The Exorcist 1×01 – And Let My Cry Come Unto TheeTEMPO DI LETTURA 4 min

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“A Prayer of the Afflicted when he is faint and pours out his complaint before the Lord. Hear my prayer, o Lord! And let my cry for help come to You.”

Dal titolo altisonante e che richiama una serie di film mondialmente conosciuta (tratti a loro volta dal libro di William Peter Blatty), la nuova serie FOX pare iniziare la sua avventura sui teleschermi del Nuovo Continente mantenendo il giusto mix tra mistero e coinvolgimento. Il pilot di 45 minuti, presentato pur non facendo gridare al miracolo (visto di cosa tratta, sarebbe stato il colmo), non lascia nemmeno con l’amaro in bocca e ciò non può che essere trascritto tra i punti a favore della serie horror creata da Jeremy Slater.
La trama, pur essendo semplice, è presentata degnamente e senza eccessivi fronzoli narrativi, fatta esclusione per la scena intro dell’episodio. Il pilot ci presenta due preti di cui il primo è Tomas Ortega (interpretato da Alfonso Herrera già visto in Sense8), prete in una piccola parrocchia e che si presenta fin da subito come un uomo pronto nell’impegno sociale verso la comunità di cui fa parte. Pur non vantando una presenza copiosa alla messa dominicale (così appare nelle scene introduttive), l’uomo è affabile e sembra avere buone parole per tutti. L’altro prete, Marcus Keane (interpretato da Ben Daniels già comparso in Flesh And Bone, House Of Cards), personaggio più controverso e cruento, è l’esorcista e la sua interpretazione risulta autentica e convincente.

“The greatest trick the Devil ever pulled was convincing the world he didn’t exist.”

I due preti rappresentano uno l’opposto dell’altro pur schierandosi entrambi nella fantomatica squadra dei buoni (Dio) opposta a quella dei cattivi (in questo caso, Satana ed i demoni che si impossessano delle vittime): Tomas è apprezzato dalla gente che gli sta attorno, pare non avere realmente persone con le quali si sono presentati dissapori o diverbi; al contrario Marcus pare mal visto dal suo stesso gruppo ecclesiastico apparendo come una persona veramente solitaria, difficile che qualcuno sia riuscito realmente mai ad avvicinarlo per scalfire quella scorza di pietra che sembra avvolgerlo.
Pur trattandosi di un pilot, la serie attinge ai richiami verso i film da cui trae ispirazione: sarebbe stato difficile e probabilmente poco furbo non cercare di ricollegare nella mente dei propri spettatori film e serie tv. Proprio per tale motivo allo spettatore si presenta la famosa (anche grazie alle parodie) scena della testa che gira di 360° che, pur non vantando degli effetti speciali degni di nota, fa il suo lavoro nell’incutere orrore e paura. E trattandosi de “L’Esorcista” e parlando di paura, non poteva ovviamente mancare la soundtrack conosciutissima, inserita a fine episodio, quasi a cullare l’ignaro ospite che si è apprestato alla visione verso l’uscita, intimandogli di proseguire la visione la settimana successiva.

“L’uomo può essere stato fatto a immagine di Dio, ma la società umana è stata fatta a immagine del Suo opposto.”

Un’ulteriore nota positiva della serie sono le scene e le riprese, nella fattispecie la loro costruzione: trattandosi di un horror questa cosa ha una valenza doppia, visto e considerato il peso che ha il taglio tra una ripresa e l’altra, rispetto al terrore (o al mancato terrore) che potrebbe provare lo spettatore.
Ed in questo caso, pur essendoci alcune scene discutibili in quanto a pathos e costruzione, nell’insieme è più che buona. C’è ovviamente da menzionare della scena del solaio che, è vero, può essere considerata come prevedibile e scontata, ma la costruzione ed il montaggio scenico la rendono più che accattivante, salvando sia la scena stessa, sia la puntata.
Se la serie dovesse continuare così, ripartendo da quella data scena, potrebbe presentarsi un horror godibile senza dover ricorrere a del caffè per giungere a fine puntata.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ben Daniels
  • Dicotomia religiosa: le differenze tra i due preti
  • Scene horror 
  • Scelte che appaiono scontate in diversi punti
  • Il ruolo non meglio definito di determinati fatti (inspiegabili) accaduti durante l’episodio
  • E’ preferibile soffermarsi sull’horror che sulla psicologia spicciola

Fregiarsi di un nome talmente conosciuto come The Exorcist è un peso non indifferente che bisogna saper portare. Fino in fondo. La serie pare essere partita con il piede giusto, ma ha ancora qualche mancanza che nel prosieguo potrebbe farsi sentire ed azzopparla (sia in termini di trama, sia in termini di personaggi credibili).

And Let My Cry Come Unto Thee 1×01 2.90 milioni – 1.0 rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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