The Walking Dead 5×08 – Coda – ConclusioneTEMPO DI LETTURA 7 min

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The Walking Dead è una di quelle tipologie di show che si tiene il meglio per episodi come la premiere, il season finale o il mid-season finale. Solitamente, è qui che avvengono gli sviluppi più importanti di trama ed eventi degni di essere ricordati nell’economia del serial survival horror, proprio perché sono tipologie di puntata dove ci si può permettere di essere un po’ più “sbarazzini” (anzi, si deve esserlo); sono un po’ come le grandi occasioni tipo Natale: anche se si mangia più del dovuto, nessuno dice niente, perché tanto è Natale, è nel contratto comportarsi in maniera del tutto diversa da come lo si fa durante l’anno. Forse è questa la ragione per cui alcuni sviluppi di trama, visti nel mezzo di premiere e finale (come quello di “Self Help/Sabotaggio“), appaiono gestiti maluccio: perché la produzione si concentra maggiormente sulle due tipologie d’episodio sopracitate. Alla luce di ciò, riesce “Coda/Conclusione” a fornire una puntata dal livello incalcolabile di sollazzo come lo fece “Too Far Gone/Indietro Non Si Torna“, vista la sua identità di mid-season finale? In parte.
E badate bene: si è detto “in parte”, non tutto; questo vuol dire che il mid-season finale ha egual misura di elementi buoni accompagnati a quelli meno buoni. Il problema con questa “Coda/Conclusione” è lo stesso che si presentava alla elementari: quando si ricopiava il tema in bella copia e il carognevole vicino di banco esercitava il fastidioso scherzetto di spingere il gomito proprio durante la stesura finale del tema, facendo sbavare la penna e rovinando l’estetica del suddetto. A livello di contenuto, la produzione scritta rimarrà intatta, ma si sa che i professori guardano tanto l’estetica quanto il contenuto, e se una delle due presenta sbavature e imprecisioni, il voto finale sarà decretato anche da quello. L’ultimo episodio della prima parte della quinta stagione si comporta esattamente così.
Morte di Beth esclusa, la maggior parte dei “grandiosi momenti” della puntata si presentano in piccola, ma soddisfacente, forma. L’inseguimento di Lamson e la sua successiva esecuzione (accompagnata da un badassicoStai zitto“) sottolineano nuovamente la risolutezza di Rick Grimes, ormai anima dello show tratto dal fumetto di Robert Kirkman, e la sua capacità di liquidare minacce potenziali e non in pochi minuti; questa breve ma intensa scena d’azione alimenta il diletto dello spettatore, facendosi accompagnare da un’altra pietanza al gusto di pugni, quello tra Dawn e il collega poliziotto. Sarà, ma dopo cinque stagioni passate per lo più a sfilettare carne morta, c’è una certa soddisfazione nel vedere un caro, vecchio e rude scambio culturista di pugni e calci, roba che renderebbe fieri Bud Spencer e Trence Hill. Da algida stronza prepotente qual è, questo non è l’unico momento in cui Dawn si ritaglia una bella fetta di protagonismo nei quaranta minuti visti: la poliziotta si farà ricordare sopratutto per il momento in cui ha fatto il gentile favore di uscire per sempre di scena.
C’è da dire che un grande pregio va riconosciuto anche al personaggio raffigurato come fastidioso e abile nel farsi odiare così tanto da rendere la sua morte epica (aiutata da un buon vecchio headshot) e rendere quella di Beth altrettanto triste; benché la sua morte fosse stata abbastanza telefonata puntate addietro, la produzione riesce a farci guardare dall’altra parte, facendoci credere che il prossimo nome ad esser spuntato nel Calendario del Decadimento fosse quello di Carol (come ipotizzato in “Consumed/Consumati“). Ed invece, a tradimento, è stato Beth, in un tripudio di tristezza per il cast e di genuina gioia per gli spettatori; mal sopportazione per il personaggio o meno, la scena in cui il cadavere viene rimpatriato nella cumpa di Rick è davvero toccante e struggente, dando ulteriormente prova di quanto lo show possa essere capace di veri atti di bullismo emotivo sullo spettatore.
Ed a conti fatti, è tutto qui, quello che di buono ha da offrire “Coda/Conclusione”. Ed, esaltazione a parte per certi momenti d’azione, l’unico vero colpo grosso della puntata, è la morte di Beth, trasformando tutto il resto in mera masturbazione. Non si dice che il resto sia fatto male, ma che cose come le scene d’azione, sono fine a sé stesse: è come il caffè a fine pranzo, è rigenerante berlo, ma non sostituisce certamente un pasto completo. Le cose non sono decisamente andate come The Walking Dead aveva promesso o aveva voluto farci credere portando alcuni sviluppi verso epiloghi insoddisfacenti o togliendo minutaggio a certe progressioni narrative importanti, per privilegiare alcuni momenti introspettivi alquanto superflui: la fuga di Lamson, per esempio. Sembrava portasse chissà quali problemi a Mr. Grimes e soci, ed invece è finita a vino e zombie-tarallucci. Poi ci sono anche tutti quei momenti in cui Beth e Dawn s’intrattenevano in discorsi d’introspezione spicciola da balera e, in tutto e per tutto, non necessari; momenti che hanno tolto minuti importanti e che sarebbero stati di gran lunga più utili se convertiti nella scena che ha visto la morte delle due donne, che anche li: momenti di indubbio WTF, ma comunque frettolosi, perché s’era fatta ‘na certa.
