzione con tre diversi tipi di pillole: una rossa per innalzare la sua adrenalina, una bianca per riequilibrarlo e una blu per rilassarlo, sebbene in seguito sia stato rivelato che tali pillole siano semplici placebo privi di utilità, fatti assumere ciclicamente dai suoi superiori per manipolarlo meglio tramite un complesso metodo di suggestione. Dapprima avversario occasionale di Devil, diventerà un villain piuttosto importante di Wolverine e Capitan America: per il primo perché legato al suo passato; per il secondo perché versione distorta della Sentinella della Libertà. 
  6. Il Dr. Koslov non appare in nessun fumetto Marvel e sembra essere una creazione ex-novo del serial. Anche se, su Strange Tales #83 del 1961, appare un certo Michael Kozlov. Possibile che sia lui?
  7. Ad un certo punto della puntata si può vedere un certo Yost Cafe. Magari è una coincidenza, ma alla Marvel lavorò uno sceneggiatore di nome Christopher Yost che ha scritto la sceneggiatura di Thor: The Dark World e scriverà parte di quella di Thor: Ragnarok. 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Episodio strutturato perfettamente: è una battaglia tra Jessica e Killgrave senza esclusione di colpi
  • Introspezione del personaggio di Killgrave e interpretazione di Tennant
  • Killgrave e Kevin 
  • Killgrave usa per la prima volta nella serie il suo potere su Jessica: le conseguenze sono decisive 
  • Intanto in ospedale qualcosa di strano sta accadendo all’agente Simpson…
  • Ricerca dei genitori di Killgrave troppo semplice, persino per un’investigatrice
La corsa vero il final season è iniziata e noi siamo pronti a correre. 
AKA WWJD? 1×08 ND milioni – ND rating
AKA Sin Bin 1×09 ND milioni – ND rating

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Recensioni

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: