DC’s Legends Of Tomorrow 2×02 – The Justice Society Of AmericaTEMPO DI LETTURA 11 min

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DC’s Legends Of Tomorrow doveva lavorare sodo per farsi perdonare dai propri spettatori per la ciofeca indegnamente confezionata. Il segreto del successo stava però dietro una semplice mossa che il terzo serial CW/DC Comics, in ordine di nascita, non tarda a usare: la Justice Society of America, celebre supergruppo DC dalla grande tradizione (dentro e fuori il fumetto) e anticipato in pompa magna nei mesi precedenti al rilascio della seconda stagione. La resa dell’episodio, prontamente chiamato “The Justice Society Of America”, è stata grandiosa e soprattutto i lettori DC di lunga data ne hanno tratto un godimento multiplo e costante. Pertanto, la riuscita della puntata è stata talmente appagante e soddisfacente che partiamo dal Thumb Down più riconoscibile, così da non rovinarci questa recensione, da prendere come un dessert da mangiare dopo il lauto pranzetto di questo episodio.
Un problema, per un franchise riguardante universi narrativi che, nella loro continuità, mettono le proprie radici anche in epoche passate, come il 1942, si presenta con prepotenza quando si decide di inserirli nella trasposizione seriale attualmente in corso. Di primo acchito non sarebbe una vera problematica. Il punto è che, facendo l’esempio di Arrow, quando serial partì spacciò fin da subito Freccia Verde come primo esemplare della sua “specie”; all’epoca della prima stagione dell’Arciere di Smeraldo, non c’erano tracce del passaggio di gente come la JSA, proprio perché Arrow era un esperimento e non si era sicuri della sua buona riuscita. Il problema si presenta quando si decise, visto il successo, di mettere personaggi antecedenti l’epoca di Oliver Queen. A quel punto la domanda sorge spontanea: ma la JSA, prima di Green Arrow, dove stava? Fin da subito la JSA appare come un gruppo avente una enorme reputazione e fortemente rispettato dalle Leggende, soprattutto da Ray Palmer, il quale non tarda a cantarne le lodi. Il problema di tutto ciò è che, se questo gruppo era davvero così importante, perché qualche menzione non ne è venuta fuori prima? Perché i giornali non ne parlano? Perché non c’è nessun’altro ammiratore della Justice Society?
Chi è fan del gruppo, ricorderà sicuramente l’episodio di Smallville in due parti “Absolute Justice”, la puntata che rivelò l’esistenza di eroi precedenti la decisione di Clark Kent di diventarne uno. Domande del genere lo spettatore non se le pone in quelle puntate, perché le stesse vennero strutturate in modo da mostrare i membri della JSA come dei miti caduti al pari dei Minutemen in Watchmen, seviziati e incarcerati dalla società stessa. Quindi, in “Absolute Justice”, la scoperta del gruppo è in verità una riscoperta e una valorizzazione di un concetto di eroismo all’epoca scambiato per fanatismo mascherato, quasi per ricordare a Kent i veri valori importanti. Qui invece “The Justice Society Of America” è una presentazione a tutto tondo del gruppo, dei suoi valori, delle loro tradizione e dell’affiatamento che unisce la squadra che funge da perfetto contraltare con la diversità delle Leggende: diversità, quest’ultimo termine, da prendere sia in senso negativo che positivo. Solo per questo, “Absolute Justice”, a livello di giustizia che rende alla Justice Society, rimarrà una spanna sopra a “The Justice Society Of America”. Ma in cosa fa meglio “The Justice Society Of America” rispetto a “Absolute Justice”?
Entrambi hanno in comune di avere la JSA come leitmotiv: in uno per spingere Clark a vestire al più presto i panni di Superman, nell’altro a spingere le Leggende ad essere un team migliore. Il punto è che in questo secondo episodio di DC’s Legends Of Tomorrow gli sceneggiatori riescono a far sentire i personaggi che lo spettatore ha di fronte come personaggi vissuti e che hanno contribuito alla creazione di una tradizione superoistica che, volenti o nolenti, è partita da loro: anche nei fumetti, in quanto la maggior parte dei membri della JSA hanno avuto origine negli anni ’40, nel pieno svolgimento della Golden Age. A onor del vero si sentiva anche in “Absolute Justice”, ma quel senso di tradizione aveva un’aura malinconica per il taglio da reietti che gli autori di Smallville decisero di dare al gruppo. Qui invece si punta tutto sulla imponente e maestosa presenza della JSA, che emana davvero un’aura da autorità imprescindibile, rendendo la Justice Society l’epicità fatta a gruppo. Il team rientra tra le fondamenta dell’Universo DC e valorizzarne l’importanza era una delle cose da fare.
Trasformandosi quindi in un precedente storico dei supergruppi, anche in fatto di coesione coi propri membri, la JSA diventa un’autorità e vedendo l’organizzazione e l’intesa del team, beh, le Leggende hanno ancora un sacco di lavoro da fare per essere un gruppo degno di questo nome. Per valorizzare la necessità di una crescita corale, per tutto l’episodio ogni membro delle Legends viene messo in coppia con uno della Justice Society creando, attraverso il dibattito e il confronto, un metro di paragone e giudizio che sfaccetta e caratterizza il significato di essere un eroe e quali sono i requisiti per definirsi tale, oltre delineare come questo sia cambiato nel tempo. Uno degli obiettivi della serie è il riscatto di quelli che potremmo definire, rispetto ad altri personaggi di maggior rilievo, dei “personaggetti”; per questo il titolo “Legends Of Tomorrow”, perché si spera di farli diventare personaggi di spessore. Beh, per essere pronti per il domani, c’è bisogno di un attento sguardo a ieri, soprattutto alle “Legends Of Yesterday”. Ed ecco perché la JSA.
Dopo tante belle parole spese, fra i Thumbs Down (volendo vedere) ci sarebbe anche il villain della puntata, poiché il Barone Kriger non ha mai rappresentato una vera minaccia. Il punto è: chissenefrega. “The Justice Society Of America” doveva essere una puntata interamente dedicata agli eroi e che, anche a livello di caratterizzazione, lavorasse su di loro. Se avessero introdotto un villain sfaccettato avrebbero commesso gli stessi errori di “Last Refuge” che, fortunatamente, non hanno commesso. Onestà intellettuale, stavolta, e gli autori hanno inserito un villain che è semplicemente un “pupazzone azzecca botte”, giusto per valorizzare la premiata ditta JSA/Legends.


