The Generi 1×05 – SupereroiTEMPO DI LETTURA 3 min

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A grandi difetti corrispondono grandi margini di miglioramento.”

Dopo aver affrontato alcuni degli scenari forse più conosciuti del panorama cinematografico, Capatonda in questa quinta puntata decide di approdare nel genere che oggi come oggi fa sbancare il botteghino e riempie in ogni caso la sala di ogni cinema esistente: il genere supereroistico.
Essendo diventati ormai parte del costrutto sociale moderno, nonché vera e propria moda, poco importa allo spettatore se il supereroe che andrà a vedere sarà effettivamente un primario importante nell’universo narrativo, oppure una pura e semplice mezza calzetta estratta dal cilindro Marvel/DC dagli sceneggiatori stessi, giusto per tirare su qualche altro soldo.
Maccio, quindi, mette da parte i superpoteri e prende in considerazione gli ipopoteri di un gruppo di “sfigati che fanno schifo al cazzo”: Gli Avanzers. Un nome che vale da sé qualsiasi tipo di presentazione.
La puntata segue, come già per le precedenti, gli stilemi narrativi del genere in questione.
Il prode Mimmo, il leader degli Avanzers, si mette alla ricerca proprio di quei casi umani orrendi che dovrebbero comporre il suo sfigatissimo gruppo.
Andando per ordine:
– il primo è Dan Maverick che ha l’abilità di diventare invisibile… ma solo al braccio destro;
– la seconda è Trisha Stevens, una donna con la capacità di mutare aspetto… ma solo in Sandro Di Biase, un pensionato di Cosenza (interpretato dall’immenso Giorgio Poveracci);
– l’ultimo componente ad unirsi è John Kirk che ha la capacità di teletrasportarsi… ma solo a Bitonto;
I nomi altisonanti ed in puro stile Marvel/DC cozzano notevolmente con quello del leader che invece ha un nome abbastanza ridicolo, ma che si staglia: Mimmo, l’uomo con la dote del volo… ma solo a 35 cm dal suolo (37 cm se c’è vento).

“Dai mi sembra una presa per il culo: questi sono dei casi umani orrendi. Dei poveracci.”

Considerata la sconclusionata pretora di casi umani che compone gli Avanzers verrebbe da chiedersi come potrebbero mai impensierire un vero villain (Mr, Male, “il classico cattivo”), ma d’altra parte siamo in un’opera capatondiana (ed i cliché narrativi del caso aiutano ulteriormente) ed ecco quindi che in maniera del tutto casuale Mimmo e Gli Avanzers riescono a portare salvezza e sicurezza sul pianeta Terra, fermando il piano del malvagio di turno.
Nell’episodio c’è ulteriore spazio per Herbert Ballerina, un membro non riconosciuto degli Avanzers che si rivelerà fondamentale: Herbert interpreta un supereroe celiaco (ha fatto dei test da un luminare), ma che può tranquillamente mangiare del glutine.
Come ogni precedente lavoro di Maccio (non i trailer in sé, quanto lungometraggi e serie tv) è udibile l’eco dell’accrescimento caratteriale del personaggio di Gianfelice: il loop dei generi in cui sembra essere finito rappresentano un espediente narrativo affinché il giornalista prenda in mano la propria vita e si butti come una catapulta nella vita vera, smettendo di essere (come gli si faceva notare nel primo episodio) un semplice spettatore di ciò che gli accadeva.
Al momento questo accrescimento non sembra essersi rivelato in maniera diretta, anche se silenziosamente qualcosa sembra essersi smosso: il riuscire a fare gruppo, ad essere un vero leader, rappresenta già un passo avanti per una persona abituata alla quotidiana solitudine come Gianfelice.
Non resta che proseguire la visione e stare accanto al suo personaggio, in attesa di scoprire quali altri generi verranno presi in considerazione da qui al finale, così da evidenziare ulteriormente i cambiamenti caratteriali proprio del personaggio interpretato da Maccio Capatonda.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • “Mimmo!”
  • Clichè narrativi, anche qui, ben presentati
  • Gli ipopoteri
  • Il villain della situazione
  • Herbert Ballerina
  • Entrata ed uscita da un genere all’altro
  • “Tutti e due!”
  • “Mimmo!”
  • Lasciateci gongolare

 

Quale potere è inutile?

 

Commedia Sexy 1×04 MIMMO milioni – 0.MIMMO rating
Supereroi 1×05 MIMMO milioni – 0.MIMMO rating

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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