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Marvel’s Daredevil 1×13 – DaredevilTEMPO DI LETTURA 11 min

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Partiamo con una certosina precisazione. Più la società progredisce e più Internet entra a far parte della nostra quotidianità, più si ragiona per assoluti e più si fraintende il significato delle parole di quelle persone che cercano di evidenziare, in egual misura, i pro e i contro dell’argomento che stanno trattando. A volte, il mestiere del recensore, è anche difficile per questo: perché l’obiettività e la soggettività di chi legge, si mescolano in un mix ambiguo che impedisce al lettore la totale comprensione del messaggio, interpretando il tutto in maniera forviante. C’è anche da dire, però, che spesso è anche colpa di chi scrive che, impossibilitato dallo schermo, non riesce a raggiungere come vuole i lettori e si esprime in maniera facilmente fraintendibile oltre perché, a volte, lo stesso recensore si lascia trasportare dalla troppa soggettività. Perché vi stiamo facendo questa premessa? Siamo per caso entrati nel MOIGE? Assolutamente no. Facciamo questa premessa per mettere le mani avanti e non cadere indietro, come dice un proverbio.
Facciamo questa premessa perché, come avete anche letto nelle nostre precedenti recensioni di Marvel’s Daredevil, il serial comics Netflix/Marvel Comics è un autentico gioiello; perdonate il francesismo, ma sia come telefilm in sé, sia come telefilm basato su un personaggio dei fumetti, questa serie spacca culi a destra e manca. La serie incentrata sul Diavolo Custode creato da Stan Lee e Bill Everett ormai cinquantun’anni fa si è facilmente imposta nelle menti e nei cuori di una moltitudine di tipologie di spettatori, perché di indubbia qualità e magistrale fattura, dimostrando di poter funzionare e piacere non sono ai fan del fumetto ma anche a chi i fumetti/cinecomics non piacciono. Marvel’s Daredevil, insomma, ha ripetuto sul piccolo schermo l’impresa che nel 2012 compì Avengers, vincendo, a testa alta, una guerra più grande di lui. Con questa grande, piccola premessa, vogliamo dire che non ci rimangiamo quanto detto nelle precedenti dodici recensioni e che non vogliamo togliere i meriti che Marvel’s Daredevil si è meritatamente guadagnato, però non possiamo nemmeno far finta di niente ed ignorare che questo season finale sancisca la chiusura delle origini di Devil con una punta d’amaro sulla lingua, confezionando non tanto una conclusione indegna, quanto più una conclusione non totalmente secondo le aspettative.
Partiamo dalla questione del costume, da molti atteso fin dall’inizio della stagione, perché tratto iconico del personaggio e passo importante nella formazione di Devil, da trattare quasi come una vestizione che ufficializza il passaggio da “tizio vestito di nero” a Daredevil. Quello che ha probabilmente impedito a molti di apprezzare il significato dietro la necessità del costume rosso (significato molto simile a quanto spiegato nella Dark Knight Trilogy, riguardo sopratutto alla necessità di un simbolo ispiratore) è stata la non troppa fedeltà del design, che effettivamente, lascia un po’ spiazzati e necessita di qualche apparizione in più sul piccolo schermo per abituarsi, ma vedendo come vanno le cose al cinema (esempio: Capitan America cambia costume sei volte in quattro film), confidiamo che questa sia una sorta di “versione demo” che sarà poi migliorata nella stagione successiva. In ogni caso, outfit a parte, ha il pregio di riassumere tutte le varie peculiarità e particolarità caratteriali della personalità di Matt Murdock che abbiamo imparato a conoscere e a veder crescere in questa prima stagione di formazione: in sintesi possiamo dire che indossare questo costume rosso, sia una sorta di ufficiale laurea per il personaggio, che passa da “work in progress” a “job done”.
Come secondo punto, arriva il dolentissimo tasto della costruzione dell’episodio.
