Hap And Leonard 3×03 – T-Bone MamboTEMPO DI LETTURA 6 min

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Bacon: “Uncle Tom, bullshit. I didn’t go up and down Italy shooting Nazis, come back as an old man, and have somebody callin’ me names like Uncle Tom.
Leonard: “Well, I didn’t serve in Nam killing all them gooks so that you can come back and cook breakfast for the Klan, neither.
Bacon: “Why does it always have to be a fight in order to solve a problem? Son, I learned a long time ago you can solve more problems without pulling the trigger.

Nel 1852, l’autrice statunitense Harriet Beecher Stowe pubblicò “Uncle Tom’s Cabin”, un romanzo che vede come protagonista una famiglia di schiavi afroamericani, il cui capofamiglia è, come si evince dall’articolo, un uomo chiamato Uncle Tom. Nelle intenzioni dell’autrice, nota attivista e abolizionista, il personaggio di Tom sarebbe dovuto essere un esempio positivo, una fonte d’ispirazione, un uomo che farebbe di tutto per salvare la sua famiglia, seguendo sempre i precetti del cristianesimo (la Stowe proveniva da una nota famiglia molto religiosa, e anche in lei la fede giocava un ruolo importante); nel corso degli anni (e soprattutto a partire dagli anni ’60 e ’70, in pieno periodo di lotte per i diritti degli afroamericani), gruppi come il “Black Power Movement” iniziarono a criticare sempre di più l’opera e, in particolare, il suo protagonista, accusandolo di essere troppo servile ed accondiscendente con i suoi padroni e di essere, per questo, quasi peggio di loro. Questa nuova chiave di lettura ha ormai preso il sopravvento, ed è molto popolare all’interno della comunità afroamericana. Alla luce di tutto ciò, non stupisce che Leonard abbia deciso di usare questo epiteto per rivolgersi a Bacon, l’anziano signore che lavora alla caffetteria a Grovetown.
Sin dall’inizio, il personaggio interpretato da Michael Kenneth Williams si è distinto per essere un uomo risoluto, schietto e poco avvezzo alle sottigliezze e alle formalità; insomma, un uomo che non ha, e non ha mai avuto, problemi a usare le materie forti, quando necessario. Per questo, ai suoi occhi, la scelta di Bacon sembra vile e servile (e, quindi, da Zio Tom). Dai tempi della series première, andata in onda ormai più di due anni fa, sono però accadute molte cose, la maggior parte delle quali negative, e questa sua tempra così dura si è ammorbidita; per questo motivo, egli ha iniziato ad entrare nella mentalità del vecchio veterano di guerra, un uomo che è stato in Italia a combattere i nazifascisti e, una volta tornato in patria, aveva iniziato a subire discriminazioni dirette parenti, dal punto di vista ideologico, di tutto quello che aveva combattuto durante il secondo conflitto mondiale.
Tutto il filone dedicato a questi due personaggi è importante non solo perché mostra un modo di lottare assolutamente non violento, che si basa sul cercare di rendere una consuetudine il vivere tutti insieme (un’idea probabilmente ai limiti dell’utopismo, ma comunque assolutamente nobile), ma anche perché crea le basi per il confronto tra Leonard e la sua versione giovane e appena tornata dal Vietnam. In quel breve, ma significativo, dialogo si possono vedere tutti gli elementi cui si accennava in precedenza.

Truman: “Oh, God put the white man in charge for a reason. But I guess you wouldn’t know anything about that. You probably haven’t read your Bible in a while. You pretend you don’t know what I’m talking about, but watch the news. Niggers are everywhere. In sports, music, space… hell, even in Congress. Anywhere there’s a white man’s job to be had, you do-gooders want to give it to them.”
Hap: “You are an ugly man with ugly ideas and no amount of hiding behind that Bible of yours is gonna change that.”
Truman: “These people actually think they deserve to eat, sleep, shit, and shop where we do. Now, you believe that?”

Seppur sempre significativo, il minutaggio dedicato a Leonard, in questo episodio, è minoritario rispetto a quello dedicato ad Hap. Questa scelta era pressoché inevitabile: uno dei punti cardine di questa stagione, infatti, è rappresentato dall’analisi della città di Grovetown. Ovviamente, Leonard non potrebbe scoprire granché, dato che il razzismo insito nella stragrande maggioranza degli abitanti impedirebbe loro perfino di rivolgerli la parola; con Hap, invece, instaurano delle conversazioni, seppur intrise di disprezzo per il suo essere così hippy e dal cuore tenero. In “T-Bone Mambo”, il character di James Purefoy (sempre più convincente nella sua interpretazione) ha svolto un ruolo molto simile a quello di un sociologo. Egli, infatti, ha interloquito con praticamente tutti i personaggi influenti di Grovetown, ed è venuto a conoscenza di molte loro caratteristiche, similitudini e differenze. In generale, possiamo affermare che nella cittadina texana esistano tre categorie principali di persone: le persone apertamente razziste, come Truman Brown e i suoi scagnozzi, che parlano tranquillamente e senza alcun problema di suprematismo bianco; gli abitanti che sono razzisti che cercano, in un certo modo, di mostrarlo semplicemente con i loro comportamenti di tutti i giorni (ad esempio, guardando con disgusto Leonard, perché nero, e Hap, perché in compagnia di un nero), tra questi l’agente Reynolds; ci sono poi quelle persone che, in altri contesti, non avrebbero grandi problemi a comportarsi con tolleranza ma che, trovandosi a Grovetown, decidono di non fare nulla e girarsi dall’altra parte perché, probabilmente, non abbastanza antirazzisti da intraprendere una missione così complessa. In questo caso, il punto di riferimento non può che essere lo sceriffo.

Cantuck: “That gal from LaBorde, she’s an officer of the court. She don’t exist in a vacuum, you dimwit. Folks are gonna come looking for her. Folks already come lookin’ for her.
Truman: “What’s that got to do with me?
Cantuck: “You ain’t above the law, is what I’m saying.

Volendo fare un raffronto con la stagione passata, si possono notare considerevoli similitudini tra Cantuck e un altro sceriffo, Valentine Otis. In entrambi i casi, si tratta di personaggi presentatisi inizialmente come sgradevoli e arroganti, lasciando la convinzione, negli spettatori, così come in Hap e Leonard, che siano sicuramente coinvolti nei casi sui quali stanno investigando. La parabola di Otis la conosciamo tutti molto bene, e si può vedere come Cantuck la stia seguendo in modo abbastanza fedele: egli, infatti, non è sicuramente coinvolto nella sparizione di Florida, e sembra avere invisi Truman e i suoi scagnozzi. Questa volta, inoltre, non c’è alcun legame familiare tra lo sceriffo e i responsabili, quindi Cantuck ha meno problemi ad agire e ad indagare, mettendo a repentaglio la sua vita. Se nella scorsa stagione si scoprì troppo tardi la vera natura di Otis (che, sia chiaro, rimaneva comunque un personaggio assolutamente ambiguo e controverso, così come il suo collega), non è detto che il personaggio di Corbin Bernsen non possa dare una mano ai due, sempre sfortunati, protagonisti, soprattutto dopo il tentato omicidio che ha chiuso la puntata. 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tutto
  • Niente

 

Hap And Leonard è uno show di altissima qualità, e continua a mostrarlo ad ogni occasione. Di fronte a questa qualità, non si può che benedire nel modo più sentito possibile.

 

Ho-Ho Mambo 3×02 0.23 milioni – 0.02 rating
T-Bone Mambo 3×03 ND milioni – ND rating

 

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