Black Mirror 4×03 – CrocodileTEMPO DI LETTURA 5 min

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Ragionando sull’episodio, non si può far a meno di pensare ad uno dei capitoli più significativi del libro “La Coscienza di Zeno”, ossia quello in cui il protagonista cercava di guarire dalla sua dipendenza dal fumo. È nel constatare come ogni tentativo fallimentare di Zeno contribuisse a creare effetti controproducenti alla sua guarigione che si denota il volere di Svevo di utilizzare il personaggio come metafora per descrivere gli assurdi comportamenti degli esseri umani di fronte ai problemi, nonchè gli squallidi approcci degli stessi alle dinamiche della vita.
L’uomo infatti è da sempre alla ricerca della proverbiale “botte piena e moglie ubriaca”, pur sapendo che non è possibile. E nonostante ciò, nonostante ne sia consapevole, ancora sembra non volerlo comprendere e diventa per forza di cose una perpetua preda degli stessi errori, creando un circolo vizioso ed infinito di violenza e infelicità. Basti pensare che, in diversi studi del Diritto Psicologico – materia che studia il comportamento delle persone rapportato alle leggi – si è osservato come le persone tendano a rispettare la legge, non tanto per una spiccata comprensione del giusto e dello sbagliato, quanto più per paura di non riuscire ad affrontare le conseguenze in caso di sanzione prevista dalla legge infranta.
La chiave di comprensione di “Crocodile” sta tutta qui, nell’incoscienza di Zeno e di come, spesso e volentieri, la causa del proprio malessere sia proprio da ricercare nell’uomo stessi oltre che nella sua perseverante incapacità di prendere scelte difficili in favore di “ciò che è giusto”, cercando di allontanarsi da quel continuo e dannoso incedere dei suoi vizi. Mia Nolan, interpretata da una glaciale ma ottima Andrea Riseborough, rientra pienamente in questa descrizione, dato che tutto l’episodio la vede incessantemente dannarsi l’anima per coprire un omicidio con altri omicidi. Il risultato ultimo altro non può essere che il tragico annullamento di ogni forma d’innocenza, suo e degli altri.

“Demonio, sì, demonio! Se la terra potesse partorire fecondata da lacrime di femmina, ogni goccia sarebbe un coccodrillo!”
(Otello, di William Shakespeare)

Il taglio psicologico della puntata è anche supportato da una presenza minima (seppur significante) delle influenze futuristico/tecnologiche, la cui compartecipazione si limita solamente all’introduzione dello strumento che permette di recuperare immagini impresse nella memoria (che trovata geniale, non è assolutamente un riciclo), espediente narrativo che permette alla trama di mettere in moto gli eventi che contribuiscono alla distruzione emotiva di Mia. Ma anche qui l’influenza fantascientifica è pressoché nulla, in quanto gli elementi tecnologici servono solo per valorizzare il discorso di cui sopra. La tecnologia non è il male, in quanto insieme di oggetti inanimati e senza volontà, sono gli utilizzatori di questi oggetti a dare forma e allineamento agli stessi. Ulteriore prova di ciò arriva dal modus operandi di Mia nelle uccisioni, in quanto la protagonista uccide senza l’uso di mezzi appariscenti e chiassosi, ma solo con attrezzi di utilizzo casalingo, come un martello o un pezzo di legno. Il punto però non è la presunta caratterizzazione di oggetti privi di pensiero, quanto più di come l’uomo li utilizzi e plasmi la sua realtà in funzione di essi e non viceversa. Il risultato è che se ne converte l’uso per dare forma ad assurdi comportamenti e squallidi approcci degli stessi nelle dinamiche quotidiane.
Nonostante l’analisi molto corposa e approfondita, questo terzo episodio della quarta stagione di Black Mirror manca purtroppo di mordente. Sembra infatti strano dire una cosa del genere, vista l’introspezione fatta delle tematiche che si possono trarre dalla puntata, il problema è che la profondità di tematiche non sempre va di pari passo con il ritmo della puntata, tant’è che è possibile cogliere importanti ed attuali lezioni su diversi temi anche da episodi che scorrono in maniera contenuta e che non necessariamente devono toccare l’ora come durata. Se tutto ciò rientra nella normalità della serialità, non lo è per Black Mirror in quanto “Crocodile” rappresenta – per i presupposti e le possibilità della serie – un episodio fin troppo normale.
In questa 4×03 è assente tutta l’aggressività tipica del serial, oltre che l’amarezza e la fatalità dei contenuti. Che sì, alla fine – proprio come l’analisi qui sopra dimostra – arrivano allo spettatore. Però senza il traumatico impatto scenico delle puntate delle precedenti stagioni, sfornando una tematica che sensibilizza lo spettatore sul tema, ma non lo “bullizza” per la spietatezza delle sequenze come avevano saputo fare episodi come “Shut Up And Dance“.
Una piccola nota a margine va fatta e riguarda la protagonista, Andrea Riseborough, che alla lettura del primo script non era la protagonista in quanto il character principale doveva essere un uomo. Su suggerimento della stessa Brooker ha poi modificato la sceneggiatura al fine di dare ancora maggiore impatto alla storia visto che la Mia Nolan, alla fine, è solo una madre.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Andrea Riseborough
  • Tematica molto attuale sulla deficienza e crudeltà dell’animo umano
  • Ambientazione fredda e vuota (ciao Islanda) a richiamo dell’argomento trattato
  • Manca un po’ di cattiveria tipica di Black Mirror
  • Sensazione di già visto
  • Ritmo un po’ lento e 59 minuti potevano tranquillamente essere ridotti a 45

 

Se la locuzione latina memento mori vuol dire “ricordati che devi morire”, con “Crocodile” Black Mirror vuole trovare il suo modo per dire “ricordati che alla fine la pagherai comunque”. L’episodio si comporta generalmente bene e veicola con altrettanta bravura la tematica dell’estrema fallibilità dell’essere umano. E’ purtroppo l’esecuzione scenica che lascia abbastanza perplessi, in quanto Black Mirror confeziona una puntata priva del tipico cinismo della serie, rendendosi incapace di essere concettualmente traumatizzante come i suoi predecessori. Questa volta, dispiace dirlo, ma il serial non ha applicato le proprie qualità.

 

Arkangel 4×02 ND milioni – ND rating
Crocodile 4×03 ND milioni – ND rating

 

 

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Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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