Il Buio Oltre La Serie #13 Side A – 13 Reasons WhyTEMPO DI LETTURA 19 min

in 13 Reasons Why/Recensioni by
“Welcome to Liberty High.”



La nuova serie tv Netflix sviluppata da Brian Yorkey, 13 Reasons Why, non si presta alle solite recensioni puntata per puntata che da circa cinque anni a questa parte RecenSerie vi porta.
Il prodotto finale risulta essere una sorta di film lungo all’incirca tredici ore: gli episodi sono concatenati e di difficile analisi, presi singolarmente.
D’altra parte, accantonare la narrazione di questa serie sarebbe stata una cosa sbagliata, considerato il peso della tematica trattata e della potenza con cui il messaggio narrativo colpisce lo spettatore.
Si è quindi optato per questa via di mezzo nella quale non vedrete un’analisi specifica episodio per episodio, bensì personaggio per personaggio: il focus narrativo della storia si concentra sui motivi che hanno spinto Hannah Baker a compiere il suicidio e, considerando che questi motivi coincidono con persone specifiche, pareva d’uopo propendere per questa linea narrativa nella recensione.
Da qui in poi l’articolo sarà spoiler per chiunque non avesse concluso la visione di tutte e tredici le puntate. Vi invitiamo quindi a recuperarle e, solo dopo, leggere il nostro articolo al riguardo.
Se cercate qualche informazione in più, qui potete trovare la nostra recensione del pilot.
“This was not a spur of the moment decision. Do not take me for granted. Not again.”
13 Resons Why rappresenta un climax emotivo e sociale che coinvolge lo spettatore tanto quanto Hannah, ponendo il primo nella posizione di apprendere quanto sia importante la figura umana ed il contatto sociale per l’uomo.
“Humans are a social species. We rely on connections to survive. Even the most basic social interactions help keep us alive.
Statistics prove the subjective feeling of lonelinesscan increase the likelihood of premature death by 26%. If it sounds like I’m quoting from a school textbook…I am.”
Apparirà certamente un discorso scontato quello riguardante l’importanza del contatto sociale tra le persone, ma la serie che conta tra i produttori esecutivi Tom McCarthy e Selena Gomez non lo pone come un obiettivo già ottenuto, ma sul quale ancora si sta lavorando.
Sono tredici i motivi (o le persone, se la si vuol mettere sullo stesso piano della narrazione) per cui Hannah ha deciso, sciaguratamente, di uccidersi. Ma bastava che uno soltanto tra questi le dimostrasse attaccamento o empatia per farle cambiare idea riguardo la sua scelta. Proprio come ripete più e più volte la sua voce narrante e così come esplica il finale della serie.
I recorded 12 tapes. I started with Justin. Then Jessica. Who each broke my heart. 
Alex, Tyler, Courtney, Marcus, who each helped destroy my reputation.
On through Zach and Ryan who broke my spirit. 
Through tape number 12…Bryce Walker…who broke my soul.”
Justin Foley
“Justin, you were my kryptonite.”
Giocatore di basket. Bello e dannato del liceo che Hannah frequenta.
E’ l’unico personaggio, tra quelli elencati, a comparire per due volte all’interno dei nastri e ciò permette di porre fin da subito un punto fermo: per quanto venga classificata come tale, 13 Reasons Why non è in alcun modo un teen drama. E’ vero, nei primi episodi ciò che balza all’occhio è la cadenza teen che viene data alla narrazione: sia il primo nastro riguardante Justin sia quelli seguenti non colpiscono direttamente lo spettatore come quelli che seguiranno successivamente.
Ciò denota, quindi, un crescendo della narrazione: da semplice teen drama a thriller con venature splatter. ‘Semplice teen drama‘ potrebbe apparire come un termine forzato, appurata la tematica trattata all’interno della serie. Ma questo pilot è così che viene improntato e così viene presentato allo spettatore.
Justin si trova sui nastri della ragazza per due distinti motivi. Il primo è quello presentato nel primo episodio: una fotografia di Hannah, in cui la gonna appare leggermente alzata, viene inviata a tutta la scuola.
Questa immagine, decontestualizzata, pone la ragazza come una “slut“.
Oops. Did you catch that?
Justin rappresenta la prima persona a scalfire il muro di Hannah, il primo individuo ad insinuare in lei la totale sfiducia nelle persone e la capacità di queste di disattendere completamente qualsiasi aspettativa. Ma Justin non sarà solo l’inizio, come detto precedentemente, infatti, egli ricomparirà in una seconda occasione: lo spettatore lo ritroverà, per l’appunto, come una delle tre ramificazioni della festa di Jessica che Hannah racconterà (1×09 “Tape 5 Side A”). Al personaggio di Justin viene affidato l’ingrato compito di rappresentare due differenti “primi capitoli”. Nel primo caso (il pilot) egli rappresenta l’inizio di una serie con piglio giovanile – sia musicalmente, sia narrativamente parlando – e che rispecchia il rating, precedentemente attribuito, di teen drama. Nel secondo caso, però, egli rappresenta un nuovo inizio dove la narrazione si rende più scura e cupa e dove la storia abbandona il sentiero teen per intraprendere quello di un vero e proprio drama carico di sofferenza -psicologica e fisica – di cui i personaggi rendono partecipe lo spettatore, anche grazie ad una costruzione magistrale dei singoli episodi.
Hannah, nel tape dedicato all’abuso di cui Jessica è vittima, dice: “That girl had two chances that night. But we both let her down”. La ragazza si riconosce quindi come responsabile e per questo fa ammenda, cercando di giustificare il suo essere rimasta impietrita, ma è a Justin che rivolge un’ulteriore domanda: “How do you live with that, Justin?”
Il cedimento mentale del ragazzo è riscontrabile dallo spettatore solo in determinate scene delle puntate precedenti, ma è nell’episodio “Tape 5 Side A” che i fantasmi riaffiorano e soffocano Justin, incapace anche in quel momento di rivelare a Jessica la verità.
Justin è il conducente di un treno che permette allo spettatore di assaporare (drammaturgicamente parlando) ogni aspetto della sofferenza di Hannah: “reputation. spirit and soul”.
Nastri a lui dedicati

a) 1×01 – Tape 1 Side A
b) 1×09 – Tape 5 Side A

Jessica Davis

“It was fine, Jess. It was. You’re the kind of girl that boys like to like, not spread rumors about. You’re the nice girl, the kind that becomes a cheerleader.”

La ex migliore amica è la seconda persona (in concomitanza con Alex) a scalfire il muro di sicurezza di Hannah. Per quanto ufficialmente Jessica venga presentata come motivo solamente in un nastro, la ragazza è il soggetto protagonista di due: il primo è quello che viene presentato nell’episodio 1×02 – “Tape 1 Side B”, mentre il secondo è rappresentato dalla puntata 1×09 – “Tape 5 Side A”. Anche se è da sottolineare come Jessica, in questo secondo nastro, venga mostrata come vittima (al pari di Hannah) ed utilizzata per narrare i fatti avvenuti alla festa che vedono coinvolto Justin. Jessica ricopre all’interno della storia l’ennesimo ruolo cliché che questa serie ci presenta: bella ragazza, cheerleader e fidanzata di uno dei giocatori della squadra di basket della scuola.

“Little things matter.”

Jessica, così come sarà poi per Alex, trova un nastro ad essa dedicato perché decide di porre fine alla propria amicizia con Hannah per delle conclusioni che lei stessa trae. La dicotomia tra questi due personaggi (Jessica ed Hannah) è riscontrabile proprio in questo punto della narrazione: ci vengono presentate come uguali perché entrambe nuove nella scuola e senza amici, ma gli elementi in comune qui giungono alla loro fine. Per Jessica fare amicizia con qualcuno, anche di amicizie ‘superficiali’ come quelli “da cioccolata calda da Monet“, non rappresenta un grande ostacolo: il suo carattere, la sua popolarità ed il fatto di essere molto carina le rendono più semplice fare amicizia.
A farle da contraltare abbiamo Hannah per la quale ogni amicizia conta, anche quelle più piccole.
Se quindi Jessica sottostima la propria amicizia con Hannah – forse ritenendola una cosa del momento e che fisiologicamente vedrà una fine -, questa non attribuisce al loro rapporto lo stesso peso e si trova affranta e con il cuore spezzato. E’ difficile che due persone riescano a percepire allo stesso modo, in maniera eguale, il proprio rapporto: allontanandoci da 13 Reasons Why, per fare un esempio, basterebbe citare l’episodio-rottura all’interno della serie Master Of None, rottura che avviene proprio perché i due protagonisti della serie sembrano avere una concezione diversa del rapporto che stanno vivendo. Se per Master Of None si trattava di amore, qui si trattava di amicizia.
“Friendship. It’s complicated.”

