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Fleabag 2×03 – Episode 3TEMPO DI LETTURA 5 min

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“Where did… Where did you just go?”

Immersa in una vasca da bagno mentre legge la Bibbia, lancia uno sguardo stupito agli spettatori: così Fleabag accoglie il pubblico in questo terzo episodio, ormai a metà della stagione. A dispetto di quello che si potrebbe pensare da un’introduzione del genere, il rapporto tra la protagonista e il prete non è il focus principale, anzi, ampio spazio viene dato agli altri personaggi, le cui confessioni fanno breccia nell’animo della protagonista.
Nella prima parte, viene mostrata una classica situazione alla Fleabag. Questa si ritrova nel ruolo di addetta al catering ad una cerimonia di premiazione nell’edificio in cui lavora Claire. Il rapporto tra le due sorelle sembra essersi disteso (con tutte le virgolette del caso, considerando che tipe sono entrambe) dopo la pausa di distacco e la disastrosa cena di famiglia del primo episodio. Ciononostante, Claire la conosce fin troppo bene per potersi fidare ciecamente, infatti non fa altro che starle col fiato sul collo e ammonirla di “non essere se stessa”. Fleabag, dal canto suo, sembra voler esaudire l’insistente desiderio di Claire ma non solo non riesce a controllare le battute e l’atteggiamento irriverente davanti ai colleghi della sorella, ma, neanche il tempo di dare inizio all’evento, che subito ne combina una delle sue e cerca di risolvere il problema alla bell’e meglio, ottenendo scarsi risultati e lo sfogo di Claire. I tentativi di Fleabag di dimostrare, agli altri e soprattutto a se stessa, di essere diventata una persona che ha ripudiato gli eccessi autodistruttivi falliscono miseramente. Per di più, pecca anche di presunzione: per tutto il tempo non fa altro che sottolineare con assoluta sicurezza i pensieri e sentimenti nascosti dietro i gesti e le parole della sorella, ma, proprio quando si aspetta di vederla esplodere, Claire confessa di invidiarla. Ai suoi occhi Fleabag appare come quella interessante, divertente, che la sfanga sempre e, al contempo, le rinfaccia non solo di non essere sua amica, ma anche di non averne nessuno. Quello che doveva essere un momento di riscatto per dare a Claire la prova di poter cambiare, alla fine le si ritorce contro, facendo scontrare Fleabag proprio contro quell’immagine che sta cercando in tutti i modi di staccarsi di dosso.
Se già il personaggio di Claire ha avuto modo di lasciarsi andare e mostrare le sue debolezze, nella seconda parte è il turno rispettivamente di Belinda e del prete di potersi esprimere. Dietro l’apparenza di una donna di grande successo nel mondo degli affari, in una conversazione che avviene in un posto e con qualcuno lontano da quel mondo, Belinda si rivela una persona che ha dovuto soffrire molto per raggiungere la sua posizione, soprattutto a causa del suo essere donna. Un essere, nella sua visione delle cose, destinato ontologicamente al dolore, già solo per via del funzionamento del suo corpo; un essere che può uscire da questo sentiero di patimento solo con la menopausa, quasi un dono venuto dal cielo, facendola passare dall’essere una semplice sforna-bambini ad una persona come tutte le altre, priva però di quell’attrattiva e di quell’entusiasmo di quando era più giovane. Fleabag pende dalle sue labbra, affascinata e attratta irresistibilmente, ma Belinda è una persona che ha imparato molto dalle sue esperienze e, pur dimostrando una certa rassegnazione verso il suo destino, prima di andarsene consiglia a Fleabag, delusa dal resto del genere umano, di non perdere altro tempo e di rituffarsi in mezzo alle persone, le uniche cose che l’essere umano è in grado di possedere davvero.
Verso la fine della puntata, abbandonata dalla sorella e tra le mani solo il consiglio di Belinda, Fleabag ritorna dalla più prevedibile delle persone: il prete. Pur essendo notte fonda e visibilmente assonnato, il prete la accoglie volentieri e cominciano a conversare. Dimostra un’apprezzabile apertura mentale nei confronti della scettica Fleabag e anzi è contento di parlare con una persona che mette continuamente in dubbio la sua religione. D’altronde, la fede non è una verità assoluta da accettare pedissequamente, ma un percorso frastagliato, che ha bisogno di dubbi e scontri per essere accolta pienamente e con convinzione dal fedele. Fleabag non smette di provare dei sentimenti per lui, al punto che il prete si rende ben conto di cosa sta avvenendo e ferma tutto, affermando che non potrà esserci nulla tra loro due. Lei però è più che sicura che al massimo resisterà una settimana ed è qui che avviene qualcosa di totalmente inaspettato: per la prima volta in tutta la serie, un personaggio si accorge – seppur non del tutto chiaramente – della rottura della quarta parete attuata da Fleabag. Se già nel finale della prima stagione era stata destabilizzata dal ricordo del tradimento di Boo, qui ancor più vacilla quella comfort zone fatta di sarcastico distacco che ha protetto la protagonista dal resto del mondo. Ora c’è solo da scoprire se queste crepe, che sembrano allargarsi sempre di più, saranno per Fleabag una via di salvezza da se stessa o il preludio ad un dolore ancora più grande della morte della sua migliore amica.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Focus sugli altri personaggi
  • Esilarante disastro alla Fleabag
  • Importanti temi sociali (donne, religione)
  • Crisi della rottura della quarta parete
  • Niente da registrare

 

Tra consueti disastri, personaggi che si confessano e una protagonista che deve fare i conti con se stessa, Fleabag non smette assolutamente di divertire e di stupire.

 

Fleabag 2×02 ND milioni – ND rating
Fleabag 2×03 ND milioni – ND rating

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Di origini burine campagnole, mi sono trasferito a Pisa per darmi un tono studiando Lettere (qualcuno dice pure Lingue, ma secondo me è una menzogna). Non una delle mie più grandi genialate, certo, ma se c'è qualcosa che ho imparato dalle ore e ore di studio, quello è guardare serie TV fino a notte tarda. P.S.: trovo le volpi davvero adorabili!

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“Amen.” Dopo una delle puntate migliori dell’intera serie, magistralmente scritta, diretta ed
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