A tutto ciò, si aggiunge una parentesi che potremmo definire filler: quella del prete. Avrebbe dovuto suonare come una sorta di “giustizia divina” seguita da una presa di coscienza, il fatto che il pastore si trovasse assediato dalle sue pecorelle non-morte che egli stesso s’era rifiutato di salvare per sottoneria caratteriale, ma nessuno ci fa caso perché il personaggio è un cretino, o tanto per rimanere in tema, un’inetto della Madonna. Se la sua parentesi di protagonismo fosse stata tagliata e si fosse mostrata subito la scena con l’arrivo del Team Abraham, sarebbe stata la stessa cosa e nessuno avrebbe capito che mancava un pezzo di puntata, perché la sua era una parentesi del tutto evitabile.
Anche qui però c’è da evidenziare il non plus ultra degli schemi narrativi made in The Walking Dead: la separazione del gruppo e la magica riunione di tutti i membri entro la fine del midseason o season finale. Come già accaduto l’anno scorso con il ritrovo a Terminus, allo stesso modo la reunion questa volta avviene per esigenze narrative, esigenze che portano Abraham e soci a fare letteralmente inversione ad U per arrivare, guarda caso, nel momento giusto al posto giusto.
Purtroppo le defiance narrative non si limitano al banale salvataggio dell’ultimo minuto ma anche e soprattuto a sviste importantissime che non possono e non devono passare inosservate: parliamo della magica resurrezione di Carol e delle lacrime di coccodrillo di Maggie. Carol, rimasta per “necessità” in coma fino a 5 minuti dalla fine, magicamente si risveglia in tempo utile per essere vigile durante lo scambio di ostaggi, una cosa alquanto strana visto che solo lo scorso episodio si discuteva delle sue probabilità di sopravvivenza mentre qui nel giro di pochi minuti passa dal letto d’ospedale alle sparatorie in corsia. Discorso a parte va fatto per Maggie che, ben sapendo della sparizione della sorella sin dalla scorsa stagione, non ha mai evidenziato alcun particolare desiderio di ritrovarla, quasi come se non fosse sua sorella ma una sconosciuta incrociata per caso e pure poco simpatica, così come non si è fatta alcuno scrupolo prima di partire per Washington. Alla luce di questi fatti si può parlare di “lacrime di coccodrillo” nei suoi confronti perchè, francamente, appare veramente difficile vederle da un’altra prospettiva.
Alla fine di questo mid-season finale, in testa si stampa una parola: ambiguità, perché sembra che il serial tratto dal fumetto pubblicato dalla Image Comics abbia passato più tempo a costruire le fondamenta, che una casa vera e propria. E ok, è importantissimo e vitale costruire delle solide fondamenta, ma che senso ha farlo se poi non vengono utilizzate per farci sopra una casa? E soprattutto abbiamo detto solide, qui purtroppo di solido c’è gran poco.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Rick “Shut Up” Grimes
  • Rissa tra sbrri
  • E per Dawn arriva l’eterno sunset (Ah-ha! Dawn, sunset, capita? Ahahah!)
  • Ciao Beth, ci mancherai!
  • Scena post-titoli di coda
  • Alcune scene memorabili sono troppo fine a sé stesse.
  • La fuga di Lamson spacciata per altro
  • Morti di Dawn e Beth trattate in modo sbrigativo
  • Il prete è un deficiente

 

Sembrerà che The Walking Dead sia arrivato stanco al mid-season finale, ma in verità non è così. Arriva più che altro ubriaco, con tutte le potenzialità di cui è armato al suo posto, che però non riesce a reindirizzare in qualcosa di concreto confezionando un prodotto televisivo composto di tanti alti e bassi. A parte alcuni spettacolari momenti fini a sè stessi, “Coda/Conclusione” si dimostra un mid-season finale un po’ inconcludente. Tra gaffe e tanti giri di trama inutili alla fine viene da ringraziare l’arrivo della pausa, utile, si spera, per schairirsi le idee.

 

Crossed – Lo Scambio 5×07 13.33 milioni – 7.0 rating
Coda – Conclusione 5×08 14.8 milioni – 7.6 rating

 

 

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Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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