Come detto, Jessica appare come soggetto di un altro nastro. Questa volta come vittima di uno stupro, perpetrato da Bryce Walker. La ragazza, ubriaca ed in stato di incoscienza nel momento dell’abuso, rivive solo in determinati momenti alcuni flash, senza effettivamente capire cosa la sua mente cerchi di farle rivivere o da cosa la stia cercando di proteggere. Questo secondo punto sembra assomigliare alla protezione mentale che fornisce Mr. Robot ad Elliot nell’omonima serie tv.
Riguardo l’abuso, ognuno dei suoi amici le ha mentito. Justin compreso. L’unico che rimane realmente sconvolto e che non comprende come il tutto sia rimasto celato è Clay che a più riprese cerca di far rinsavire sia la stessa Jessica, sia Justin. Ma il tempo ha fatto talmente sedimentare la situazione che smuovere entrambi dai loro assunti e certezze (“Hannah mente“, “Non credere a ciò che dicono i nastri” o “Non è successo niente“) è praticamente impossibile.

Dopo Justin che la priva dell’amore, Jessica priva Hannah di un altro elemento fondamentale per una persona: l’amicizia.
Nastro a lei dedicato

a) 1×02 – Tape 1 Side B

Alex Standall
“You caused the hurricane. It’s your turn.”
Alex rappresentava insieme a Jessica gli unici amici che Hannah riteneva tali. Ma anche lui ha disatteso la fiducia in lui riposta da quest’ultima. Sui nastri compare una sola volta ma, dal punto di vista di Hannah, è proprio Alex a dare l’effettivo La a quello che la teoria del caos chiama “effetto farfalla” e che viene richiamato all’interno dell’episodio. Nel contesto nel quale la serie lo cala, concerne quanto un seppur piccolo cambiamento in un grande sistema, come lo è la scuola, possa avere effetto su qualsiasi cosa. Più precisamente: la lista “best/worst” in cui viene espresso il giudizio come miglior lato B per Hannah.
Seppur Clay ripeta più e più volte che questo sia da intendersi come complimento, forse per autoconvincersi e forse per dare voce a quella fetta di spettatori che sarebbe giunta alla stessa conclusione, lo stesso Alex lo smentisce. Svelando che il suo obbiettivo era quello di avere rivalersi di Jessica, sfruttando l’innocente Hannah. Questo gesto, seppur classificabile come insignificante o come semplice “ragazzata” (termine utilizzato spesso e volentieri a sproposito ai giorni nostri), ha l’effetto di scatenare un uragano che travolgerà la povera Hannah. Ma alcuni degli effetti sono già stati mostrati allo spettatore: il litigio tra Jessica ed Hannah, la fine della loro amicizia, è conseguenza di ciò.
Alex ha ragionato egoisticamente, non riflettendo su come la propria decisione si sarebbe sviluppata nei confronti delle persone che avrebbe chiamato in causa, ed è proprio per tale motivo che si trova sui nastri.
A dispetto di tutti gli altri soggetti che compaiono nei nastri Alex è l’unico (fatta eccezione per Clay ed in un certo tal senso Sheri) a mostrarsi consapevole del proprio errore.
“No, it’s not. It’s not okay. You want it to be okay because then you get off the hook, but you’re losing your shit. You want to think whatever you did couldn’t be why Hannah killed herself. But the truth is that I did, I killed Hannah Baker! And Justin killed Hannah Baker. And Jessica. And you. 
We all killed Hannah Baker.”
Alex si dimostra lucido e conscio. Dotato di una consapevolezza che né Justin, né Jessica – personaggi presentati fino a qui – hanno dimostrato. Forse perché ancora occupati a cercare di nascondere a loro stessi, a quanto abbia pesato il loro comportamento relativamente la drastica decisione di Hannah.
“Hannah was my friend. And we should tell the truth about her. Because I know that if I had still been friends with her… if any one of us had still been friends with her, she’d be alive.”
Alex è la causa del termine dell’amicizia tra Jessica ed Hannah ed è sempre lui che dà modo all’uragano di propagarsi, dopo quel semplice ed insignificante (“I didn’t think it was that big a deal”) battito di ali.
Nastro a lui dedicato

a) 1×03 – Tape 2 Side A

Tyler Down
“First the school, then my house… even my own bedroom. Nowhere was safe. You took all that away.”
Il nastro dedicato a Tyler, il “viscido” fotografo della scuola, aggiunge un ulteriore tassello al mosaico che costituirà per Hannah il disegno della completa sfiducia nei confronti di qualsiasi persona. Privata dei sentimenti forse più importanti per una persona (da Justin prima e da Jessica poi), resa oggetto di derisione a scuola (da Alex), Hannah si ritrova a non sentirsi sicura e soprattutto libera nemmeno a casa sua: Tyler, lo stalker che prova nei suoi confronti un amore malato, le rende le mura di casa inabitabili e assimilabili a quelle di una prigione dietro le quali è costretta a vivere per non ritrovarsi a dover avere contatto diretto con ciò che la aspetta al di fuori di esse.
La mancanza di un luogo dove sentirsi sicura, però, non è per Hannah una mera questione materiale, ma anche una metafora per sottolineare un’altra grande mancanza: una persona vera con la quale poter condividere le proprie paure e le proprie gioie. Emblematico da questo punto di vista risulta la scena in conclusione di episodio quando Hannah, abbandonata dall’ennesima amica (Courtney), si ritrova a piangere da sola, nascondendo la testa e le guance rigate dalle lacrime dentro il proprio armadietto.
Questo episodio, parallelamente all’esplicazione del perché Tyler sia presente sui nastri, permette allo spettatore di osservare il cambiamento di Clay: da passivo ascoltatore e persona confusa rispetto a ciò che sente, a personaggio attivo che si vendica e cerca per proprio conto di far giustizia ad Hannah.
A tale riguardo, non a caso, viene citata una frase del saggio “Beyond Good And Evil” (Al di là del bene e del male”) di Friedrich Nietzsche: “Whoever fights monsters should see to it that he does not become a monster“.
Il nastro riguardante Tyler ha la peculiarità di riproporre a specchio la modalità causa-conseguenza che la serie aveva già presentato con Jessica ed Alex: se con loro, infatti, si era preferito presentare la conseguenza (con il litigio tra le due ex migliori amiche) per poi mostrare la causa di tale diatriba (Alex e la sua azione egoistica ai danni di Hannah), in questo determinato caso si preferisce mostrare prima la causa (la fotografia pubblicata da Tyler che mostra il bacio tra Courtney e Hannah) per poi, con il nastro successivo, soffermarsi sulla conseguenza (l’inimicizia di Courtney).

Clay compie un gesto non diverso da quello che abbiamo già visto aver scatenato l’effetto farfalla: Justin e Bryce che inviano la foto di Hannah a tutta la scuola. Rimangono in sospeso, in tal senso, le ripercussioni future dell’azione di Clay: il finale lascia aperta la strada a sviluppi che hanno come fulcro proprio Tyler. Di ciò parleremo meglio nella “Side B” di questa analisi.
“We’re a society of stalkers. We’re all guilty. We all look. We all think things we’re ashamed of. The only difference is, Tyler… you got caught.”
Nastro a lui dedicato

a) 1×04 – Tape 2 Side B

Courtney Crimsen
“What a pretty name. You’re one of the most popular girls in school. And you are just so… nice. Right? Wrong.”

Il nastro dedicato a Courtney si sofferma sul momento della rottura del rapporto tra lei ed Hannah, sottolineando come entrambe avessero effettivamente bisogno di una amica, di una spalla sulla quale poter piangere o poter contare nel momento del bisogno. A dispetto di ciò, però, la storia non utilizza la rottura come punto fermo, bensì come fase momentanea alla quale seguirà un riavvicinamento tra le due.
E’ questo che porta Courtney all’interno dei nastri: decisa a salvaguardare se stessa e la propria fama scolastica, preferisce utilizzare Hannah come scudo piuttosto di affrontare per proprio conto le voci che la riguardavano.
“You don’t get to fuck with my life because you don’t like who you are.”
Courtney rappresenta l’altra faccia della medaglia di Alex: se quest’ultimo infatti è consapevole della cattiveria inflitta ad Hannah e si mostra abbattuto e sconfitto per questo, Courtney seppur consapevole – la recitazione da questo punto di vista risulta impeccabile e chiarificatrice – decide di nascondersi a se stessa, pur di celare un segreto (la sua omosessualità) che potrebbe scalfire la sua posizione all’interno della scuola. Ricollegandosi all’importanza data riguardo il peso all’interno della scuola, Marcus Cole – prossimo soggetto dei nastri e già apparso più volte per impedire a Clay di continuare con l’ascolto – risulta essere la controparte maschile di Courtney.
Tradita una prima volta con la pubblicazione della foto, Hannah si ritrova ad essere pugnalata alle spalle metaforicamente (ma fisicamente nel sogno di Clay) da Courtney, la dolce e tenera ragazza che sembra avere per tutti una buona parola. 
Nastro a lei dedicato

a) 1×05 – Tape 3 Side A

Marcus Cole
“What was it? Did you want to see if the rumors were true? Or did you just want to start some new ones of your own?”
Per Courtney abbiamo già fatto menzione del fatto che il suo comportamento abbia fatto sentire Hannah come se avesse ricevuto una pugnalata in piena schiena da parte di una persona che riteneva sua amica. Marcus, che viene presentato come un ragazzo impegnato in molti ambiti scolastici e per il quale è molto importante il proprio status di notorietà, decide di pugnalarla moralmente, relativamente ad un altro aspetto che già risulta doloroso per Hannah: quello dell’amore. Dopo essere stati accoppiati dal computer come possibile coppia per San Valentino, Marcus ed Hannah decidono di organizzare un appuntamento.
Marcus si presenta però con delle convinzioni completamente errate. Convinzioni forse dettate dalle voci che giravano sul conto di Hannah (a causa di Justin, Alex e Courtney) e che già abbiamo analizzato con il ripercorrere dei vecchi nastri.
La ragazza riesce a colpevolizzarsi, sbagliando, forse ritenendo che in una certa misura quella situazione si sia creata anche a causa sua. Unitamente a questo primo livello di colpevolizzazione che prova Hannah verso di sé, se ne palesa un altro nel momento successivo allo scontro verbale-fisico tra Marcus ed Hannah: la vittimizzazione secondaria si palesa quando il gruppo di ragazzi che accompagna il tanto adorato studente modello lascia il locale ridendo, schernendo indirettamente la ragazza. In un altro contesto sociale, però, si era già verificato tutto ciò: a scuola questa vittimizzazione secondaria si era avuta conseguentemente l’invio delle foto da parte di Justin e di Tyler, nonché successivamente alla comparsa del nome di Hannah – inserito da Alex – nella famigerata lista. In tutti questi casi, i soggetti presi in esame e la folla (la gente presente a scuola è soggetto passivo di tutta la narrazione) vengono costruiti in maniera tale che risulti a loro congeniale l’ipotesi di un mondo giusto: si tratta questa di una credenza esposta da Melvin Lerner secondo la quale una persona vittima di un determinato fatto negativo deve aver per forza fatto qualcosa per attirare su di sé quella determinata sventura.
Marcus arriverà a sfruttare il proprio ruolo di rappresentante degli studenti per far sospendere Clay, a cui mancano ormai gli ultimi nastri da ascoltare. Celerà questa sua azione giustificandola come doverosa per proteggere i suoi amici (Zach, Justin e Jessica), ma si scorge in ciò che lui stesso, sapendo che quanto dice Hannah nei nastri corrisponde al vero, ha paura che il diffonderli possa danneggiarlo. L’ennesima decisione egoistica ai danni di Hannah che si palesa all’interno della serie.
“I couldn’t get up and leave or scream. Anything would have been better than sitting there thinking that somehow this was my fault. Thinking I’d be alone the rest of my life.”
Nastro a lui dedicato

