R.I.P. (Recenserie In Peace) – Parks And RecreationTEMPO DI LETTURA 8 min

in Parks And Recreation/R.I.P. - Recenserie In Peace/Recensioni by
Benvenuti nella ridente cittadina di Pawnee, Indiana e più precisamente nel dipartimento di manutenzione parchi e aree pubbliche (da qui, a sorpresa, il titolo della serie).
Parks And Recreation rappresenta alla perfezione ciò che una sit-com (qui creata con lo stile mockumentary, ossia falso documentario) dovrebbe fare: far ridere ed intrattenere non annoiando lo spettatore. La serie della NBC supera tale livello ponendo l’asticella molto più in alto, là dove serie comedy odierne difficilmente sembrano poter arrivare: in aggiunta agli splendidi personaggi, perfettamente caratterizzati negli oltre 120 episodi, Greg Daniels e Michael Schur sono riusciti a creare una vera e propria trama di base, potendosi permettere quindi concatenamenti e rimandi a vecchi episodi oltre che sottotrame limpide e convincenti. Si pensi a quella riguardante le due prime mogli di Ron, sottotrama conclusasi in maniera definitiva con l’accasamento di Ron stesso con Diane (Lucy Lawless, dopo Xena e prima di Salem e Ash VS Evil Dead).
È una serie diesel, che parte lenta con una prima stagione (di soli sei episodi, un assaggio) molto anonima, ma che accumula esperienza lungo il percorso e che sfocia ben presto in qualcosa di grandioso.
Composta da un cast secondo a nessuno, Park And Recreation prende per mano lo spettatore e concede uno splendido ballo che, seppur inizialmente con qualche dubbio, successivamente conquisterà ad ogni singolo passo.
“Chiudi il libro e non vuoi che finisca. Ma lo chiudi e dici: ‘Dio, era fantastico’”.
Ma è ai singoli personaggi che bisogna guardare per rendersi realmente conto del lavoro di sceneggiatura che sta dietro: l’evoluzione di ognuno di loro è sintomatica di un accrescimento continuo e non-stop. Basti guardare alla storyline di Ron Swanson, re indiscusso del dipartimento che riuscirà a raggiungere il proprio obbiettivo.
Come precedentemente detto, la serie è strutturata come mockumentary (come lo era The Office o come lo è ora The Muppets). È composta da ben sette stagioni, diverse tra loro in quanto a episodi presenti: la prima stagione, data la sua brevità, fu un banale aperitivo; una sorta di breve presentazione, un brutto anatroccolo poi divenuto un bellissimo cigno.
La seconda stagione vede l’ampliamento del cast con l’introduzione dei personaggi di Ben e Chris, parallelamente allo sviluppo delle trame di ogni singolo personaggio e alla loro continua presentazione. La terza vede il formarsi di due delle coppie portanti dell’intera serie: Andy ed April, Ben e Leslie.
La quarta stagione ci viene presentata durante la campagna elettorale per un posto nel consiglio comunale per il quale concorre anche la tuttofare Leslie Knope. Ma è anche la stagione in cui Ben lascia definitivamente il lavoro di revisore statale, per poter rimanere al fianco della sua amata, ma sarà nella quinta stagione (in cui Tom riuscirà ad avviare la sua prima vera attività di successo) che i due finalmente decideranno di sposarsi.
La sesta stagione vedrà l’abbandono di Ann e Chris, così come l’utopistica unione in una sola cittadina di Eagleton e Pawnee.
La settima ed ultima stagione andrà a riprendere ogni storyline presentata all’interno della serie, concedendole un generoso finale: “One Last Ride”, infatti, andrà colmare quella domanda che solitamente ci si pone sempre quando una serie longeva termina ossia, “cosa accadrà dopo la fine?”.
E ciò verrà presentato agli spettatori in uno dei più armoniosi e ben orchestrati happy ending tra le serie tv.
Molti sono i personaggi importanti e principali, due su tutti vengono evidenziati in maniera più delineata: Leslie Knope e Ron Swanson. Il loro rapporto è forse più forte di un rapporto tra fratelli, la loro amicizia è solida e fondamentale per entrambi, anche se il secondo dei due (Ron) tende sempre a sminuire il tutto e a negarlo.
Leslie Knope è la rappresentazione perfetta della stakanovista: per lei il lavoro è sempre al primo posto, anche se ad andarci di mezzo potrebbe essere la sua salute o addirittura la sua vita. La sua indole la porterà a cercare di migliorare il proprio paesino, Pawnee, in tutto e per tutto. A volte lanciando campagne non propriamente credibili. La sua più grande aspirazione (e certezza, visto quanto era convinta di raggiungerla) è quella di diventare Presidente Degli Stati Uniti d’America: la nostra Leslie infatti è una politicante dei primi tempi, pronta a mettersi in gioco sul campo ma anche in tv se il caso necessità di questo.
Ron Swanson, all’opposto, è un anarchico celato: convinto dell’inutilità del Governo e di tutto l’apparato istituzionale venutosi a creare, questo perché “I don’t believe in government. I think that all government is a waste of taxpayer money. My dream is to have the park system privatized and run entirely for profit by corporations, like Chuck E. Cheese. They have an impeccable business model“.
Le sue idee politiche, così irreali ed arretrate (“My idea of a perfect government is one guy who sits in a small room at a desk, and the only thing he’s allowed to decide is who to nuke. The man is chosen based on some kind of IQ test, and maybe also a physical tournament, like a decathlon.”) cozzano con quelle molto più government-friendly di Leslie, eppure i due riusciranno a trovare un equilibrio tale da rendere la loro sinergia scenica (ma anche di trama) perfetta.
Dio ringrazi Amy Poehler e Nick Offerman.
Ma Leslie e Ron non sono gli unici personaggi principali presenti, perché Parks And Recreation può vantare un gruppo di personaggi secondari-principali (a seconda dell’episodio in questione) non indifferente:
  • Ann, divenuta via via la migliore amica di Leslie e personaggio da cui nasce il primo piano portato a termine da quest’ultima (ossia la costruzione del parco per bonificare il terreno dietro casa del personaggio interpretato da Rashida Jones);
  • Tom (interpretato da Aziz Ansari, ora su Netflix con il suo Master Of None), altro impiegato del dipartimento parchi e una delle spalle comiche migliori presenti nella serie: imperdibili i deliri di notorietà che lo porteranno a più riprese a cercare il successo, a volte non riuscendosi;
  • Donna (interpretata da Retta, abbreviazione di Marietta Sirleaf) fa parte del gruppo di impiegati che lavorano al dipartimento parchi, ma è anche l’anima gemella (in quanto a pensieri ed opinioni, nonché di stile di vita) di Tom, forse uno dei pochi personaggi sul quale non ci si è soffermati troppo, ma ciò che occorreva raccontare di Donna è stato presentato;
  • April (Aubrey Plaza), inizialmente partita come semplice tirocinante all’interno del dipartimento, otterrà successivamente un contratto ufficiale e svariate promozioni dato l’impegno lavorativo, seppur lei stessa tenda in continuazione a sminuire ogni cosa che la riguardi. April saprà catturare gran parte dell’attenzione del pubblico in special modo quando coronerà il suo desiderio d’amore, fidanzandosi con Andy;
  • Andy (Chris Pratt) inizialmente fidanzato di Ann, successivamente lavascarpe, poi fidanzato (e sposato) con April divenendo impiegato del dipartimento ed in conclusione showman con il suo prestigiosissimo “Johnny Karate Super Awesome Musical Explosion Show“. Chris Pratt è stato capace di creare un personaggio letteralmente unico e nonsense al punto giusto. La creazione di due identità fittizie come Johnny Karate e l’agente dell’FBI Bert Macklin sono solo delle ciliegine sopra una bellissima torta;
  • Ben (Adam Scott), “human disaster” giunge a serie ormai in corsa e si presenta fin da subito come un impiegato molto diligente ed attento, celando il suo spirito profondamente nerd e bambinesco che tanto riuscirà ad esprimere in determinate scene (come quella che lo vede protagonista come inventore di un nuovo e complicatissimo gioco da tavolo). Dopo svariati fraintendimenti, riuscirà a dimostrare il proprio amore verso la regina di questa serie: Leslie Knope.
  • Chris (Rob Lowe), anche lui unitosi al cast solo a serie già in onda, rappresenterà a più riprese ciò che Ron non è (ponendosi quindi come antitesi dello stesso): vegetariano/vegano, responsabile e gran lavoratore, ligio alle regole, sempre ottimista e felice. Proprio per questo il caro Ron non lo prenderà, come è possibile immaginare, subito in simpatia.
  • Garry/Jerry/Larry/Terry (Jim O’Heir), capro espiatorio di qualsiasi cosa accada nel dipartimento parchi e vero bersaglio conclamato di battute, a volte molto taglienti. È forse la vera spalla comica della serie considerando che, a lungo andare, la sua sola presenza non potrà che creare una sana risata in chi sta seguendo l’episodio.
La comicità presente nella serie è pensata per poter presentarsi anche come mezzo per una forte denuncia sociale dello stile di vita americano e non (basti pensare al voler prendere come merito il fatto di essere una delle città più grasse degli USA). I tempi comici sono scanditi alla perfezione ed è difficile non ridere dopo una determinata battuta, ma c’è da far menzione anche dei momenti di serietà (seppur brevi) presenti nella serie che concederanno allo spettatore un semplice e rilassante sorriso, così raro da ottenere oggi giorno guardando alcune comedy o presunte tali.
Parks And Recreation è come una favola: parte lenta, in maniera forse banale come già tante altre serie prima (per il costrutto di base), ma via via che passa il tempo cresce e si differenzia; muta e diventa un must watch. E come ogni favola che si rispetti, giunge alla fine presentando ai propri spettatori quello che non poteva mancare (e che doveva dare): un happy ending con i fiocchi e con una rapida ricapitolazione di ogni sottotrama precedentemente accantonata. Un finale imperioso, degno di una serie che lo è stata.
Greg Daniels e Michael Schur hanno portato in televisione la loro creatura, forse non si aspettavano tale successo di pubblico e di critica. Noi non possiamo che essere felici che ciò sia accaduto e che Park And Recreation sia stato quel che è stato:  non una semplice serie, ma un bellissimo libro di cui siamo quasi dispiaciuti chiudendolo ma che non può farci esclamare “Dio, era grandioso”.

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

3 Comments

  1. "Parks And Recreation rappresenta alla perfezione ciò che una sit-com (qui creata con lo stile mockumentary, ossia falso documentario) dovrebbe fare: far ridere ed intrattenere non annoiando lo spettatore."
    MA ANCHE NO!
    Non scherziamo dai… Friends può rappresentare alla perfezione cosa dovrebbe fare una sit-com. Ma Parks and Recreation?
    Una serie che, anche nell'ultima stagione, deve ricorrere alle flatulenze di Jerry/Larry/ecc per far ridere. Ma per piacere.
    Battute completamente senza gusto, tantissima comicità e pochissima ironia, ma soprattutto: PERSONAGGI COMPLETAMENTE INVEROSIMILI.
    E' impossibile empatizzare con dei personaggi che sono chiaramente dei bambocci in tv. Non c'è assolutamente nulla di vero o verosimile in questa serie, e questo è il difetto più grande di una serie che vuole far legare i suoi personaggi con gli spettatori.
    Un personaggio come quello di Chris, per esempio, non esiste da nessuna parte.

    E' una serie che dopo qualche stagione annoia per ripetitività, mancanza di idee e di originalità, e pseudo-comicità che non si evolve mai, ma ricicla gag e sketch in continuazione.
    BOCCIATA.

  2. Prima di tutto mi piacerebbe chiarire una cosa: la recensione scritta è vincolata all'opinione personale ed al giudizio di una persona. Non c'è alle spalle un poll di esperti i quali hanno stabilito che Parks And Recreation sia la migliore serie sitcom/comedy mai andata in onda. La mia è un'opinione, argomentata, presentata cercando di convincere più persone ad iniziare la visione della suddetta serie tv.
    Il tuo così come è stato impostato pare decisamente un commento distruttivo e seppur argomentato punta ad imporre un determinato punto di vista. Tutto ciò lo trovo oltremodo fastidioso e non utile per una discussione tranquilla e amichevole riguardo punti di vista concernenti serie tv o programmi in generale.
    Detto ciò.

