Perception 3×12 – 3×13 – Meat – MirrorTEMPO DI LETTURA 4 min

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Ma quando dei desideri forti, entrano nella nostra orbita. Potrebbe essere difficile ignorarli.
La domanda e’: dobbiamo sempre relegare questi desideri primitivi nell’oscurità da cui provengono?
Oppure, a volte, va bene sgarrare?


Abituati a puntate accattivanti dense di situazioni interessanti e casi altrettanto coinvolgenti, tocca fare una battuta d’arresto con “Meat”. Ma c’è da fare un netto distinguo: da una parte ritroviamo un altro ottimo caso episodico dalle forti trame thriller-horror ed un certo rimando a serie tv che hanno fatto di questo genere di situazioni il proprio marchio (si pensi all’ormai usurato The Following, per esempio), mentre all’opposto ritroviamo una netta staticità di trama relativamente ai sentimenti di Daniel nei confronti di Kate venuti a galla nello scorso episodio.
Facciamo quindi una rapida rassegna di entrambi, soffermandoci con maggior attenzione sul secondo punto della lista prima presentato.
Il caso dell’episodio, come detto, è particolarmente agghiacciante e coinvolgente: un uomo incapace di controllare le proprie azioni una volta “caduto” nella fase REM, riesce in qualche modo a “proteggere” la propria famiglia dal traditore. Perception ci ha abituato a casi episodici strettamente connessi con la psiche umana ed affini, proprio per questo ogni caso non risulta banale, ma imprevedibile e con una risoluzione più complessa di quella che normalmente potrebbe scaturire da una superficiale analisi: casi clinici particolari, malattie rare e patologie ai più sconosciute hanno caratterizzato fin qui gli episodi rendendoli scorrevoli ed avvincenti. E’ quindi chiaro che se c’è qualcosa di storto nell’episodio, nulla ha a che fare con questo determinato punto.
Per giungere a ciò che ha appesantito la visione (ovviamente si tratta di una valutazione relativa, trattandosi sempre di un buon episodio) è stata l’inalterata trama: la scorsa puntata si era conclusa con Daniel che si rendeva conto dei suoi reali sentimenti nei confronti di Kate, ma conscio del suo stato precario di saluto (per quanto concerna la sua patologica e ormai conosciuta schizofrenia) non sembrava minimamente intenzionato a dire nulla alla ragazza. Ciò che ci viene presentata nell’episodio è la medesima situazione, salvo il fatto che venga protratta e diluita per l’intera durata della puntata.

Per quanto concerne “Mirror”, per l’appunto, il ragionamento rimane identico: caso episodico estremamente intricato ed appassionante, trama riguardante Kate e Daniel scarna e completamente vuota di nuovi spunti. Sembra quasi che l’undicesima puntata della stagione, ossia l’episodio in cui Daniel realizza cosa realmente prova in quanto a sentimenti nei confronti della giovane agente speciale, sia giunto troppo presto per la tabella di marcio della serie stessa, rendendo quindi d’obbligo il dover prolungare il brodo della trama per giungere alla conclusione. E’ semplicemente un’idea, ma d’altro canto sembra sempre più plausibile vista l’ormai paralisi completa che sembra attanagliare questa porzione di trama.
Una tale staticità, se tenuto in considerazione il fatto che niente di nuovo viene aggiunto, risulta pesante nella visione perché immobilizza completamente la storia. Paralizzando quella che dovrebbe essere la continua trasformazione e il progredire nel cambiamento dei personaggi. Certo, Daniel sembra ora più “normale” (per quanto nel suo specifico caso si possa dire) in questa puntata rispetto alla scorsa, ma stiamo evidenziando sottigliezze perdendo di vista il nocciolo: il mancato prosieguo nella variazione del suo carattere. Gli episodi si pongono come paralleli e in termini di trama apportano la stessa quantità di novità: nessuna. Non resta che attendere qualche nuovo sviluppo che movimenti un minimo la scena.
Per quanto concerne la recitazione nulla da eccepire: ottima in tutti i frangenti, con la solita nota di merito ad Eric McCormack.
Infine c’è da ricordare che la serie si concluderà definitivamente con questa stagione, quindi sarebbe auspicabile che qualcosa avvenga almeno prima del finale. Ma soprattutto, visto che il momento sembra avvicinarsi sempre più, che non si attenda il matrimonio tra Kate e Donnie per scuotere le acque fino a qui rimaste calme, sarebbe una caduta di stile sfociando in un così banale cliché. Resta ancora tempo, tuttavia. Dobbiamo solo attendere speranzosi.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Eric McCormack che da solo tiene in piedi tutto
  • I casi presentati negli episodi, come al solito coinvolgenti 
  • Le abilità deduttive di Daniel (specialmente in Mirror)
  • I discorsi iniziali e la morale conclusiva, scandita dalla voce del one man show Eric McCormack
  • La staticità della trama riguardante il lato affettivo e sentimentale
  • Paralisi completa della trama orizzontale
Daniel prenderà finalmente il coraggio dichiarando a Kate i suoi veri sentimenti? Ma soprattutto, Perception riuscirà a regalare un degno finale di stagion-serie ai propri spettatori e fan?
Brainstorm 3×11 1.61 milioni – ND rating
Meat 3×12 1.30 milioni – ND rating
Mirror 3×13 ND milioni – ND rating
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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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