);

Mr. Robot 4×06 – 406 Not AcceptableTEMPO DI LETTURA 6 min

in Mr. Robot/Recensioni by
Mr-Robot-4x06“I hacked you.”

E’ arrivato il momento della crescita, del cambiamento. Non c’è più spazio per l’isolamento sentimentale; nemmeno l’altruismo o la forte connessione (da poco palesatasi) possono rappresentare elementi di distrazione dall’obiettivo principale: l’eliminazione del Deus Group e la conseguente e definitiva eliminazione della Dark Army. Per Elliot è arrivato quindi, come detto, il momento di svestire i panni dell’innocente hacker di quartiere per vestire i panni, raramente indossati con tanta cattiveria, del capo della FSociety. L’inattaccabile bellezza dello scorso episodio, oltre a sottolineare (come se fosse necessario) l’altissima qualità del prodotto di Esmail, ha mostrato come il piano ideato da Darlene ed Elliot sia riuscito alla perfezione. Qualche piccola sbavatura ed un pericoloso inseguimento sul finale di puntata (in cui Elliot ha messo in mostra le proprie capacità di parkour), ma niente di eccessivamente compromettente dal momento che ora non resta altro che reperire l’accesso ai vari dati bancari dei membri del Deus Group con un vero e proprio inside job di repertorio: sfruttando l’aggancio (Olivia), Elliot è deciso a reperire questi accessi. Un piano che se fosse stato portato avanti anche solo nella passata stagione avrebbe avuto dalla sua una costruzione ben diversa: Elliot avrebbe cercato di spiegare i propri intenti alla ragazza da poco conosciuta ma di cui è invaghito (forse perché con il suo modo di fare insicuro ricorda Angela), tentando di portarla “dalla propria parte”. Il rischio sarebbe stato davvero alto però, dal momento che si rischiava di bruciare l’intera operazione per questa decisione che poteva avere sia esito positivo che negativo.

 

“What I’m about to tell you is gonna sound. A little crazy. It’s about your clients. At Cyprus National Bank. A bank that primarily does business with the Deus Group. They’re a criminal enterprise that uses their power and wealth to run the world without anyone knowing it. Tiananmen Square, civil war in the Congo, both Iraq wars, the paramilitary massacre in El Salado. The cyber bombings. That’s not even their top five.”

 

Ma questo era il vecchio Elliot. Quello nuovo, carico di esasperazione, è deciso a portare a termine la propria missione, disposto a tutto e consapevole di non avere nulla da perdere (forse la sorella, ma il rapporto con Darlene è controverso). Un mix che si traduce in un piano brutale, violento (dal punto di vista psicologico) e meschino a tutti gli effetti: facendo leva sull’affido del figlio e sul suo passato da drogata, Elliot riesce a tirare i fili di Olivia come un abile burattinaio, ottenendo ciò di cui necessitava. L’aver sfruttato la dipendenza, piaga di cui lo stesso Elliot è stato vittima e per la quale ha notevolmente sofferto in passato, rappresenta forse il passo definitivo oltre quella linea di demarcazione, quel punto di non ritorno, di cui lo stesso Mr Robot inizia a temere.
La meschinità del piano non si ferma nemmeno dopo il tentativo di Olivia di suicidarsi, tagliandosi le vene: Elliot le tampona le ferite, la medica e poi le ricorda il proprio compito, impassibile. Difficile, in questa sequenza, distinguere Whiterose ed Elliot: due personaggi accomunati dal proprio personale desiderio di rivalsa sulla società e per questo disposti a tutto pur di vederlo realizzato.
E’ vero, inizialmente Elliot sembra intenzionato a condividere il proprio piano con Olivia, esponendoglielo passo per passo in cerca di approvazione. Ma è apparenza: Elliot, in cuor suo, già sapeva la piega che avrebbe preso quella conversazione (il caffè era già stato drogato) quindi si trattava di un puro e semplice tentativo in cui lui stesso nemmeno credeva.
Elliot cerca di giustificare la propria brutale decisione di mettere all’angolo Olivia: la ragazza è colpevole di omertà, di essersi girata dalla parte opposta pur sapendo dei traffici illeciti dei propri clienti, di aver taciuto nonostante sapesse la provenienza del denaro. Ma sono giustificazioni forzate, poco credibili, che Elliot ripete quasi come un mantra, non perché realmente convinto di ciò che sta dicendo ma forse perché, a volte, ripetendo ad alta voce dei fatti che sappiamo essere non veri questi iniziano a dipingersi come reali, come tangibili. Elliot opera del puro e semplice autoconvincimento (verso di sé e verso il pubblico), ma senza troppo successo dal momento che il velo sembra disintegrarsi all’istante, schiacciato dal peso della menzogna.

“I need you to do something for me. What… what is this? I need you to make one phone call to your boss. I’m already on their proxy server. I just need him to log in so I can swipe his credentials. I know this doesn’t make sense to you right now, but trust me, Olivia… they’re using you. They are, but I can stop them. I can stop them once and for all. All I need is one phone call from you.”

Non se la passa troppo bene nemmeno l’altro membro della famiglia Alderson: Darlene, tenuta in ostaggio prima da Dom e successivamente catturata da Janice sembrerebbe poter essere un personaggio pronto per la propria personale dipartita. L’aver cancellato ogni traccia di Elliot dal proprio cellulare le fa guadagnare tempo, ma la rende vulnerabile ed oggetto di attenzioni da parte della Dark Army. Attenzioni che il più delle volte si concludono in malo modo (Dom ne sa qualcosa).
La puntata si conclude con entrambi i personaggi tratti in ostaggio, quindi: Darlene nelle mani di Janice (Dark Army) ed Elliot catturato e scaraventato nel bagagliaio di un’auto dagli scagnozzi di Vega. Ed il piano per far crollare definitivamente il Deus Group sembra aver ricevuto un’ulteriore accelerata, nonostante la duplice cattura degli unici membri della FSociety. Tuttavia il tempo a disposizione continua ad essere poco e la riuscita sembra essere in bilico, salvo colpi improvvisi di scena (che potrebbero essere all’orizzonte).

“You know, I may work for monsters… But you are one. And you’re the worst kind, because you don’t even know it.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il diverbio tra Elliot e Mr Robot sulle modalità con cui approcciarsi ad Olivia
  • Olivia vs Elliot
  • Il cambiamento di Elliot
  • Darlene e Dom di nuovo (tragicamente) unite dal destino
  • Il finale di puntata con il doppio rapimento (Vega e Dark Army)
  • I may work for monsters, but you are one.
  • Il racconto di Vega a Krista, una favola moderna
  • Il paragone con lo scorso episodio crea imbarazzo…

 

Certo, lo scorso episodio rimarrà nella mente (e probabilmente anche nella storia della serialità se proprio bisogna essere onesti), ma da qualche parte Mr. Robot doveva pur ricominciare a raccontare la propria storia, no?

 

405 Method Not Allowed 4X05 0.31 milioni – 0.1 rating
406 Not Acceptable 4×06 ND milioni – ND rating

 

Tags:

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: