The Get Down 1×10 – Gamble EverythingTEMPO DI LETTURA 4 min

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Con il ritorno di The Get Down sulla piattaforma Netflix molteplici perplessità sono state sollevate da pubblico e critica. Come già detto nelle precedenti recensioni, il distacco tra la prima e la seconda parte si avverte intensamente e i “votacci” presi in questa seconda fetta – se comparati a quelli della prima – sono il riflesso dei numerosi dubbi e domande mossi dagli spettatori. A un episodio dalla fine, il serial dimostra di aver saputo proseguire per la sua strada, e in fondo è stato meglio così, perché almeno ha avuto modo di concentrare gran parte delle sue energie su questa puntata.
All’interno di una stagione si possono trovare diversi episodi classificabili come punti di svolta, nel corso dei quali gli autori orchestrano il tutto in modo tale che la trama orizzontale possa cambiare marcia. “Gamble Everything” risulta essere la madre (o il padre) dei punti di svolta e il perché è abbastanza palese: un normale episodio di svolta avrebbe preso in considerazione quelle storyline utili solo per ringalluzzire le trama orizzontale, senza però completarla del tutto. Facendo ciò, allo spettatore vengono solo dati nuovi elementi per seguire la trama, senza che nessuna delle questioni sollevate venga effettivamente risolta; è un po’ come andare a fare la spesa senza riempire la dispensa di alimenti di prima necessità. Una puntata come “Gamble Everything”, invece, fa quanto descritto e in realtà anche molto di più.
In questa 1×10, le colonne narrative su cui la serie si poggiava e costruiva le sue trame vengono abbattute, portando la serie a collassare su se stessa (inteso naturalmente in una connotazione assolutamente positiva). Siamo consapevoli del fatto che, spesso, l’espressione “collassare su se stessi” viene utilizzata in maniera negativa. In questo caso, però, vedere la distruzione/risoluzione di tutte le storyline e di tutte le backstory che univano i personaggi dando vita alla loro storia passata e condivisa è fonte di estremo godimento. La serie è riuscita infatti a portare i protagonisti da un punto A ad un punto B, creando nel mezzo momenti di forte impatto emotivo e scenico, riuscendo a scatenare nel pubblico le reazioni più disparate, l’elemento più importante di ogni opera che preveda uno storytelling. Un esempio lampante riguarda gli accadimenti che bersagliano la famiglia Cruz, all’interno della quale l’ascesa di Mylene e i segreti di gioventù di Lydia si configurano come elementi portanti per i personaggi, ma anche per la serie stessa. Le due donne affrontano finalmente la figura che finora le ha sempre represse, fino quasi a portarle all’annichilimento. Questi momenti colpiscono al cuore perché, prima di questo episodio, pochi sono stati gli accenni al fatto che sequenze del genere sarebbero già state disponibili con la prima stagione; indubbiamente sarebbero arrivate, ma si pensava in un futuro prossimo.
Ma forse “Gamble Everything” giocava anche su questo. Forse “Gamble Everything” sperava che certi elementi sarebbero diventati veramente dei tabù, così da essere circondati da un’aura di intoccabilità. In questo modo lo spettatore si sarebbe autoconvinto che certe cose non sarebbero mai accadute. Nel far accadere tutto ciò, decide quindi di giocare a carte scoperte e ribaltare completamente l’economia dell’universo di The Get Down, portando i suoi protagonisti a comportarsi in modi che affermano la loro evoluzione caratteriale, giocando appunto sull’infrazione di “regole” imposte dalla serie stessa. Prendete il comportamento di Shaolin Fantastic quando colpisce Fat Annie. Fin da subito, l’importanza che questa donna ricopriva nella vita del dj rasentava quasi il divino; su di lei aleggiava realmente un’aura di intoccabilità e ogni pensiero che riguardasse l’intenzione di farle del male veniva automaticamente bollato come pura follia. Ora, invece, privato della sua musica, Shao imbraccia la pistola e la schiaffeggia, mettendo in scena un momento indubbiamente spiazzante.
L’episodio, bene o male, gira tutto così, orchestrando momenti finalizzati alla conclusione di alcune trame o ideati per regalare allo spettatore una svolta o comunque quel che basta per accompagnarlo verso il season finale.
Le uniche cose che non convincono in questo spettacolare episodio sono i momenti finali. Indubbiamente una conclusione elettrizzante, oltre che funzionale al suo scopo – ovvero invogliare lo spettatore a guardare immediatamente la puntata successiva – però, alla fine dei giochi, il tutto appare un po’ troppo “conveniente” (casualmente Mylene passava da quelle parti proprio poco dopo il suicidio di suo padre). Il colpo di scena, però, è stato certamente efficace e, per il momento, possiamo permetterci di accantonare dubbi e perplessità in attesa del season finale.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La madre degli episodi di svolta
  • La liberazione di Mylene
  • Shaolin Fantastic si ribella
  • La rivelazione di Lydia
  • Cliffhanger finale
  • Le sequenze animate sono di una bruttura rara
  • Cliffhanger finale
Quasi non ci speravamo più ma, dopo alcuni episodi un po’ deludenti, The Get Down cala un asso pesante e la serie riacquista colore. “Gamble Everything” frega letteralmente tutto e tutti. 
One By One, Into The Dark 1×09 ND milioni – ND rating
Gamble Everything 1×10 ND milioni – ND rating
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Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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