a) 1×06 – Tape 3 Side B

Zach Dempsey
“The kind of lonely I’m talking about is when you feel you’ve got nothing left. Nothing. And no one.
And when you’re that kind of lonely, you reach for anything no matter how silly it may seem.”
Zach è la prima persona che si trova sui nastri non per aver distrutto la reputazione di Hannah, bensì per averle strappato di mano gli ultimi appigli dai quali la ragazza dipendeva, per vendicarsi del rifiuto categorico ottenuto pochi giorni prima.
Resa ormai una sorta di reietta, a seguito dei molteplici attacchi alla propria dignità, ad Hannah non rimane che aggrapparsi ai complimenti che le vengono depositati anonimamente in un sacchetto per un progetto scolastico.
Zach è la sanguisuga che simbolicamente sottrae ad Hannah la propria linfa vitale, privandola anche di quel poco che le era rimasto in corpo: lo spirito. 
“We all need it. Human contact. And communications class, crazy as it was, was human contact for me. Until someone in that class cut my lifeline.”
Ma il motivo per cui Zach ha un nastro a lui dedicato non è solo questo: Hannah, cercando di smuoverlo interiormente, lascia alla professoressa un messaggio anonimo, sapendo che sarebbe poi stato letto ad alta voce. Il ragazzo però non reagisce né pubblicamente durante la lettura, né privatamente cercando contatto con Hannah: lascia che la cosa gli scorra addosso, preferendo la strada dell’indifferenza rispetto a quella della ricerca del dialogo che la ragazza aveva più e più volte cercato di intraprendere con lui, dopo aver malamente rifiutato la sua richiesta di un appuntamento.
“I hadn’t had the courage to admit to anyone: how hard life was getting, how lonely I felt and how those stupid compliments actually meant something to me.”
Zach rappresenta la prima persona con la quale effettivamente Hannah si apre, raccontando dei propri problemi e di come la vita le stia stringendo addosso come un abbraccio interminabile e privo di emozioni. Ma preferisce ignorare tutto ciò, lasciando la ragazza nuovamente in completa solitudine.
Nei successivi nastri Zach si dimostra una delle persone (unitamente ad Alex e Sheri) forse più sentimentalmente colpita dall’efferato gesto di Hannah. Proprio come lui stesso ripete nell’episodio 1×08 – Tape 5 Side A: “If one thing had gone differently somewhere along the line maybe none of this would have happened.
E’ questo un messaggio di piena consapevolezza relativamente alla colpa di cui lui stesso si sente (ed è a tutti gli effetti) partecipe. Ma purtroppo questa riflessione giunge troppo tardi, quando ormai un gesto o una parola hanno ben poco peso verso Hannah, perché come lei stessa ripete: “I’m still dead“.
“I have this theory that you’re lonely too. Could that be possible? What kind of lonely could the great Zach Dempsey possibly feel? Maybe that kind where you think no one truly sees you. I know that kind of lonely.”
Nastro a lui dedicato
a) 1×07 – Tape 4 Side A

“It all started because I was feeling lost. I needed direction. Any direction. I wanted a purpose a reason for being on this planet.”
Per una questione di prolissità e di narrazione, con Zach termina la prima parte del nostro nastro dedicato a 13 Reasons Why. Fino a questo punto la narrazione ha accolto i canoni di un teen-drama, senza eccedere eccessivamente nel disturbante o in altre categorie seriali. Ma negli episodi del side B di questa serie la narrazione diviene più cupa, lasciando da parte il teen, preferendo il drama.
La domanda leitmotiv che accompagna entrambe le parti è sempre la stessa, però: “le cose potevano andare diversamente?

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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