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The Good Lord Bird 1×01 – Meet The LordTEMPO DI LETTURA 4 min

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“If someone came into our home and stole one of your sisters, two of your brothers, your mother, your grandmother, chained them, raped them, forced them to work with no pay, only enough food to keep them alive and I met that thief, I would stab him through his eye socket the second I saw him. I would kill his friends and anyone who laughed at his jokes. And it wouldn’t be murder, it would be justice.”

 

John Brown, conosciuto anche “Old Brown” o “John Brown di Osawatomie” (dopo il massacro nella città omonima), figura controversa del periodo schiavista americano (un abolizionista) e sulla quale ancora oggi gli storici discutono senza trovare un vero e proprio punto d’incontro. Si tratta di un martire della dignità umana, un puritano abolizionista pronto a scontrarsi con i potenti pur di far risuonare al di sopra di ogni cosa la parola d’amore di Gesù (una figura tanto imponente da scomodare Victor Hugo a scrivere un’accorata lettera per la sua grazia, prima dell’impiccagione)? Oppure si tratta di un volgare truffatore, nonché brutale assassino capace di riempirsi la bocca dei versetti della Bibbia solo per poter racimolare in maniera molto più facile del denaro?
The Good Lord Bird è la nuova miniserie di Showtime creata da Ethan Hawke (che interpreta proprio John Brown) e Mark Richard basata sul romanzo omonimo di James McBride, nata con lo scopo di presentare al grande pubblico una figura eclettica e dalla duplice sfaccettatura, come si appuntava poco sopra. Due facce della stessa moneta che la serie riesce a cogliere senza troppi problemi e con una certa abilità (sia registica, sia attoriale).
John Brown appare come il folle puritano pronto a farsi giustizia da solo, incaricato dal divino (anzi, dall’onnipotente, “the almighty” come spesso si appunta nei dialoghi) di una speciale missione di redenzione umana, portatore di una dignità nascosta e sottratta a tutte le persone di colore ridotte in schiavitù. Una missione che, a livello storico, appare perpetrata da Brown molto più tardi di quello che lui stesso potrebbe far intendere: solo nel 1854, infatti, la figura dello strano religioso scende effettivamente in campo in maniera pro-attiva contro la schiavitù. Considerando che la fine della schiavitù negli USA viene fatta risalire al 1865 (e che tra il 1861 ed il 1865 vi è la Guerra Civile), la parentesi temporale è notevolmente ristretta.
Proprio per questo tardivo interesse, John Brown risulta spesso e volentieri un punto di scontro tra gli storici. Si appuntava come la serie permetta di soppesare entrambe le caratterizzazioni di John Brown (un più che ottimo Ethan Hawke): il folle e disincantato, sempre pronto a pregare e con la bocca ricolma di frasi bibliche adatte al momento; il sanguinario assassino in grado di staccare una testa dal proprio corpo armato solo di una specie di machete, nonché ladruncolo nelle fasi più concitate durante la battaglia di Black Jack.

 

“My name is Osawatomie John Brown, captain of the Pottawatomie Rifles and I am here with the Lord’s blessing to free every colored person in this territory, and any man that stands against me will eat lead grape and powder!”

 

The Good Lord Bird, quindi, non sembra avere alcuna intenzione nel voler presentare la figura storica di Brown in una maniera, piuttosto che in un’altra. Al contrario, la serie si diverte a presentare Brown in maniera sempre più fuori dalla realtà, completamente distaccato da ciò che lo circonda (si prenda ad esempio il suo non essere in grado di distinguere un ragazzo da una ragazza), in diverse occasioni addirittura in chiave ironica e quasi comica (i dialoghi prima, dopo e durante la battaglia di Black Jack).
Un pilot di tutto rispetto che si tinge di rosso sangue con la morte di uno dei membri del team di Brown ad opera del reverendo, avvenimento che sembra dare il là alla storia vera e propria visto e considerato che fino a quel momento la puntata si presentava in maniera decisamente molto descrittiva. Sarà interessante, inoltre, vedere se la serie deciderà di mantenere la struttura narrativa presentata in questo primo appuntamento, ossia suddividendo le sequenze come dei mini-capitoli con tanto di titolo. Un espediente molto semplice, a dire il vero, ma che rende molto più scorrevole la visione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • John Brown: nessun desiderio di distruggere o (ri)abilitare la figura, si cerca piuttosto di presentarlo come la figura controversa che è realmente stata
  • Voce fuori campo e suddivisione in mini capitoli della puntata
  • Onion ed il suo travestimento obbligato
  • Le frasi della Bibbia spesso e volentieri gettate alla rinfusa o ricordate in maniera errata
  • L’orologio rubato sul campo di battaglia
  • Dialoghi
  • Ethan Hawke!
  • Finale che mette in moto la storia
  • Molto descrittiva come puntata, ma è più che corretta come cosa

 

Una figura controversa, una rappresentazione a tratti addirittura comica (nonostante il sangue non manchi): The Good Lord Bird potrebbe essere una delle serie storiche più coinvolgenti, dovesse attestarsi a quanto visto in questo più che ottimo pilot.

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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