How To Get Away With Murder 3×01 – We’re Good People NowTEMPO DI LETTURA 3 min

in Recensioni by

Everything’s fine. The police have moved on. Nothing bad’s happened all summer… It means we’re safe. And you want to know why? We’re good people now. Say it to yourself until you believe it.

Peter Nowalk è diventato prevedibile, non ora ma già dall’anno scorso. La sensazione di novità ed il susseguirsi di colpi di scena alternati tra flashback e flashforward avevano galvanizzato tutto l’ambiente di How To Get Away With Murder sin dall’inizio, inutile negarlo. Pur avendo avuto una trama interessante, la resa scenica garantita da quest’uso costante di salti temporali ha aiutato molto l’effetto sorpresa che, sulla carta al contrario, doveva essere venuto meno proprio a causa dello spoiler futuro. La tecnica di mostrare solo alcuni spezzoni, seguiti con il passare delle puntate da altre rivelazioni in grado di far cambiare prospettiva alle scene già viste in precedenza, è però passata dall’essere una fresca novità ad una brutta abitudine a cui la serie non può più fare a meno. Nella scorsa stagione la riproposizione tecnica e scenica di un nuovo omicidio abbinata al flashforward sapeva di già visto ed ha guastato l’appeal di cui godeva la serie; leggermente meglio è andata dopo la pausa invernale con un cambio tecnico da flashforward a flashback. Meglio, non bene. L’errore iniziale con cui Nowalk ha impostato il 2° anno della sua creatura non è stato imparato, almeno guardando questa premiere, tuttavia arrivati a questo punto si può guardare il tutto da un’altra prospettiva e cominciare a considerare How To Get Away With Murder per ciò che è.
Per il suo 3° anno Nowalk non modifica le abitudini e quindi, come da tradizione, a fine premiere si assiste all’ormai consueto flashforward con annesso cadavere. A differenza degli altri morti eccellenti intorno a cui si sono avviluppate le trame delle altre stagioni, Nowalk questa volta opta per tre cambiamenti che per How To Get Away With Murder potrebbero essere quasi definiti radicali:

  1. Annalise Keating piange per la morte della vittima
  2. Nessuno studente è presente all’omicidio
  3. L’identità della vittima rimane ignota

Il tutto è ovviamente fino a prova contraria, dato che la potenza narrativa della serie è tutta insita nel continuo cambio di prospettiva di flashforward e flashback. Se quindi, ora come ora, sembra che la morte eccellente di questa stagione sia stata causata da un incendio e, presumibilmente, si può già restringere la lista dei possibili prescelti ai due character a cui Annalise tiene di più vista la sua reazione (Nate ed Eve), sicuramente il tutto verrà girato e rigirato più e più volte grazie ai 2 mesi che separano il “presente” dall’incendio. Senza ovviamente dimenticare l’insistente presenza dei volantini segnaletici arrecanti la scritta KILLER che imperversano il campus.

La situazione generale ovviamente non è delle migliori per nessun character ma lo status iniziale da cui prende il via questa stagione è decisamente migliore rispetto a quello dell’anno scorso, vuoi per il callo fatto agli omicidi nel curriculum dei vari Wes, Connor, Laurel, Michaela e Asher, vuoi perché sembra volerci essere una costruzione più lineare delle problematiche stagionali. Ecco quindi che tutto viene ricondotto all’inizio del nuovo anno universitario, la morte del padre biologico di Wes viene subito accantonata per poi (sicuramente) riemergere più avanti con gli episodi, i vari scambi di coppia Wes-Laurel e Michaela-Asher vengono riaccesi, i casi in tribunale ritornano a gonfie vele. Il clima di attendismo che si respira non è necessariamente un male, anzi è da vedersi in chiave positiva proprio a causa dell’eccessiva carne messa sul fuoco l’anno scorso, carne che poi è andata bruciata. O almeno così sembra…

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Meno carne al fuoco
  • Flashback e flashforward
  • Caso del giorno sempre tirato al limite del verosimile
  • Ripetitività della narrazione
Siamo ovviamente distanti dai fasti della prima stagione ma l’atmosfera che si respira sembra più matura e dai primi accenni di trama pare che Nowalk abbia imparato a gestire meglio il tutto. Rimangono 14 puntate per smentirci, chiaramente.
Anna Mae 2×15 5.48 milioni – 1.4 rating
We’re Good People Now 3×01 5.11 milioni – 1.4 rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

Origin 1×10 – I Am

Arrivati al capitolo finale della storia, Origin aveva il compito di concedere
error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: