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The Walking Dead 10×06 – BondsTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/The Walking Dead by
Si può parlare di “cura Angela Kang“? A distanza di quasi una stagione e mezza, forse si.
La (non più) nuova showrunner della serie si è infatti insediata l’anno scorso sviluppando da zero (fumetti a parte) l’intera trama relativa agli Whisperers, sancendo anche l’addio sorprendente di Rick Grimes in “What Comes After” e, di fatto, rivoluzionando in parte il modo di scrivere e dirigere The Walking Dead. Il risultato si sta rivelando piuttosto positivo (c’è solo l’insufficienza di “Lines We Cross” fino ad ora) e sta finalmente dando un più ampio respiro alla narrazione grazie al reintegro di Negan in un ruolo attivo. Ed è forse proprio questo l’elemento di spicco di questi primi sei episodi: Negan.
Si potrebbe serenamente riassumere la storyline di Negan della scorsa stagione con le parole prigione agricoltura, niente di più e niente di meno. Ora, vuoi perché l’anarchia si sta propagando, vuoi perché c’è un ruolo vacante come “protagonista carismatico” che non è più stato occupato dalla famigerata “What Comes After“, si è deciso di rimetterlo in gioco. Con successo.

 

Negan:I totally understand the position you’re in: you gotta be, like, the tough guy and keep everybody in line. I mean, hell, you know, I had guys just like you to keep my shit tight. Alright, maybe not just like you. Uh, hell, if I had some monster your size, things would’ve turned out different. Look, whether you like me or not, I will be joinin’ this team, so maybe we should find a way to get along, you know, and stop pissin’ on each other’s boots.
Beta:You will never be one of us. You’re too loud, too weak, too full of ego.
Negan:[…] See, I’m not here for you. I am here for Alpha. So you go ahead, and you throw your little tests at me and you scowl and throw me on the ground like a five-and-dime Frankenstein. I don’t give a shit. See, big man, I ain’t goin’ anywhere.

Dopo il cliffhanger dello scorso episodio, la situazione poteva evolversi solamente in due direzioni: lotta uno Negan contro tutti (che sarebbe potuta essere estremamente piacevole) oppure una più pacata discussione Alpha e Beta per capire gli spazi di manovra. La scelta della seconda opzione si è rilevata vincente nel lungo periodo visto che il costante confronto/scontro tra Negan e Beta è quanto di più bello si sia visto da diverso tempo a questa parte.
La sfacciataggine e la parlantina del primo si confrontano con il silenzio e la poca tolleranza del secondo, una diatriba che però è sempre sagacemente limitata dalla necessità di non uccidere nessuno dei due character. Le sfide a cui Negan deve sottostare sono impostate sul tono ironico, e ci sta tutto, specie sapendo questa regola non scritta. È un divertissement per lo spettatore ma lo è anche per gli sceneggiatori e per Jeffrey Dean Morgan stesso, che finalmente si toglie la polvere di dosso.
C’è però quasi sempre un rovescio della medaglia e quel rovescio coincide con tutti gli altri personaggi secondari che non sono minimamente in grado di reggere sulle loro spalle la narrazione della puntata. Fatta eccezione ovviamente per Daryl e Carol che invece il loro lavoro lo fanno più che egregiamente, Eugene, Rosita, il medico che si è fatto Rosita ma a cui Rosita ha preferito Padre Maronno ed il tirocinante simpatico del medico che si è fatto Rosita ma a cui Rosita ha preferito Padre Maronno sono il vero problema. Troppo minutaggio, poco carisma e soprattutto poca concretezza sono la zavorra che lo show continua a portarsi dietro dalla stalla di Herschel e di cui non riesce a liberarsi. La “cura Angela Kang” qui non ha ancora funzionato.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Negan e la sua parlantina sono tutto ciò di cui lo show ha bisogno per non ritornare nel mortorio delle scorse stagioni
  • Negan aspirante “sussurratore”
  • Negan e le sfide con Beta, il suo nuovo migliore amico
  • Il focus su certi personaggi secondari, per quanto necessario, non paga il minutaggio concesso
  • Eugene, Eugene e Eugene

 

“Bonds” si rivela il miglior episodio stagionale con estrema facilità: Negan, Negan e Negan contro Beta sono le principali ragioni. Abbiamo già detto che è merito di Negan?

 

What It Always Is 10×05 3.09 milioni – 1.0 rating
Bonds 10×06 3.21 milioni – 1.1 rating


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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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