                            

Poteva Recenserie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDMarvel’s Agent CarterGotham e Costantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.

  1. Fa il suo glorioso debutto la Justice Society Of America, supergruppo di supereroi comparso per la prima volta su All-Star Comics #3 del 1940, la JSA è il primo team precedente anche alla più famosa Justice League, composta da eroi che andavano in voga nella Golden Age dei comics. Il gruppo viene inaugurato formalmente per volere del Presidente Roosevelt come arma contro l’Asse. I membri fondatori sono: Flash I (Jay Garrick), Lanterna Verde (Alan Scott), Hourman (Rex Tyler), Atomo (Al Pratt), Sandman (Wesley Dodds), Hawkman (Carter Hall), Dottor Fate (Kent Nelson) e Lo Spettro (Jim Corrigan). Durante la Silver Age, la DC reinventò molti dei membri della Justice Society inserendo alcuni di loro nella Justice League of America. Tuttavia, invece di considerare la JSA rimpiazzata dalla JLA, la DC rivelò che la JSA esisteva su Terra-2 e la JLA su Terra-1. Questo permise ogni anno, tra il 1963 ed il 1985, dei crossover interdimensionali dei 2 gruppi. La formazione mostrata in questa puntata vede: Hourman, Vixen, Obsidian, Stargirl, Dr. Mid-Nite e Commander Steel. 
  2. Rex Tyler, è il supereroe Hourman. Comparso per la prima volta su Adventure Comics #48 del 1942, Rex attraverso una serie di esperimenti e incidenti scoprì la “vitamina miracolosa”, il Miraclo. Delle dosi concentrate di Miraclo, dati a dei topi per alcuni test, incrementavano la loro forza e la vitalità di molto sopra la media così come si rafforzarono alcune parti del loro corpo. Dopo averne presa anche lui una dose, Rex scoprì di aver ottenuto la superforza e la super velocità per la durata dell’effetto, cioè un’ora, prima di ritornare ai livelli umani: da qui il nome “Hourman”. 
  3. Abbiamo già conosciuto una Vixen che rispondeva al nome di Mari Jiwe McCabe, comparsa in “Arrow”. Questa che vediamo qui è però la nonna di Mari, Amaya Jiwe che, solo per la serie tv, gli autori del Flarrow-verse hanno deciso di rendere la prima a portare il nome di Vixen, creando una sorta di tradizione di famiglia legato al passaggio di ruolo del medaglione.
  4. Poi abbiamo Stargirl aka Courtney Whitmore. Comparsa per la prima volta su Stars And S.T.R.I.P.E. #0 del 1999, figliastra di Pat Dugan, trovò l’equipaggiamento di Star-Spangled Kid tra le proprietà del suo patrigno e indossò il costume al fine di infastidirlo in parte per aver sposato sua madre e, si presume, per aver forzato la famiglia a trasferirsi da Los Angeles a Blue Valley in Nebraska. Dopo aver ricevuto lo Scettro Cosmico da Starman/Jack Knight, cambiò la sua identità in Stargirl e si unì alla JSA.
  5. Ecco il turno di Commander Steel. Comparso per la prima volta su Steel, The Indestructible Man # 1 del 1978, Henry Heywood era uno studente di biologia quando il Dottor Gilbert Giles sperimentò sul suo corpo della chirurgia plastica estensiva, incrementando le parti danneggiate con protesi d’acciaio meccanizzate che gli donavano forza, velocità e resistenza super umane. Frustrato dall’incapacità di aiutare il prossimo direttamente, Heywood adottò la persona mascherata di “Acciaio” e si imbarcò nella carriera di combattente di minacce straniere ed altri criminali fino all’entrata in guerra dell’America. Heywood entrò direttamente nella Seconda Guerra Mondiale come arma segreta, prima di allearsi con la All-Star Squadron. In quel periodo venne nominato Comandante Acciaio dal Primo Ministro Britannico Winston Churchill.
