Poldark 4×05 – Episode 5TEMPO DI LETTURA 6 min

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La quarta stagione di Poldark è ormai entrata nella sua seconda metà e già balza subito all’occhio un dato particolare: su cinque episodi, ben quattro hanno visto la dipartita di qualcuno. Roba che in confronto Game Of Thrones e Vikings sono serie piene di ottimismo. Nel quinto episodio a tirare le cuoia il viscido (ma a suo modo divertente) reverendo Osborne Whitworth, che si guadagna una meritata uscita di scena per mano del povero marito di Rowella, che una volta scoperto l’adulterio della moglie ha pensato bene di reagire e di trovare un uso più “creativo” per il candelabro. Tuttavia sarebbe vano aspettarsi che il passaggio da Morwenna da coniugata a vedova si traduca, almeno nell’immediato, in un lieto fine per lei e Drake: vuoi per la repentinità con cui si susseguono gli eventi, vuoi per la paura che la perfida suocera possa sfruttare qualsiasi elemento a disposizione per toglierle la custodia del figlio, alla vista dell’amato la Chynoweth non trova niente di meglio da fare che respingerlo, con sofferenza ma nel contempo con fermezza. Morwenna ne ha passate tante, troppe per potersi abbandonare immediatamente a una felicità che forse credeva di non poter più conquistare, soprattutto dopo essere tornata ad essere l’oggetto degli appetiti sessuali del marito. A tal proposito, è paradossale come Whitworth venga ucciso proprio nel momento in cui, avendo finalmente trovato modo di giacere nuovamente con la moglie, non abbia più bisogno dei “servigi” di Rowella; ma come si suol dire, “karma is a bitch” e a volte ha un suo macabro senso dell’umorismo.
Per Drake, invece, la felicità è qualcosa che va sempre e comunque cercata, se non addirittura colta sul momento anche a costo di compiere una pazzia che può avere conseguenze devastanti. La sua decisione di sposare Rosina, seppur per lei non provi un vero sentimento passionale, deriva proprio dalla volontà di andare avanti lasciandosi alle spalle l’irraggiungibile amore della propria vita, ma non appena Morwenna è liberata dall’oppressione del matrimonio col reverendo non ci pensa due volte a mandare all’aria le nozze programmate e correre dalla vedova, ottenendo purtroppo la delusione di cui si parlava sopra. Al danno, poi, si aggiunge la beffa, ossia la distruzione della casa/bottega da parte dei parenti irati di Rosina, che si sono giustamente sentiti presi in giro dal suo ripensamento e hanno agito come ritenevano più opportuno. Aggiungiamoci anche che George Warleggan sospetta che dietro la morte di Osborne ci sia proprio Drake e si può senza alcun dubbio incoronare il più giovane dei Carne come personaggio più sfortunato di tutta la serie, almeno fino a questo punto.
Altro elemento paradossale, giusto per rimanere in tema delle stranezze del destino, è che a dare a Drake la notizia della morte del reverendo è proprio Demelza, la persona che fino a quel momento aveva intrigato per scacciare dalla sua mente il pensiero di Morwenna spingendolo tra le braccia di Rosina. L’atteggiamento della rossa potrà sembrare contraddittorio dopo essersi tanto prodigata a fargli voltare pagina, qualcuno potrà dire che le sarebbe bastato dare la notizia al fratello dopo le nozze, ma non bisogna dimenticare che la signora Poldark ha sperimentato sulla propria pelle ben due volte cosa significare essere sposati e amare, o quantomeno essere infatuati, di un’altra persona: evidentemente ha voluto evitare a Drake di ritrovarsi in una situazione simile, oltre a risparmiargli gli immancabili rimpianti per non aver aspettato Morwenna ancora un po’.
Passando a Ross, finalmente si decide di concedere maggior spazio alla sua vita da deputato in Parlamento, impegnato a battersi per i poveri e a cogliere finalmente un primo successo, sebbene limitato alla propria piccola circoscrizione cornica, grazie al provvidenziale e sorprendente aiuto di lord Falmouth. Sia chiaro, il visconte non fa nulla per nulla e a sua volta Ross dovrà appoggiare il suo progetto personale, ma vederlo per una volta impegnarsi ad aiutare i più sfortunati è un gran passo in avanti, oltre che un altro amaro boccone da ingoiare per George Warleggan. Nello stesso tempo, l’onorevole Poldark non dimentica di occuparsi di parenti e amici, anche se ad essere degno di nota, più che l’incontro con Geoffrey Charles che mostra di aver ereditato un po’ di vizietti del padre non proprio encomiabili, è il confronto con Caroline, a cui il nostro eroe dispensa buoni consigli su come affrontare la morte di Sarah in una scena assai toccante. Ross più di tutti può capire come si sente Caroline perché come lei ha tenuto tra le braccia la figlioletta morente, ne ha contemplato impotente gli ultimi istanti di vita; ma è anche riuscito ad andare avanti, non ricacciando dentro di sé le lacrime ma dando sfogo al proprio dolore, non seppellendo in fondo alla memoria Julia ma mantenendola sempre viva nel proprio cuore, non fuggendo a miglia e miglia di distanza da Demelza ma rimanendole accanto. Tutte cose che Caroline non ha fatto, preferendo una reazione certamente più aristocratica e contenuta, più dignitosa, ma anche priva di una via d’uscita, fuggendo dalla terra legata a ricordi così dolorosi e dall’uomo che pure ama, tuffandosi nel lusso e nella movida londinese nella vana speranza di dimenticare. Ben altro è stato il comportamento di Dwight, rimasto al proprio posto, a combattere giorno dopo giorno la morte (e a perdere spesso e volentieri, purtroppo) e a cercare conforto nell’amicizia di Demelza, che meglio di chiunque altro può capire come si sente. Due modi di reagire al dolore molto diversi, indubbiamente, ma destinati entrambi a non bastare, perché ora più che mai a Dwight e a Caroline serve essere uniti, non frapporre miglia e miglia di distanza.
Tra matrimoni in precario equilibrio, unioni contrastate e relazioni sfortunate, l’unica che sembra potersi godere la serenità della vita coniugale è Elizabeth; anzi, grazie alla sua naturale dose di paraculaggine savoir-faire, la signora Warleggan può tenere il piede in due staffe, continuando a mantenere un buon rapporto con Ross alle spalle del marito e tenendo a bada quest’ultimo, compiacendolo e sostenendone le posizioni politiche. Del resto non si può fare una colpa alla Chynoweth se non mostra, conversando con George, la stessa premura di Ross per i poveri: è una donna del suo tempo e della sua classe, troppo altolocata e avulsa da una realtà popolana fatta di miserie e stenti per capire che non sono i poveri a non voler lavorare, ma il lavoro e il cibo a mancare. Di certo non è una donna completamente insensibile, come dimostra la sua reazione alla rivelazione della cugina Morwenna sugli abusi matrimoniali che ha dovuto subire per tutti quegli anni, da cui traspaiono non solo costernazione e dispiacere ma anche l’inevitabile senso di colpa, visto il ruolo avuto nel combinare e mandare in porto quell’unione; e ancora meglio si comporta quando riesce a porre un freno alla volontà di George di punire Drake, risparmiando al povero giovanotto l’ennesimo grattacapo… per il momento, solo per il momento, perché se c’è una cosa che Poldark ci ha insegnato in questi quattro anni è che se George ha tra le mani gli strumenti per farla pagare a qualcuno, prima o poi li userà, e a quel punto, come diceva Lino Banfi, saranno “volatili per diabetici”.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Finalmente Osborne tira le cuoia…
  • Maggiore attenzione alla vita di Ross a Londra
  • Il confronto Ross-Caroline
  • Il comportamento di Elizabeth, per una volta almeno
  • … ma in fondo ci mancherà
  • Mai una gioia per il povero Drake

 

Cinque episodi, quattro morti importanti, innumerevoli sfighe, matrimoni apparentemente solidissimi sull’orlo del precipizio: finora la quarta stagione di Poldark non si è fatta mancare niente, e probabilmente andando avanti le cose potranno solo peggiorare, anche se una lucina alla fine del tunnel prima o poi dovrà spuntare.

 

Episode 4 4×04 ND milioni – ND rating
Episode 5 4×05 ND milioni – ND rating

 

 

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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