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Catherine The Great 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

in Catherine the Great/Recensioni by
Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst, meglio nota come Caterina II di Russia, è sicuramente una delle figure più note e affascinanti della storia moderna russa. Principessa tedesca data in sposa all’erede al trono dei Romanov, non si fece tanti problemi a detronizzarlo nel 1762 e a governare come autocrate di un impero che si estendeva dal Mar Nero all’Alaska, rivelandosi sovrana assennata e illuminata, amica di filosofi come il francese Voltaire e votata alla modernizzazione di un impero che, ancora nel Settecento, era per molti versi fermo al Medioevo. Una sovrana non priva di ombre, sia chiaro, dal modo suddetto con cui prese il potere all’applicazione non sempre fedele dei principi illuministici che predicava, ma che forse proprio per questo non poteva non ispirare una serie televisiva.
In verità, questa miniserie nata dalla collaborazione tra Sky Atlantic e HBO non è la prima produzione televisiva dedicata alla zarina, ma se non può rivendicare un primato cronologico può di certo vantare il coinvolgimento di un’attrice che non ha bisogno di presentazioni: Helen Mirren. Una che nei panni delle regine è a suo agio, visto che ha interpretato in passato la regina Carlotta ne La Pazzia Di Re Giorgio, Elisabetta I nella miniserie Elizabeth ed Elisabetta II in The Queen.
Non si può non partire nella valutazione dicendo subito che la Mirren domina completamente la scena. Vuoi perché tutta la miniserie (o almeno il primo episodio) è scritta in funzione del personaggio di Caterina II, vuoi perché si sta parlando di una grande attrice dal carisma innegabile. Non che il resto del cast sia da buttare: Rory Kinnear, Kevin McNally, Jason Clarke, Gina McKee non sono certo grandi nomi paragonabili all’interprete della protagonista, ma si sono fatti valere sulla scena televisiva e cinematografica di questi anni e sanno cosa vuol dire recitare (Gunpowder, Knightfall, prendete esempio!). L’unico appunto che si potrebbe muovere è lo stesso fatto a suo tempo a Chernobyl: un cast totalmente british per una serie ambientata in Russia, con personaggi russi, ammazza almeno in parte l’immersione dello spettatore nella storia. Ma è una quisquilia, davvero. Di certo è una cosa da poco rispetto a quello che è il vero difetto di Catherine the Great: la freddezza.

Caterina: “Do you know what I hold in my hand? Absolute power. Do you have any understanding of what that means?”
Grigorij Orlov: “Well… It can mean nothing at all. May I remind Your Majesty that when we put you on the throne…”

Caterina“Now you mind you language very carefully, Grigorij. Remember who I am now.”

Ci sono serie storiche che, magari sacrificando parte della fedeltà agli eventi reali o faticando un po’ a trovare il giusto equilibrio tra esigenze drammatiche e rispetto della storia, riescono a entrare nell’anima e a non lasciarla più: Black Sails, Spartacus, Vikings (almeno le prime stagioni). Catherine the Great è su un livello diverso, è uno di quei prodotti tipicamente europei che puntano tutto sull’esteriorità, sulle scenografie e sugli ambienti interni riccamente ricreati, sulla sapiente regia, sull’interpretazione di attori di alto livello, ma non riescono a far affezionare alla storia e ai personaggi. Certo, qualcuno potrà dire che questa è una miniserie e che in quattro puntate non si possono chiedere miracoli, ma provate a vedere la miniserie su John Adams, sempre della HBO, e dite se il terzo presidente degli USA interpretato da Paul Giamatti non è riuscito anche solo un pochino a coinvolgervi emotivamente. Qui invece abbiamo una zarina di ghiaccio, con drammi e problemi che lasciano indifferenti perché appena abbozzati, sbrigativamente risolti.
La questione dell’erede prigioniero a mo’ di maschera di ferro di dumasiana memoria e la sua conseguente messa a morte, che potevano essere ottimi spunti per approfondire la psicologia dell’imperatrice, per scavare dietro la maschera di fredda autocrate, sono liquidati come se nulla fosse, non c’è pathos. Qualche riga di dialogo, pur splendidamente recitata, non basta a creare un dramma. E lo stesso discorso si potrebbe fare per tutti gli altri personaggi: fornicano, hanno relazioni, complottano, dialogano, ma alla fine di loro ci resta poco e niente impresso.
A tratti sembra di essere in un bel videoclip in cui gli autori vogliono farci vedere quanto sono bravi a ricostruire la Russia della seconda metà del Settecento, i costumi, le acconciature, i palazzi, le stanze, le uniformi, ma solo questo. Mancano i caratteri. Ed è un vero peccato.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Helen Mirren domina la scena (e chi si aspettava il contrario?)
  • Cast solido e assai convincente…
  • Splendida confezione…
  • … anche se il fatto che sia totalmente british ammazza parte dell’immersione nella storia
  • … ma per il contenuto ci si poteva aspettare di meglio

 

Può sembrare ingiusto assegnare un Save a una miniserie che esteticamente e recitativamente fa invidia a produzioni ben più blasonate, e forse è così: ma se ci si approccia a una serie televisiva storica lo si fa alla ricerca di una trama, di personaggi vivi e vibranti, di dramma, e Catherine the Great offre invece una splendida confezione per ora un po’ troppo vuota, quasi un documentario senz’anima. Magari più avanti migliorerà, magari arriverà galoppando Pugachev coi suoi cosacchi ad aggiungere pepe, ma per ora sembra di vedere un videoclip settecentesco girato a San Pietroburgo, con qualche evitabile scena di sesso in mezzo, e nulla di più.

 

Episode 1 1×01 ND milioni – ND rating

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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