The Last Man On Earth 2×16 – Falling SlowlyTEMPO DI LETTURA 3 min

in Recensioni/The Last Man On Earth by

Carol, I love you! 
I love you, Carol.

La scontatezza degli eventi non appartiene al DNA di The Last Man On Earth, e ciò è un bene. Il dinamismo degli eventi della tribù di Malibù (si, il gioco di parole è tristemente voluto) è il motore della stessa serie che, pur con tutte le sue contraddizioni, riesce ad ergersi a capostipite di un genere, che chiameremo post-apocalyptic comedy, senza porsi alcun limite, né morale né narrativo. Il risultato è una schizofrenia di eventi e situazioni che appaiono sì fuori luogo, ma totalmente comprensibili alla luce della natura dei personaggi e degli eventi.
Va visto infatti in quest’ottica tutto ciò che accade in “Falling Slowly”, dal double divorcing-wedding al threesome più strano e disturbante della storia della televisione. Tutto accade in totale controtendenza alle aspettative del pubblico ma tutto risulta estremamente credibile proprio per via dell’impostazione che la serie è riuscita a crearsi da sola, tanto da risultare completamente inappetibile per chiunque ne cominci la visione ora.
Nel DNA di The Last Man On Earth il buon senso viene piegato alle esigenze per la sopravvivenza dell’umanità e la piccola comunità di Malibù rispecchia pienamente questa situazione. La monogamia, già latitante nella 1° stagione, viene definitivamente messa al bando da un Todd in versione stallone e da un intricato quanto commovente triangolo tra i fratelli Miller e Carol. La normalità di una relazione è venuta completamente meno, vuoi per la situazione, vuoi per il rapporto meramente numerico tra uomini e donne sopravvissute, pertanto tutto ciò che ne consegue è da guardare privandosi di quel “bigottismo” che serpeggiava quando ancora c’era una civiltà: la fertilità e la fecondità devono fare il loro corso, punto.
In tutto ciò però bisogna fare i conti con i delicati equilibri di un gruppo che vive insieme, di fatto, in una comune e in cui i sentimenti di ciascun membro sono messi costantemente a dura prova proprio a causa di ciò che è diventata l’esistenza sulla Terra. La boria di Todd, emersa prepotentemente nell’istante in cui è stato costretto ad abbandonare l’altare della procreazione, non è quindi assolutamente “out of character” in una situazione in cui il rapporto con Tandy era l’equivalente di un rapporto fraterno (ricordiamoci che si è rasato a metà solo per solidarietà) che però è stato preferito ad un autentico rapporto fraterno. Allo stesso modo prese il pane e rese grazie al Signore Gesù Cristo la scelta di mostrare la sofferenza di Phil nell’assistere al rapporto sessuale tra la sua ex-moglie e suo fratello permette di esplorare una psiche afflitta da una situazione in cui non ci può essere una scelta corretta che non faccia soffrire qualcuno.
C’è però un grosso errore che si sta commettendo: The Last Man On Earth mette un focus sui personaggi che hanno rappresentato meglio il cambiamento in questo mondo post-apocalittico (Phil, Carol, Todd e Mike) tralasciando però tutti gli altri che annaspano nell’omertà e nell’ignavia. Gail, Erica e Melissa non danno alcun apporto allo show e non emergono nemmeno per contrasto durante le scene in cui sono presenti e questo non fa che appesantire la loro presenza in un contesto dove, anche non facendo nulla, si dovrebbe assurgere a protagonisti. Anche l’odio potrebbe essere un sentimento accettabile in tal senso.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Double divorcing-wedding
  • Todd incazzato
  • Il threesome Phil-Carol-Mike
  • Schizofrenia degli eventi
  • Carol incinta
  • Inutilità di Gail, Erica e Melissa

 

Come vedete non si è voluto fare alcun accenno al drone visto nella scena finale, ci sarà sicuramente modo e tempo per farlo nella prossima puntata. Per ora celebriamo la gravidanza di Carol e l’eccentricità che questa serie riesce a dare in ogni momento.

 

Fourth Finger 2×15 2.52 milioni – 1.1 rating
Falling Slowly 2×16 2.13 milioni – 0.9 rating

 

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: