Mr. Inbetween 1×01 – 1×02 – Pee Pee Guy – Unicorns Know Everybody’s NameTEMPO DI LETTURA 4 min

in Mr. Inbetween/Recensioni by
Prendete Happy!, prodotto uscito a cavallo tra 2017 e 2018, svuotatelo della componentistica poliziesca, di parte della violenza scenica e di quella irriverente comicità che lo ha reso un piccolo e pregiato gioiello seriale che RecenSerie non ha potuto non apprezzare. Cosa rimane? Un personaggio principale con grossi problemi legati alla violenza che cerca di portare avanti una complicata situazione famigliare.
Grosso modo le premesse sono simili tra Happy! e Mr. Inbetween tuttavia il minutaggio a disposizione ed un pilot molto meno coinvolgente sono elementi che sembrano voler sottolineare proprio questa distanza qualitativa. Il tutto a discapito del prodotto di casa FX.
La serie richiama in causa il personaggio di Ray Shoesmith, già apparso nel film The Magician (2005) da cui la serie trae ispirazione. Il personaggio in entrambi i prodotti viene interpretato, infatti, da Scott Ryan. La storia appare fin da subito abbastanza scarna e non eccessivamente coinvolgente: l’eclettico Ray da solo non riesce a reggere sulle proprie spalle il peso dello show ed infatti la mancanza di un vero partner in scena è facilmente percepibile. Ciò che rende il tutto meno opprimente e soprattutto meno pesante la visione è sicuramente la durata degli episodi: circa venticinque minuti ad episodio rappresentano la giusta via di mezzo per un prodotto che non riesce a convincere né come drama, né come dark comedy.
Posto in essere quanto sopra esposto si potrebbe pensare che la valutazione generale di Mr. Inbetween, relativamente ai due episodi mandati in onda, sia generalmente negativa.
Dedurre ciò sarebbe tuttavia un grossolano errore.
Nonostante come detto sopra la storia non convinca totalmente, ci sono tre elementi narrativi che andranno tenuti ben presente in quanto potrebbero comportare una incredibile evoluzione del personaggio di Ray, unitamente al decollo della serie.
Il primo elemento è rappresentato dal violento attacco a seguito del quale l’amico di Ray si ritrova in coma in conclusione della seconda puntata: la sete di vendetta e l’attuazione della stessa potrebbero comportare dei grossi problemi nell’immediato futuro. Ma non è l’unico elemento a poter complicare la vita di Ray.
Aver conosciuto Ally e la conseguente infatuazione potrebbero risultare non soltanto un problema, ma anche un possibile punto debole che personaggi esterni potrebbero arrivare a sfruttare per mettere fuori gioco Ray. Al momento il rapporto tra i due è ancora in fase embrionale, giustamente visto che un’accelerazione eccessiva anche da questo punto di vista avrebbe fatto storcere non poco il naso.
Dopo essere stato colpito in campo sentimentale (amicizia e amore), Ray viene duramente colpito anche dal punto di vista psicologico. Nonostante appaia freddo, distaccato e difficilmente “debole” dal punto di vista umano, aver ucciso un uomo innocente sembra averlo scosso nel profondo.
Cosa rimane, quindi, dopo la visione di questi due episodi di Mr Inbetween? Al momento, poco. Poco perché la storia fatica a decollare e dopo due episodi non ha preso una chiara e ben definita strada da far percorrere allo spettatore durante la visione. Poco anche per il basso coinvolgimento nella quasi ora di visione.
Tuttavia la serie potrebbe non avere lo scopo di voler a tutti i costi narrare di un qualcosa nello specifico, quanto piuttosto quella di portare in scena un articolato e ben colorato affresco della complicata vita di Ray, una persona irascibile e violenta che tuttavia nasconde (a fasi alterne) un cuore dolce e gentile.
Le prossime puntate potrebbero meglio definire a cosa esattamente la serie punti e vanno chiaramente ben tenuti in considerazione i tre elementi narrativi descritti poco sopra (infatuazione, coma dell’amico e morte dell’innocente) che potrebbero comportare dei grossi cambiamenti sia nell’immediato futuro, sia nel modo di vivere e di comportarsi dello stesso Ray.
Menzione speciale, ma anche qui funziona a fasi alterne, per quanto riguarda la comicità ed il lato dark comedy: eccessivamente circoscritte e saltuarie le scene dedicate al lato comedy, così sporadiche da perdersi durante la visione non riuscendo a risaltare quando in realtà (mancando il vero elemento drama) se ne sentirebbe davvero il bisogno.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ray
  • Infatuazione, coma dell’amico e morte dell’innocente
  • Puntate brevi e che non risultano per nulla noiose o pesanti durante la visione
  • Mancanza di elemento drama
  • Elemento dark comedy eccessivamente sporadico
  • Tediosità
  • Una serie che non sa esattamente dove andare a parare

 

In conclusione, Mr. Inbetween è una serie da vedere oppure no? Dopo due episodi la domanda non riesce ancora a trovare risposta in quanto le premesse per poter funzionare validamente ci sarebbero (e Happy! potrebbe essere una grande fonte di ispirazione), tuttavia si temporeggia in maniera tediosa senza far capire esattamente cosa si vuole raccontare.

 

Pee Pee Guy 1×01 ND milioni – ND rating
Unicorns Know Everybody’s Name 1×02 ND milioni – ND rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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