Fear The Walking Dead 3×12 – Brother’s KeeperTEMPO DI LETTURA 7 min

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Comunicazione di servizio 
Fear The Walking Dead è una serie nelle cui recensioni scatta da sempre l’inevitabile paragone con la sua serie madre. Questo particolare (e la serie di commenti probabilmente ripetitivi che caratterizzano il resto delle recensioni) ha spinto la redazione di RecenSerie ad un nuovo sistema di stesura. Lo sparuto team di superstiti che ancora persevera nel recensire suddetta serie svolgerà un lavoro cooperativo. I lettori avranno modo di seguire un’interazione spesso negata dalla scrittura distaccata delle restanti recensioni. I tre recensori (Fd, Fb, e Vl) interagiranno tra loro, instaurando una dialettica che, con la forma del dialogo (anzi, del trialogo), punterà a commentare questa terza stagione di Fear The Walking Dead. Ogni settimana uno dei tre recensori assumerà il ruolo di “intervistatore” stuzzicando gli altri due con tematiche e punti di interesse individuati durante la visione. Sarà un’estate molto lunga.

Fd: Partiamo subito con una doppia domanda per scaldare gli animi: siamo forse di fronte alla puntata “più bella” di Fear The Walking Dead? È forse un caso che la puntata funzioni proprio perchè manca la protagonista? Le virgolette sono d’obbligo ovviamente.

Fb: Benché nella mia mente non vi sia oramai più traccia di quanto avvenuto nelle precedenti annate – stratagemma escogitato appositamente per non occupare “memoria” in un hard disk costantemente al limite della saturazione – così, a sentimento, non ricordo effettivamente episodi di Fear che mi abbiano intrattenuto (sempre con le dovute riserve del caso) al pari di “Brother’s Keeper”. Non soltanto per il fattore orda – che comunque rappresenta un buon 80% del gradimento complessivo – ma anche per altri elementi: la morte/trasformazione di Jake, ad esempio, evento facilmente prevedibile se visto in relazione all’inutilità del personaggio, quantomeno giunti a questo punto della stagione, ma avvenuto in un momento del tutto inaspettato; o ancora la battaglia finale con conseguente prigionia forzata della dispensa, girata in maniera tale da risultare ansiogena e claustrofobica agli occhi di chi guarda, nonostante manchi la cosiddetta “morte importante” che, senza dubbio, avrebbe conferito un ulteriore valore aggiunto alla puntata.

Vl: Indubbiamente è l’episodio stilisticamente migliore. L’intera atmosfera risulta quasi ovattata e onirica (quando Troy si palesa a Nick era facile pensare ad un sogno o un’allucinazione). Fino ad arrivare al catastrofico finale dove lo spettatore, così come i personaggi interni al ranch, si rende effettivamente conto che sta succedendo roba brutta.
L’assenza di Madison aiuta non tanto per il personaggio in sé, quanto per l’assenza della sua fastidiosa interazione con figli e resto del mondo, forse la vera piaga di Fear The Walking Dead. L’ascesa al potere di Alicia e Nick, con le loro personalità diverse, funziona meglio.
Certo “Brother’s Keeper” ha anche delle svolte di trama su cui occorre veramente sospendere l’incredulità più che mai e viene da chiedersi il perché di una svolta di trama così grande, quasi degna di un season finale.

Fd: Il personaggio di Troy può essere odiato in ogni modo ma quanto è effettivamente una delle poche cose che funzionano in questa 3° stagione. Detto ciò, è anche abbastanza imbarazzante il fatto che continui a rimanere vivo continuando a creare problemi a tutti quanti, per non parlare della scia di morti che si lascia dietro. La sua presenza quanto compromette e quanto migliora effettivamente la serie?

Fb: Il pazzo psicotico è un must del genere survival, per ovvie ragioni, e quindi non c’è nulla da stupirsi se alla fine Troy, tra scucchiaiate oculari e sparatorie suicide ben poco credibili, sia riuscito ben presto ad elevarsi a personaggio più convincente della serie. Per il momento il ragazzo rappresenta uno dei pochi momenti di respiro dalle oltremodo noiose dinamiche familiari dei Clark, senza parlare delle allegre scampagnate al bazar o dei tour della diga in cerca d’acqua, quindi non può che configurarsi come una presenza positiva all’interno del telefilm. Ad ogni modo, per quanto ai nostri occhi Troy possa sembrare un character convincente, dobbiamo sempre tenere a mente che nel paese dei ciechi chi ha un occhio solo è re – proverbio che tra l’altro non è mai stato tanto azzeccato.

Vl: Esiste una legge non scritta nella narrativa: quando un personaggio negativo e pericoloso viene risparmiato, egli sarà letale in futuro. Il problema, in questo caso, sta nell’entità del futuro. Troy era stato esiliato solo due-tre episodi fa (in una zona a lui estremamente familiare) e la capacità con cui torna fa pensare ad una scelta assai poco logica, oltre che anti-climatica. Se esili una persona fai in modo che non possa più avvicinarsi. Inutile commentare poi la “facile” follia con cui viene caratterizzato il personaggio, capace di fare stronzate e pentirsi in alternanza, in maniera comoda per portare da solo avanti la trama.

Fd: Finalmente un po’ di figa zombie! Tralasciando il fatto che la concezione di spazio e di tempo è totalmente malleabile a seconda delle necessità degli sceneggiatori, l’arrivo dell’orda è una botta di vita per lo show o è semplicemente un’enorme cagata?

Fb: È chiaramente una mossa disperata giocata – completamente a caso – a metà della seconda metà di stagione nella speranza di acquisire credibilità agli occhi dello spettatore, ritrovatosi spesso a chiedersi se fosse possibile vedere degli zombie in questo telefilm sugli zombie (semicit.).

Vl: È il vincere facile dello show, il DNA di cui troppo spesso gli autori si dimenticano. L’arrivo dell’orda è una botta di vita estemporanea, totalmente sprecata in un dodicesimo episodio qualsiasi.

Fd: Tralasciando il modo in cui più o meno tutti sopravvivono all’arrivo degli zombie, quanto ci si può dire soddisfatti della resa scenica ed emotiva dell’episodio?

Fb: Come ho già detto l’esecuzione della sequenza è impeccabile, ansiogena e claustrofobica al punto giusto. Peccato che a lasciarci il gambino sia soltanto il povero Coop.

Vl: Abbastanza. Sempre però affidandosi all’usato sicuro. Niente che non sia stato già mostrato in The Walking Dead e, soprattutto, colpevolmente quasi mai utilizzato nello spin-off.

Fd: Abbiamo veramente sentito pronunciare il seguente scambio di battute “Nick’s already in the middle. Everyone does trust him.” “Got no want to lead.” “That’s why he should.”?

Fb: Non ricordo, probabilmente in quel momento stavo facendo altro.

Vl: Eh ma qui si fanno discorsi sulla leadership, sul comando, sull’obbedienza, sull’ordine, su famiglia, patria e onore ogni 2×3.

Fd: Jake è morto. E un po’ dispiace anche perchè pur essendo stereotipato e bidimensionale ci sono personaggi ben peggiori in giro. È stata una buona mossa farlo fuori? E altra domanda: considerando l’orda di zombie, è forse sintomo di un definitivo abbandono del ranch e dei suoi supporter character?Fb: È stata indubbiamente un’ottima mossa farlo morire in questo modo, per colpa di Troy (seppur indirettamente) a sottolineare ulteriormente il suo ruolo di “cancro del ranch”, e soprattutto facendo fallire il tentativo disperato di amputazione in stile Hershel, che altrimenti avrebbe fin troppo calcato le dinamiche già viste nell’opera madre. L’abbandono del ranch è sicuramente imminente, a meno che Nick e Troy non trovino un aereo e del napalm per sterminare l’orda di walkers radunata attorno alla dispensa, dunque l’unico ruolo possibile per un personaggio come Jake era proprio questo: risvegliarsi e morire per mano di suo fratello.

Vl: Indubbiamente ci sarà un cambio di scenario e, come già detto, è una cosa strana per uno show che gioca molto sui filler, tanto che si sarebbe potuto trascinare fino al season finale per presentare una situazione simile. Chissà se gli sceneggiatori non avranno fiumi di idee o forse hanno solo bisogno di ravvivare l’attenzione del pubblico.
Per quanto riguarda Jake, l’impressione è quella della potatura di rami secchi per creare nuove dinamiche. Obiettivamente la sua funzione scenica era sempre più trascurabile e si è riusciti comunque a creare l’effetto “morte eccellente” in un momento qualsiasi dello show. Ovvero una delle caratteristiche chiave dei primi periodi della serie madre.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Assenza di Madison e relativa mancanza di inutili discussioni con figli e comprimari vari ed eventuali
  • Finalmente compaiono degli zombie in un telefilm in cui gli zombie dovrebbero essere protagonisti
  • Troy: una pigna in culo che fa bene alla digestione
  • Solite situazioni su cui bisogna chiudere un occhio

 

A sorpresa, e con somma felicità, Fear The Walking Dead dà un colpo di reni e sforna la puntata migliore dei suoi tre anni di vita. Gente che muore a sorpresa, orde di zombie e la mancanza di Madison non possono che giustificare questo ” ben di Dio”.

 

La Serpiente 3×11 1.99 milioni – 0.7 rating
Brother’s Keeper 3×12 2.08 milioni – 0.8 rating

 

 

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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