The Path 1×04 – 1×05 – The Future – The HoleTEMPO DI LETTURA 4 min

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It’s not a fucking cult!

The Path sta finalmente crescendo e raggiungendo quel livello e quel tenore che ci si aspettava sin dall’inizio. Lo si capisce perchè “The Future” è a conti fatti l’episodio migliore della stagione (finora), mentre “The Hole” conferma quanto di buono visto nei 40 minuti precedenti e approfondisce certi dettagli che garantiscono alla serie la profondità che si va richiedendo. Il tutto senza dimenticare ovviamente quel che c’è tra Cal, Eddie e Sarah.
Molto di The Path, se non tutto, gira intorno al triangolo amoroso Eddie-Sarah-Cal. Questo va detto perché, a prescindere dalla bontà della rappresentazione del culto movimento meyeristico, i momenti di più alta tensione emotiva riguardano i tre character e le relazioni che intercorrono tra di loro e che dettano i tempi della narrazione, alternate a seconda delle situazioni e a seconda degli interlocutori, attraverso un linguaggio ed una dose di ambiguità studiate nel dettaglio. Non si potrà mai quindi avere un dialogo completamente sincero tra Cal ed Eddie per via dei sentimenti (verso Sarah) e del rancore (tra di loro) che entrambi provano e che entrambi nascondono; non si potrà mai quindi assistere ad una conversazione senza secondi fini tra Cal e Sarah; per tutte queste ragioni e per molte altre, non si potrà mai avere un dialogo limpido e privo di segreti tra Eddie e Sarah. Quindi, a prescindere dal fatto che uno sia 10R, 6R o 8R e a prescindere dal fatto che tutti credano (chi più e chi meno) alla tanto citata “Truth”, sono tutti estremamente ipocriti.

L’ipocrisia di fondo è (fortunatamente) ridondante ed espressa in maniera molto forte dalla continua antitesi tra quanto detto e quanto fatto. In essa viene riflesso il vero profondo potenziale della serie che in tal modo mostra veramente l’umanità e la fragilità del movimento meyerista, sviscerando tutte le menzogne che si celano dietro quei sorrisi e quei comportamenti così umanitari.
Cal Roberts è il capostipite di questo predicare bene ma razzolare male, è un uomo ricco di segreti che si può descrivere solo in un modo: burocrate (“You’re in a bureaucratic position“). Dopo 5 episodi, si può dire con una certa sicurezza che Cal Roberts sia in assoluto il personaggio più interessante della serie, leggasi villain: non c’è alcuna bontà in lui, l’egoismo e l’arrivismo regnano sovrani e qualsiasi azione perpetrata ha solo uno scopo personale e assolutamente non comunitario. Il coma del Dr. Steven Meyer ha creato un vuoto di potere all’interno del movimento, un vuoto che non può essere palesato e che, invece, deve essere colmato. È esattamente lì che Cal Roberts sta mirando e insinuandosi, alla successione al trono del movimento: non c’è alcuna bontà d’animo in tutto ciò, solo una sete di potere e un forte arrivismo sociale.

Well, great, great. You go down to Peru, wait for the miracle. I’ll take care of things up here. […] Now there are 6,000. 
The last three rungs will tell us what to do. He’ll die before they’re done, and there is no plan in place. There’s nothing. 
So… I’m writing the last three rungs.

Tutto ciò che non riguarda il triangolo sentimentale purtroppo non riesce ad imporsi né per importanza, né per profondità. L’indagine investigativa dell’FBI è interessante ma allo stesso tempo ancora troppo distante dagli altri argomenti trattati negli episodi, quasi come se fosse una side-story messa lì per sopperire al minutaggio. Lo stesso dicasi per il personaggio interpretato da Emma Greenwell, Mary Cox, totalmente avulsa dalla narrazione a meno che non venga fatta recitare insieme a Hugh Dancy. Il problema per lei è infatti la totale inesistenza del character a meno che non ci sia l’interazione con Cal Roberts che, a suo modo, le dona una certa importanza ma, chiariamo, è tutto dettato da un valore elargito per induzione, non per qualità.
L’unico a dimostrare una certa tridimensionalità è Hawk ma qui è il caso di aspettare ancora un po’ prima di potersi esprimere senza alcuna ombra di dubbio sul plot.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Triangolo amoroso Cal-Sarah-Eddie
  • Potenza narrativa delle relazioni false e tendenziose dei protagonisti
  • Cal Roberts, sempre più villain
  • Trame secondarie molto blande
The Path ha finalmente cominciato ad ingranare, a modo suo ma lo sta facendo. Ci sono ancora molti margini di miglioramento e davvero diversi metodi per far acquisire valore alla serie e, se si continua così, questa è la strada giusta che porterà The Path a diventare grande.
A Homecoming 1×03 ND milioni – ND rating
The Future 1×04 ND milioni – ND rating
The Hole 1×05 ND milioni – ND rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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