L’impressione, è che la crew abbia quasi costruito l’intera prima stagione su quattordici episodi, anziché tredici: poiché aveva realizzato che il finale di stagione, se spalmato su due episodi, avrebbe potuto esser meglio rappresentato, con la calma e la parsimonia che ha contraddistinto il serial sin dal pilota; e di nuovo, sempre rimanendo nell’ambito di questa impressione, sembra che l’idea non sia piaciuta ai vertici e che abbiano optato per la classica costruzione a tredici episodi tipica del via cavo, costringendo la crew a fare due episodi in uno. Ripetiamo: è un’impressione, ma sembra ben spiegare l’affrettata risoluzione delle trame.
Il principale difetto di “Daredevil” che lascia abbastanza amareggiati gli spettatori è questo: sembra che l’episodio abbia voluto trattare così tanti argomenti e scene da non aver avuto il tempo materiale per svilupparle tutte come fatto in precedenza, costringendosi, quindi, a metterli tutti in sequenza uno dopo l’altro, in un vertiginoso susseguirsi di avvenimenti che hanno impedito allo spettatore di goderne appieno. Certo, alcune sequenze sono davvero dei momenti rappresentati con una classe e una maestria unica, scene che si classificano epici apici dell’intero serial: il totale smantellamento dell’impero di Wilson Fisk sulle note di “Nessun Dorma“, il funerale struggente di Ben Urich sulle note di “Many Rivers To Cross” o lo spettacolare combattimento tra lo stesso Kingpin e il Diavolo (ora, finalmente) Rosso, quest’ultimo estradato con naturalezza dalle pagine dei fumetti e riproposto in salsa seriale con la stessa potenza grazie, sopratutto, al lavoro di caratterizzazione e parallelismo fatto negli episodi precedenti tra protagonista e antagonista.
Il punto, però, è il seguente: bastano queste scene, di indubbia epicità e sincero nerdgasm, a rendere “Daredevil” un season finale tanto epico quanto i precedenti episodi? A renderlo degno, insomma? Degno sì, ma purtroppo, non alla stessa altezza di episodi come “Speak Of The Devil“. Si parla comunque di un bel finale di stagione, dove però, la fretta è stata una consigliera fin troppo ascoltata dagli ssceneggiatori che non hanno voluto apportare dei tagli o privilegiare di più qualche scena, rispetto ad altre, presentando una sceneggiatura fin troppo compattata e una sua realizzazione troppo velocizzata e brusca. Inutile nascondere il disappunto spontaneo e rivelatore di un’attesa spasmodica per una conclusione di una stagione perfetta, tutti l’abbiamo provato ma possiamo anche chiudere un occhio, o anche due, se guardiamo in prospettiva questa cavalcata di 13 ore.

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità, e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action del difensore di Hell’s Kitchen? Maccerto che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, come fatto per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.Marvel’s Agent CarterThe Flash e Gotham eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata.
  1. Doris, durante il funerale di Ben, fa menzione al fatto che i due contemplavano di avere dei figli. Non ci è dato sapere le decisioni prese dai vertici che delineano le storie del Marvel Cinematic Universe e come intendano sviluppare la questione, ma nei fumetti Ben e Doris hanno un nipote: Phil Urich. Phil è figlio di Arnold e Mindy Urich, rispettivamente, fratello e cognata di Ben. Il nipote del giornalista è famoso per essere stato il quarto uomo a vestire i panni di Goblin, la celebre nemesi dell’Uomo Ragno, con l’unica differenza che Phil utilizzò inizialmente i suoi doni per fare del bene, passando alla storia come “il Goblin buono”; purtroppo la cosa non durò troppo e il siero di Goblin ebbe presto la meglio e lo fece impazzire come tutti quelli che ne vennero esposti. Stanco di una vita mediocre, s’intrufolò nel nascondiglio di Hobgoblin e lo uccise, prendendone il posto e l’attrezzatura, necessaria per avviare la sua attività criminale come sicario di Kingpin; attualmente, dopo gli eventi della storyline “Goblin Nation” ha cambiato il suo alias in Goblin King.
