Killing Eve 1×01 – Nice FaceTEMPO DI LETTURA 4 min

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A volte le serie promettenti e cariche di opportunità arrivano così, completamente per caso e senza nemmeno un eccessivo dispiego di effetti speciali e/o superpoteri. A volte basta una storia da raccontare, da presentare, una storia di cui far innamorare lo spettatore mano a mano che l’episodio procede, non concedendogli tempo e modo di alzare lo sguardo dallo schermo.
Killing Eve è una serie basata sui romanzi di Luke Jennings, la cui sceneggiatura (almeno dei primi due episodi) è stata affidata alla giovanissima, promettente e (continuiamo con gli assoluti) bravissima Phoebe Waller-Bridge.
La serie è veloce, non concedendo come si menzionava inizialmente, eccessivi tempi morti allo spettatore; la narrazione copre in maniera omogenea i due principali personaggi di scena (Eve e Villanelle); l’ambientazione ed i paesaggi vengono sfruttati nella maniera corretta sorvolando sulle lunghe sequenze paesaggistiche ma occupandosi solamente di quanto più strettamente correlato alla storia. Il sunto della trama è facilmente esponibile: un’agente dell’MI5 (ente britannico che si occupa della sicurezza e del controspionaggio) si ritrova a dover dare la caccia ad una pericolosa e spietata contract killer. Conciso e lapalissiano, senza eccessive zone d’ombra, almeno per ora. Considerata la psicopatia portata in scena, direttamente ed indirettamente da parte di entrambi i personaggi, c’è solo da attendere il momento in cui si giungerà al fatidico punto di rottura.
Senza guardare troppo in là e soffermandosi piuttosto su quanto portato in scena, la serie è da apprezzare per il connubio di umorismo tagliente e sagace unitamente ad un crime drama dalle tinte tendenti allo splatter. La violenza visiva non è ossessiva o fastidiosa, anzi, rende il personaggio di Villanelle sensuale pur nella sua stravagante psicopatia.
Si è fatta menzione dei personaggi in scena, quindi è corretto soffermarsi sulle attrici che li traspongono. Di Sandra Oh c’è ben poco da dire: la Cristina Yang di Grey’s Anatomy, una volta abbandonata l’infausta (ma conosciutissima) serie tv è riuscita ad approdare in una produzione che riesce a darle il giusto e meritato risalto, dandole modo di mettere in mostra tutte le sue capacità recitative ed il suo naturale talento. Killing Eve andrebbe apprezzata anche solo per questo semplice motivo.
Passando al lato della bad girl, la scelta è ricaduta su Jodie Comer (The White Princess): sorriso ammaliante ed eleganza a parte, Jodie è riuscita ad innestare nel personaggio di Villanelle una sensualità pericolosa che rende la giovane assassina magnetica in ogni singola apparizione della puntata.
Accantonato per un attimo il discorso relativo ai personaggi ed al cast, Killing Eve riesce a funzionare in maniera egregia attorno ad un punto focale per una serie tv: la storia. Di serie crime se ne sono viste e se ne vedranno a bizzeffe, ma la serie targata BBC America ha dalla sua una semplicità a dir poco esasperante, ma che al contempo riesce a rendersi accattivante di fronte agli occhi dello spettatore episodio dopo episodio. Eve si ritrova forzatamente costretta su di un caso verso il quale mostrerà ben presto attaccamento lavorativo e coinvolgimento emotivo, entrambi spunti forse non innovativi (anche The Following riusciva a catturare alcuni di questi elementi nella sua narrazione), ma come sempre sono le modalità di presentazione ad elevare Killing Eve a piccolo gioiello in un mare di mediocrità.
La narrazione, la gestione dei paesaggi, la recitazione ed i personaggi rappresentano solo sfiziosi ed appetitosi contorni di una portata già gustosa di suo. La serie tuttavia non è esente di piccole macchiette narrative, quali scelte di sceneggiatura a tratti dubbiose ed un uso forse spropositato di coincidenze che fa leggermente storcere il naso. Ma si sta davvero analizzando il così detto pelo nell’uovo, visto e considerato che si tratta di pecche superficiali, estemporanea ed avvenute in maniera sporadica all’interno dei quaranta minuti circa di puntata. Mancando quindi una continuità tra questi elementi, risulta davvero difficile inquadrarli come elementi negativi nel vero senso del termine.
Killing Eve non ha dalla sua né supereroi, né costruzioni narrative su più universi: la storia è semplice, forse addirittura banale e troppo lineare. Ma grazie a questa semplicità, la nuova serie con Sandra Oh riesce a magnetizzare l’attenzione. E’ quindi una serie che RecenSerie consiglia? Se ancora ve lo state chiedendo, non avete letto con attenzione la recensione. Correte a recuperarla, sciagurati.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La scena in cui il personaggio di Eve ci viene presentato
  • La scena in cui il personaggio di Villanelle ci viene presentato
  • Sandra Oh
  • Jodie Comer
  • Phoebe Waller-Bridge
  • Una storia che seppur semplice, riesce a convincere
  • Psicopatia dirette ed indiretta dei due personaggi principali
  • L’intera sequenza dell’ospedale
  • Piccoli dettagli sparsi in maniera disomogenea lungo l’intera puntata

 

Serie crime drama dal retrogusto di un vero e proprio noir. E poi c’è Sandra Oh, questa volta non incatenata ad una trama no sense come nell’ultimo periodo di Grey’s Anatomy. Volete davvero perdervi questa occasione?

 

Nice Face 1×01 0.42 milioni – 0.1 rating

 

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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