Grey’s Anatomy 11×14 – The DistanceTEMPO DI LETTURA 4 min

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Lo scorso episodio, Staring At The End, aveva aperto le porte per l’episodio di questa settimana, The Distance, iniziando a farci immergere nella grande e complessa operazione nella quale Amelia si stava lanciando, e facendoci anche conoscere meglio la portatrice di questo grande tumore che aveva stregato la giovane Shepherd: la dottoressa Herman. Con l’inizio dell’operazione, The Distance, si sofferma sulle restanti due protagoniste della scorsa settimana, le due donne rimaste fuori dall’anestesia, Amelia e Arizona, entrambe alle prese con il lato medico e personale, incastrate in un vortice emotivo che in certe situazione è difficile da lasciare fuori dalla sala operatoria.
Se vogliamo trovare una tra le più interessanti novità di questa undicesima stagione, sicuramente possiamo inserire la nuova visione di Arizona Robbins. Sin dal suo arrivo nello show, il chirurgo pediatrico è sempre stato collegato al personaggio di Callie, con storyline che inevitabilmente coinvolgevano l’intera coppia, la novità di quest’anno invece sta nell’aver approfondito meglio ciò che la Robbins è come carattere individuale; dopo la rottura delle “Calzona” abbiamo visto Arizona lanciarsi in una nuova specializzazione e pian piano conoscere e creare una spontanea amicizia con la Herman. L’Arizona Robbins di questa puntata unisce entrambe le parti che l’hanno caratterizzata in questa prima parte di stagione, nuovo chirurgo fetale e amica, uscendone a pieni voti da entrambi i ruoli. L’Arizona chirurgo la conosciamo ovviamente già tutti, ma è stato comunque soddisfacente vederla acquisire sicurezza (nonostante l’invadenza che assale sempre la Bailey quando si tratta di un paziente a lei caro) e consapevolezza dei propri mezzi. L’altra parte che abbiamo potuto ammirare di questo personaggio ha riguardato l’amicizia, un ruolo in cui l’abbiamo vista negli anni con Teddy, e più recentemente con Alex, ma quello con la Herman è stato un rapporto più intenso, speciale, che ha fatto uscire o meglio riuscire la parte allegra della Robbins dopo la fine del suo matrimonio, e nello stesso tempo ha lasciato spazio alla sua parte più vulnerabile. Da un altro punto di vista poi, nonostante la relazione tra Callie e Arizona ultimamente non lasciava davvero altra soluzione, è stato bello vederle condividere questo momento insieme, con Callie pronta a supportare la ex nel momento in cui Arizona ne aveva più bisogno.
L’altra donna, l’altro chirurgo protagonista di questa puntata è stata ovviamente Amelia. Una persona che, come sa chi l’ha conosciuta in Private Practice, si porta dietro un bagaglio pesante con esperienze difficili da dimenticare, che è arrivata a Seattle apparentemente “scappando” da una relazione, ma che comunque sembra disposta a non allontanare per sempre l’amore, come il suo iniziale interesse per Owen sembra suggerire. Nelle scorse puntate abbiamo visto Amelia mantenersi in bilico tra sicurezza nei propri mezzi e crolli emotivi, che non le hanno tuttavia impedito di lanciarsi in questa grossa e rischiosa operazione per tentare di salvare la Herman. Leggermente boriosa, forse eredità dei geni Shepherd, ma al contrario del fratello con un lato vulnerabile molto più profondo, dimostra che distruggere tumori impossibili è una prerogativa della sua famiglia, e lo fa senza l’aiuto di Derek, grazie anche alla partecipazione straordinaria di Webber, solida figura paterna sempre presente per tutti. L’Amelia Shepherd che abbiamo visto in questo episodio racchiude tutte le caratteristiche di questo personaggio, dalla convinzione di poter fare tutto, ai dubbi, dalle paure alla riconquista della fiducia. Il risultato finale dell’operazione dimostra la bravura del chirurgo, ma ancora di più lo fa il discorso finale che Amelia fa alla sua specializzanda, sottolineando come la loro alla fine sia stata davvero una vittoria, e forse lo è stata anche per Grey’s Anatomy, che per una volta, tra morte o miracoli ha lasciato spazio ad una soluzione, quella che vede la Herman viva ma con la perdita della vista, molto più realistica del solito. Parlando di specializzandi, in questa puntata bisogna dare meriti anche a Stephanie, mai al centro dell’attenzione sin da quando è finita la sua storia con Jackson, è stato importante vederla protagonista a livello medico, dimostrandosi capace di grande volontà.
Ma a termine di questa storyline non può non essere menzionata anche Geena Davis, una grandissima attrice confermatasi anche tra i corridoi del Grey-Sloan, che ha reso il personaggio di Nicole Herman intrigante, divertente e coinvolgente.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’operazione effettuata da Amelia  
  • Arizona Robbins
  • Geena Davis e il personaggio a cui ha dato il volto
  • La crisi di Amelia in sala operatoria, che la stava portando a chiedere l’aiuto del fratello
Un episodio che ruota interamente intorno all’operazione di Amelia, dividendosi un po’ la scena con l’operazione di Arizona, ma che nonostante questo non appare gravoso; The Distance chiude la storyline che sin dall’inizio di questa stagione ha visto come protagonista la guest star Geena Davis nei panni della dottoressa Herman, lasciando un segno più che positivo sia del personaggio che ovviamente dell’attrice. Era da un po’ che non si vedevano episodi buoni, quindi non si può fare altro che gioire della sua buona riuscita. E dire che un tempo Shonda ci aveva abituati all’eccellenza…
Staring At The End 11×13 7.56 milioni – 2.2 rating
The Distance 11×14 8.09 milioni – 2.4 rating

Sponsored by Viviamo a SeattleGrey’s My Only loveGrey’s Anatomy.

Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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