  6. Questa versione del Dottor Mid-Nite è effettivamente poco caratterizzata ed, essendo la sua una identità adottata da più individui, non è dato sapete con certezza quale di questi personaggi sia. Pertanto tratteremo la prima versione. Il primo Dottor Mid-Nite è stato Charles McNider, un chirurgo che, una notte, fu chiamato per rimuovere un proiettile dal corpo di un testimone che avrebbe dovuto testimoniare contro la mafia. Tuttavia, un mafioso gettò una granata nella stanza, uccidendo il testimone e accecando McNider. McNider pensò che i suoi giorni da chirurgo fossero finiti fino a che un giorno, mentre era in convalescenza, un gufo entrò nella sua camera sfondando la finestra (reminiscenza dell’incidente che ispirò Batman nel vestirsi da pipistrello). Togliendosi le bende che gli coprivano gli occhi, scoprì di poter vedere, ma solo nel buio più totale, la sua vista si era invertita in modo così radicale che lui poteva vedere al buio allo stesso modo in cui le persone comuni vedono alla luce del giorno. Utilizzando la sua nuova abilità, sviluppò un visore speciale che gli permetteva di vedere con la luce e delle “Bombe Blackout” che estinguevano la luce e li utilizzò per combattere il crimine. Adottò il gufo, lo chiamò Hootie, e fece di lui la sua “spalla”. Prima comparsa: All-American Comics #25 del 1941.
  7. E poi abbiamo Obsidian. E’ il figlio biologico della prima Lanterna Verde (Alan Scott) e della criminale Thorn (Rose Canton). Durante l’adolescenza, passata in una casa adottiva abusiva in Milwaukee, nel Wisconsin, scoprì di avere una sorella gemella, Jennifer-Lynn Hayden, alias Jade. Si incontrarono, scoprirono di avere entrambi dei superpoteri e, operando sotto la presupposizione che Lanterna Verde fosse loro padre (cosa che non sapevano per certo, ma che poi si rivelò esatta), decisero di seguirne le orme. Obsidian possiede vari poteri basati sull’ombra; con la volontà, Obsidian può fondersi con la propria ombra e rubare quella degli altri. Nella sua forma ombrosa, è più forte di quando è in forma umana, può passare attraverso gli oggetti solidi e può volare. Prima comparsa: All-Star Squadron #25 del 1985.
  8. Il penitenziario citato, Leavenworth, è dove attualmente è rinchiuso John Diggle.
  9. Il Barone Kriger mostrato in questo episodio è la fusione di più personaggi, Albrecht Krieger e il Barone Blitzkrieg, entrambi supersoldati al soldo del regime fascista. 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La Justice Society Of America
  • JSA VS/& Legends
  • JSA & Legends VS Il Barone Kriger
  • Confronti fra i vari membri del gruppo
  • Andando nel profondo del concetto di “eroismo”
  • White Canary leader del gruppo
  • Le continue e gradite intromissioni del Reverse-Flash
  • Unico telefilm a star costruendo la strada per il mega-crossover in vista
  • L’Anti-Flash uccide Hourman
  • Barone Kriege non memorabile, ma funzionale
  • Ma la Justice Society Of America dov’è stata prima di oggi?
  • Ray Palmer e i problemi col saluto nazista
  • Barone Kriger non memorabile, ma funzionale

Nel gioco della Scopa c’è un detto che dice: “se sei titubante, butta il Fante“. Forse gli autori di DC’s Legends Of Tomorrow hanno sentito parlare di questo detto perché, per risollevare il morale allo spettacolo, il serial mette in campo la Justice Society Of America, scatenando nell’ex-tubo catodico puro e semplice nerdgasm. Da encomiare nuovamente “The Justice Society Of America” poiché, attualmente, è l’unico serial che si sta impegnando per costruire le basi per il crossoverone in vista tra Arrow, The Flash, Supergirl e lo stesso Legends: specialmente se poi questo elemento ricorrente incaricato di giustificare l’esistenza del crossover è un Reverse-Flash completamente senza fini inibitori e che uccide eroi come mosche. Beh, excelsior! 
Out Of Time 2×01 1.82 milioni – 0.6 rating
The Justice Society Of America 2×02 1.80 milioni – 0.7 rating

Nato da un’idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: “Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell’insegnamento”. Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E’ destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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