R.I.P. (Recenserie In Peace) – Dead SetTEMPO DI LETTURA 3 min

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Un’altra serie tv/film sugli zombie? La categoria nella quale Dead Set sembra accasarsi è quella. Ma è la sostanza a cambiare tutto e a rendere questa serie tv unica nel suo genere.
Andata in onda in Gran Bretagna dal 27 al 31 ottobre 2008, arrivò in Italia solo due anni dopo con la collaudata frequenza settimanale.
Ciò snaturò in gran parte l’impatto scenico e visivo rappresentato dalla serie: l’effetto paura funziona finché si batte sul ferro già caldo. Passata una settimana si perde molta della tensione accumulata con la precedente visione. E’ per tale motivo che questa serie andrebbe gustata e vista in pochissimo tempo. D’altra parte non si parla di uno sforzo titanico essendo composta da sole cinque puntate di cui la prima e l’ultima della durata di 40-42 minuti, mentre le restanti tre, quelle centrali, della lunghezza di circa 20 minuti. E’ quindi possibile vedere Dead Set come un film di circa due ore suddiviso in puntate.
Ma cos’ha di speciale questa serie tv? Cosa la rende unica e assolutamente da vedere?
Dead Set è riassumibile con questa pratica equazione: Zombie + Sangue + Ignoranza = Dead Set
Analizziamo punto per punto ogni fattore.
Come precedentemente detto è una serie tv a tema zombie. E’ facile quindi immaginarsi gli scenari nel quale sono avvenute le riprese: completa distruzione e desolazione, luoghi post apocalittici e tetro abbandono.
Dimenticatevi gli zombie di The Walking Dead e la loro camminata lenta e confusa perché i morti viveni di questa serie tv ricordano decisamente di più quelli presentati in World War Z. Le corse forsennate per la sopravvivenza sono quindi uno dei punti cardine dello show.
Trattandosi di una serie horror-thriller è scontata la presenza del sangue che compare in maniera copiosa e con frequenza quasi sociopatica. Tra tutte le scene ce n’è una che spicca per la sua crudeltà e per il suo cinismo: per sviare gli zombie e poter uscire dal luogo in cui si ritrovano prigionieri, Patrick (uno dei personaggi principali), decide di smembrare pezzo per pezzo e organo per organo uno dei compagni d’avventura da poco passato a miglior vita. Se non è sociopatia questo, cos’altro lo può essere?
Il fattore più rappresentativo della serie è però la pura, semplice e totale Ignoranza: in qualsiasi scena o ripresa, in qualsiasi discorso o confronto tra i personaggi è l’Ignoranza a regnare sovrana. Ciò rende i protagonisti unici nel loro genere ed eleva la serie a must have nelle conoscenze seriali. Sottrarsi ad essa sarebbe un errore, cedere e guardarla è la scelta migliore.
L’ambientazione amplifica maggiormente quanto è stato detto fino ad ora. Alzi la mano chi non vorrebbe vedere gli zombie impossessarsi della casa del Grande Fratello. Nessuno vero?
Ebbene sì, il set “morto” al quale si fa riferimento con il titolo della serie è proprio quello degli studi televisivi nel quale vengono registrate le puntate del famosissimo reality show. Saranno proprio i concorrenti a misurarsi con la cruda realtà nella quale vengono catapultati. E saranno sempre loro quelli che verranno analizzati emotivamente nella serie tv.
Come già detto la serie è un must nel campo trash. Necessita la visione per essere appieno apprezzata. La tensione vi terrà compagnia per l’intera durata della serie, tranquilli: non sarete mai realmente soli. The Big Brother is watching you.

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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