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Grey’s Anatomy 15×24 – Drawn To The BloodTEMPO DI LETTURA 4 min

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Greys-Anatomy-15x24“If we don’t find some lightness and humor in this darkness we face every day, no one would stay in this job.” (Recensori di RecenSerie prima di apprestarsi alla stesura di un articolo riguardante Grey’s Anatomy.)

Quella riportata poco sopra è una delle frasi che più rappresenta il doversi approcciare, di settimana in settimana, alla fase di recensione di un episodio di Grey’s Anatomy. Abituati come siamo stati a vivere una fase calante molto accentuata, e consci di ciò che ha rappresentato in passato questa serie tv, risulta a volte fastidioso dover appuntare di come determinati episodi vadano a ledere un’eredità seriale di tutto rispetto in quanto a puro intrattenimento.
Perché, sì, sicuramente Grey’s Anatomy non potrà vantare una sceneggiatura alla The Leftovers o un appeal di pubblico pari a Game Of Thrones o Breaking Bad. Ma a suo modo, come già detto nelle recensioni passate, rappresenta una porzione della storia della serialità così come la conosciamo oggi.
I numerosi episodi più che sufficienti di questa stagione avevano fatto ben sperare soprattutto perché a livello di qualità generale questa quindicesima stagione ha rappresentato una ventata d’aria fresca rispetto ad annate ben più negative e disastrate.
Come di consueto, tuttavia, con il sopraggiungere del finale di stagione ecco che alla finestra di Grey’s Anatomy iniziano ad affacciarsi le peggiori sciagure che mente umana possa concepire. Il sadismo, il sangue ed il desiderio di morte iniziano a serpeggiare non solo per le corsie dell’ospedale ma anche per le vie della città, per i sentieri di montagna, ovunque. Insomma, nessun medico del Grey-Sloan può ritenersi al sicuro. Mai. Il pubblico questo particolare lo ha ormai interiorizzato da anni e difficilmente potrà mai stupirsi di dove gli sceneggiatori decidano di elevare la storia pur di rendere angosciante e drammatico questo finale.
La puntata può essenzialmente essere definita attorno a tre filoni narrativi che rappresenteranno nel prossimo episodio le quattro diverse location di altrettante sventure: l’improvvisa riunione in ospedale a cui sta prendendo parte Miranda; la corsa contro il tempo per il prezioso sangue della donna che sta scortando Owen; Jackson e Maggie sperduti in montagna; Alex e Meredith bloccati all’interno della camera iperbarica.
Ovviamente attorno a questi nuclei narrativi ruotano tutte le altre variabili del caso: Amelia e Link alle prese con una presunta crisi di coppia (se così si può definire); Teddy che decide di partorire nel momento migliore di sempre (climaticamente parlando); Jo e la sua personale fase di crisi.
A rendere tutto molto surreale non è la dose di sciagura che aleggia ormai nell’aria visto e considerato che essendo un finale di stagione di Grey’s Anatomy ormai appare quasi doveroso dare per scontato un esito violento. No, a rendere tutto troppo finto è la sciagura vera e propria: nebbia e pioggia.
Grey’s Anatomy ha affrontato uragani, incendi, bombe, terremoti. Di tutto. Ma pioggia e nebbia? Abbastanza discutibile. Soprattutto perché le prime scene della nebbia assassina (intraviste dall’auto in cui si trova Owen) sono veramente orribili in termini di CGI: una bruttissima copia di The Mist, lo si può già dire tranquillamente.
Tralasciando l’elemento climatico portatore di distruzioni a Seattle, ancora più surreale risultano tutti i dialoghi e le scene che vedono protagonisti Jackson e Maggie. Primario di cardiologia di un rinomato ospedale che decide di prendersi una vacanza il giorno in cui sarebbe dovuta avvenire una delicata operazione, lasciando così il controllo del reparto ad una donna incinta e praticamente a termine. Geniale. E, soprattutto, molto logico.
O conveniente, dipende dai punti di vista probabilmente.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La dislocazione della storia in più posti potrebbe fruttare maggiore fortuna: non avere tutti i personaggi concentrati in un unico luogo potrebbe essere un bene
  • Sviluppo legale che coinvolge Meredith e Andrew
  • Owen potrebbe finalmente trovare pace?
  • Il ritorno in scena di Jo
  • Situazioni al limite dell’assurdo e poco plausibili
  • Una storia surreale
  • Jackson e Maggie
  • La gara a chi ha avuto più sfortune nella vita tra Jo e Meredith: ridicolo
  • La nebbia: ma che cafonata è?

 

Un episodio al termine di questa quindicesima stagione per una serie che continua a macinare ascolti, episodi, traguardi e rinnovi. I personaggi cambiano e variano, ma l’amore per il sadico dramma finale continua a rimanere parte integrante (se non addirittura fondamentale) di ciò che Grey’s Anatomy rappresenta per il proprio pubblico.

 

What I Did for Love 15×23 6.96 milioni – 1.4 rating
Drawn To The Blood 15×24 6.37 milioni – 1.4 rating

 

Sponsered by We Love Alex Karev

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

1 Comment

  1. Ma soprattutto… porti una donatrice in ospedale con un’automobile, in autostrada, e non con un’ambulanza a sirene spiegate vista l’emergenza. Davvero credibile.

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