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Angelyne 1×01 – Dream MachineTEMPO DI LETTURA 3 min

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Angelyne-1x01 recensioneLa nuova miniserie di casa Peacock, creata da Allison Miller e Nancy Oliver, racconta in 5 episodi la creazione del mito di un‘icona sexy degli anni ’80, Angelyne, poco conosciuta all’estero ma famosissima negli Stati Uniti, tanto da essere citata nei Simpson, in Futurama e in Bojack Horseman. La serie è prodotta da Sam Esmail (regista di Mr. Robot e Homecoming) e da Emmy Rossum (l’indimenticabile Fiona di Shameless) che è anche la protagonista principale dello show e la cosa non sorprende visto che i due sono sposati.
Nel cast spiccano inoltre Martin Freeman e Hamish Linklater, rispettivamente nei ruoli secondari di Harold Wallach e Rick Krause. L’ambientazione principale è la Los Angeles degli anni 80, dove tutti rincorrono il grande sogno di Hollywood: celebrità, successo e soldi.

FAMOSA A TUTTI I COSTI


L’idolatria nei confronti di Marilyn Monroe e la volontà di diventare famosa a tutti i costi: sono questi i due tratti distintivi di Angelyne che emergono in questo pilot, notorietà che arriverà e creerà una grande curiosità sul passato della star, di cui si è scoperta la vera identità solo nel 2017.
Da qui nasce l’inchiesta giornalistica di Jeff Glaser, giornalista dell’Hollywood Reporter, deciso a saperne di più e che inizia quindi a indagare con lo spettatore che gradualmente scopre gli inizi della carriera della starlette, anche se non vi sono certezze assolute al riguardo, almeno per ora.
La ragazza è un vero e proprio tornado che sconvolge tutto ciò che la circonda e lo si vede subito con il chitarrista Cory Hunt, completamente ammaliato dalla stessa che viene coinvolto in una relazione altamente tossica.
Lo stesso si può dire della sua band, i Baby Blue, gruppo punk rock che con Angelyne cantante viene trasformato in poco tempo in un gruppo commerciale che però riesce subito a suonare al Whisky, noto locale della scena musicale di Los Angeles.
Risulta vincente la scelta di alternare una doppia linea temporale e sviluppare la narrazione tramite una duplice intervista nel presente a Cory Hunt e Angelyne, entrambi invecchiati, espediente narrativo che dona vivacità alla storia e cattura l’attenzione dello spettatore.
Unica nota negativa della puntata riguarda la regia un po’ pigra che, senza dubbio, fa il suo mestiere. Visto però il materiale narrativo si poteva sicuramente osare di più, anche se globalmente, non si può certo parlare di una cattiva regia.

EMMY ROSSUM


L’episodio in questione (e probabilmente l’intero show) si regge quasi esclusivamente sull’egregia interpretazione di Emmy Rossum nei panni dell’aspirante diva a Hollywood: la gestualità, le movenze, la mimica facciale, persino la tonalità dei discorsi; la Rossum è in stato di grazia e riesce a rendere credibile, nonostante l’evidente eccentricità, un personaggio davvero complesso da portare sul piccolo schermo.
L’attrice americana si è dovuta sottoporre quotidianamente a moltissime ore di make-up e le sono state applicate numerose protesi per assomigliare alla vera Angelyne e il risultato finale è sorprendente: se si mettono a confronto due foto tra l’attrice sul set e la vera Angelyne, la somiglianza è davvero notevole,
L’attrice, cantante è modella americana sarebbe velocemente passata alle luci della ribalta grazie a una sua iniziativa pubblicitaria sui billboards di Los Angeles: un espediente che le darà notorietà e successo, un’anticipatrice, con le modalità dell’epoca, delle moderne influencer.
La fisicità prorompente, l’enorme seno rifatto, la capigliatura bionda appariscente e l’immancabile Chevrolet Corvette rosa su cui amava girare per la città, resero Angelyne un’icona sexy di quegli anni di cui si parla ancora oggi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Sempre affascinante la scena musicale underground anni ’80
  • L’interpretazione di Emmy Rossum, egregia
  • Buon approfondimento psicologico di Angelyne
  • L’alternanza tra 2 linee temporali e la doppia intervista danno un ottimo ritmo alla narrazione
  • Regia senza particolari guizzi, con il materiale a disposizione si poteva osare di più

 

Un ottimo pilot per questo nuovo prodotto televisivo di casa Peacock che racconta la storia di una delle icone dei tanto chiacchierati anni ’80. Emmy Rossum è in stato di grazia e il personaggio, nella sua peculiarità, è interessante da scoprire. Peccato per una regia che osa poco e fa il suo mestiere, senza sfigurare ma nemmeno sorprendere. La valutazione è sicuramente positiva e si consiglia di continuare la visione, visto anche il ridotto numero di episodi che compongono la miniserie.

Venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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