Genius 1×03 – Chapter ThreeTEMPO DI LETTURA 5 min

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“I don’t care about awards, Michele, I care about science.”

Prima puntata in cui non si ha nessuna traccia dell’Einstein-anziano (Geoffrey Rush) ma ci si concentra unicamente sulle (dis)avventure del giovane “genius”. A farla da padrone in “Chapter Three”, è il lato soapish delle vicende che riprende il filo della narrazione da dove l’aveva lasciato con il cliffhanger del precedente episodio.
Si tratta di una puntata che si gioca tutta sul piano emotivo e dell’empatia con i due personaggi protagonisti (dal momento che Milena Maric, interpretata dall’ottima Samantha Colley, è la co-protagonista a tutti gli effetti della storia), i quali sono due giovani che cercando di costruirsi una carriera nell’ambito accademico che si sono scelti dovendo però superare ostacoli insormontabili. Uno su tutti: la ricerca del lavoro (come ben sanno anche i neolaureati italiani). Problema che per l’epoca (ma anche oggi) ha forti implicazioni anche con l’ambiente sociale e politico dei protagonisti. Ed è proprio questo l’aspetto che viene risaltato maggiormente nella puntata e sottinteso in tutti i dialoghi, fin dalla prima scena con la scoperta dei raggi x da parte di Whilelm Rontgen a cui segue la storyline su Phillip Von Leonard, fisico tedesco che, a suo tempo, contestò la scoperta di Rontgen accusandolo di avergliela rubata utilizzando i suoi studi. Tutto questo perché entrambi gli scienziati erano in competizione quell’anno per il Premio Nobel per la Fisica (premio che comunque Von Leonard vincerà quattro anni dopo nel 1905). Questo segmento narrativo, inserito a cadenza regolare nella narrazione, appare in parte forzato poiché, di fatto, tocca solo di sfuggita la storia di Einstein e pare più un pretesto per toccare il tema principale della puntata (a cosa serve la scienza: a vincere solo premi e denaro?) che si unisce a una serie di tematiche storiche che fin dalla prima puntata sono state poste al pubblico in maniera verticale (il tema razziale e la questione femminile) rendendo così ogni puntata un piccolo “caso a parte” che s’intreccia con la storia del matematico tedesco.
Il che va sicuramente bene e accresce l’interesse per la serie stessa rendendola meno didascalica, ma se i temi precedenti erano correlati alla vita stessa di Einstein qui invece no e la cosa rende il tutto più “falso”, scelto solo per esaltare ancora di più la figura di Einstein stesso con il suo disinteresse e amore incondizionato per il sapere.
E proprio per questo la puntata lascia un po’ d’amaro in bocca nel finale che lascia intendere come, invece, nel mondo moderno a prevalere sia tutt’altra concezione della scienza (anche se poi la storia, e la serie stessa, dicono che c’è sempre possibilità di rivalsa).
Mentre la disputa tra Von Leonard e Rontgen prosegue senza interesse, si susseguono le vicende del giovane Einstein in un’alternarsi di momenti negativi (quasi tutti) e momenti positivi.
Uno di questi è l’incontro con Conrad Habict e Maurice Solovine, due facoltosi dandy che saranno i futuri fondatori (insieme allo steso Einstein) dell’Accademia Olimpia, una sorta di sogno segreto di ogni ricercatore di fisica: tutta la notte algoritmi e mignotte! associazione culturale privata dove i tre discutono di filosofia e scienza. Tale scena è ancora una volta emblematica per il tema proposto: solo con la passione di due figure eccentriche e slegate dalla società “normale” si riesce a parlare dei problemi della fisica. In questa scena tornano poi le spiegazioni “in stile Numbers”, dove complesse teorie scientifiche sono risolte e rese accessibili anche allo spettatore medio tramite metafore visive. In questo modo la spiegazione scientifica diventa vera e propria performance, mettendo in risalto le qualità degli attori e degli effetti speciali, diventando così un appuntamento atteso di ogni puntata.
Il ritmo dell’episodio procede spedito e non annoia, rimanendo solo per alcuni tratti molto forzato e didascalico ma semplicemente per rimanere nei canoni di una serie biopic che vuole avere anche valore scientifico, come nella tradizione di NatGeo. Tuttavia, l’amalgama tra scienza e storia con venature drama funziona, soprattutto in questa parte in cui manca la storyline di Einstein anziano (che tornerà comunque nei prossimi episodi) che appesantiva un po’ il tutto.
La love story tra Albert e Milena riesce a imprimersi bene nella mente degli spettatori anche se la consapevolezza di come andrà a finire (chi ha visto le precedenti puntate o è appassionato di storia della scienza sa già) toglie leggermente empatia al tutto.  
Da notare poi come tutto il cast (inglese al 100%) debba sforzarsi ogni volta di ricalcare la parlata tedesca creando uno strano effetto straniante di inglese-tedesco che fa chiedere come mai (a questo punto) non si sia optato per una semplice trasposizione in lingua inglese o un’operazione alla Narcos che avrebbe reso il tutto meno strano (e ancora non si sa come e se verrà doppiata in italiano e la cosa fa paura non poco).
Ma sono solo piccole pecche all’interno di un quadro più ampio che, nel complesso, risulta molto soddisfacente e apprezzabile.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Johnny Flynn
  • Samantha Colley
  • Empatia che si crea con i personaggi
  • Spiegazioni scientifiche in stile Numbers
  • Dialogo finale Einstein-padre
  • L’Accademia Olimpia
  • Gli attori devono migliorare la dizione tedesca
  • Storyline della prima radiografia sembra troppo forzata
  • Timo è da prendere a sberle!
La puntata più soapish mai vista finora per questa serie televisiva, anche se non mancano le disquisizioni scientifiche e importanti risvolti storici, politici e sociali che rendono avvincente la storia del giovane Einstein. Assente, a questo giro, Geoffrey Rush.    
Chapter Two 1×02 1.52 milioni – 0.2 rating
Chapter Three 1×03 1.02 milioni – 0.1 rating

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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