    Il paragone con Friends non è mai stato fatto perché seppure considero Parks And Recreation (d'ora in avanti PaR) un'ottima serie, Friends rimane distante sia in ambito qualitativo, sia temporalmente. Ma qualcosa di più PaR ce l'ha: la critica sociale al popolo americano, ai suoi simboli negativi, a quegli ambiti sociali/politici/culturali che molto spesso anche nel nostro parlato quotidiano tendiamo a far notare quando si prende in considerazione un americano (l'indomabile passione per le armi da fuoco, la percentuale di persone sovrappeso ecc).
    Per quanto riguarda il personaggio di Chris sono d'accordo solo in parte, perché non essendo il centro della serie ha infastidito solo in modo blando la mia personale visione della serie.
    Come dico nella recensione, è una serie diesel: parte lenta, forse molto (le prime due stagioni faticano a carburare e solo con l'inizio della terza, a mio parere, decolla), ma il risultato dei migliori. La comicità c'è e ciò che tu vedi e presenti come un qualcosa di ripetitivo sono diverse sottotrame che vanno chiudendosi con il passare del tempo (cito, solo per fare un esempio, Ben ed il suo impiego/non-impiego come ragioniere e revisore contabile).

    P.S: chiedo venia, ma per mia personale curiosità mi farebbe piacere che mi rammentassi quando (anche nell'ultima stagione) si è ricorso alle flatulenze di Jerry/ecc. E' sincera curiosità in quanto non ho ricordo di tale fatto.
    Ciao e a presto!

  3. E' chiaro che siamo nel campo delle opinioni personali. E' proprio scontato. Ma non mi piace rifugiarmi dietro al "è una mia opinione personale" per giustificare qualsiasi cosa dico.
    Ci sono aspetti che vanno giudicati al di là delle opinioni.
    Io sono liberissimo di dire che, PER ME, Massimo Boldi è il migliore attore della storia del cinema, ma il fatto che questa sia una mia opinione personale non mi esenta dal sentirmi dire "quello che dici non ha senso". Corretto?

    Tornando a noi:
    la critica sociale di PaR è del tutto velata e in secondo piano, è molto lieve e soprattutto non entra a pieno nel genere sit-com.
    Una sit-com deve fare ridere. RIDERE. Non sorridere ogni tanto (se non ci fossero Ron e Andy……..), ma ridere. Per quanto mi riguarda, PaR non lo fa. Le gag e le battutine diventano così scontate che veramente sono arrivato alla fine con un mix di tic nervosi e denti digrignati perchè non volevo credere allo scempio che stavo vedendo. PaR ti fa affezionare ai personaggi (purtroppo non è il mio caso) e te li fa vedere con quel non so che di romantico, e allora ti viene da sorridere, ma non fa ridere.
    Mi dici "la comicità c'è", infatti non ho certo detto il contrario. Manca completamente l'umorismo.

    Ho preso l'esempio del personaggio di Chris, ma chiaramente nemmeno un Andy può esistere, per non parlare di Leslie o April. Personaggi del tutto inverosimili. E quindi la pseudo critica sociale cade quando i personaggi non hanno niente di vero. La critica ha un senso quando i tuoi personaggi sono stereotipi di persone vere, ma devono sempre essere verosimili, altrimenti diventano caricature e la critica stessa, che si cerca di fare, diventa caricaturale e non meritevole di attenzione.

    Ora non trovo scenette di Jerry, ma puoi tranquillamente guardare questa scena, dell'ultima stagione:

    Per quanto mi riguarda, PaR, rappresente in malo modo una sit-com.
    Viene salvata da 2-3 personaggi che riescono a garantirti una risata quando gli episodi diventano un susseguirsi di situazioni imbarazzanti e ripetitive.
    La sit-com deve fare ridere. Sempre. In quei 20 minuti deve sempre tirarti fuori delle risate che ti permettano di stsaccare un attimo dalla realtà. PaR non ce la fa, e infatti chiude con una settima stagione con tante tinte di "drama" per fare leva su altre emozioni (il battibecco Ron-Leslie soprattutto).

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