  2. Il Detective Brett Mahoney fa menzione ad un certo film di nome Serpico. Ci preme precisare che la pellicola è basata sulla vita undercover del poliziotto realmente esistito Frank Serpico noto per il suo impegno e testimonianza in un caso di corruzione nella polizia nel 1971, il quale si è veramente beccato una pallottola in faccia, riuscendo però a sopravvivere. 
  3. A proposito di Mahoney, il personaggio esiste anche nei comics e debutta su Marvel Comics Presents #1 del 2007 come partner del Detective Stacy Dolan, spesso coinvolta in faccende che riguardano o Blade o Ghost Rider. A parte questo, il Mahoney fumettistico non si è distinto per altri particolari meriti.
  4. Quando Matt torna nel rifugio di Melvin Potter, si possono notare (sul tavolo in cui il futuro Gladiatore posiziona lo scrigno contenente il suo costume) dei progetti riguardanti un sistema per far roteare delle lame circolari. E’ un riferimento ai guanti che userà quando diventerà il Gladiatore.
  5. Sempre nella sequenza del rifugio di Matt in cui il vigilante va a ritirare il suo costume, prima della sua apparizione, dietro il busto, si possono notare dei giganteschi “pantaloni” color acciaio. Quelli sono i trampoli idraulici del costume di Stilt-Man, villain che possiede una tuta dotata (per l’appunto) di gambe estensibili fino all’altezza di 76 metri. Ci sono stati ben quattro personaggi che hanno raccolto l’identità di Stilt-Man, ma il più famoso rimane Wilbur Day, comparso per la prima volta su Daredevil #8 del 1965 e ucciso in modo abbastanza ridicolo dal Punitore su Punisher War Journal #1 del 2007. Il personaggio è sopratutto famoso per essere diventato una barzelletta nel mondo del crimine, venendo spesso deriso tanto dai supercriminali quanto dai supereroi (su tutti l’Uomo Ragno); questo soprattutto a causa del suo potere, considerato ridicolo, di estendere le gambe fino a ingigantirsi, non rappresentando una vera minaccia per nessuno. 
  6. Fa il suo ufficiale debutto il costume rosso di Devil, qui però condito con alcune tonalità di nero qua e là, confermando le intenzioni iniziali della produzione di fare una versione televisiva del costume indossato dal personaggio durante la miniserie Secret War; la maschera però, sembra essere vagamente ispirata alla versione Noir del personaggio, ambientata in un universo alternativo dell’Universo Marvel degli anni ’30/’40. Il costume rosso fece la sua prima apparizione in un numero piuttosto storico del personaggio: su Daredevil #7 del 1965; non solo debuttò un outfit che regalò maggior iconicità al personaggio, ma nella storia Matt fronteggiava Sub-Mariner, in uno degli scontri più impari della storia dei comics. 
  7. Per ovvi motivi, la serie ha saltato un passaggio, per quanto riguarda i vari costumi indossati da Devil. Tra il costume rosso e quello nero assemblato con elementi di fortuna, ci stava il costume giallo con alcune tonalità di marrone, che è stato il primo costume del personaggio dalla sua prima apparizione (Daredevil #1 del 1964) fino al cambio sopracitato. I motivi per cui non è stato messo quello giallo? Beh, sarebbe stato poco credibile, e sopratutto sarebbe stata una mossa controproducente nella delineazione caratteriale dark, noir e violenta del personaggio, nel caso avesse sfoggiato un costume giallo canarino. 
  8. La foto che appare sul giornale, quando Matt Murdock diventa ufficialmente Devil, è in verità una versione riveduta e corretta della copertina di Daredevil #60 del 2004; sia questa versione realizzata per lo show, sia quella originale, sono state entrambe realizzate da Alex Maleev.  
  9. La lotta tra Devil e Kingpin è molto simile a quella vista su Daredevil #50 del 2003, con l’unica differenza che quella del fumetto era ambientata in un capannone abbandonato, questa invece in un vicolo. 
  10. Mentre precedentemente erano solo due bastoni di legno, qui appaiono ufficialmente i billy clubs multiuso di Devil. Ne avevamo parlato meglio nella recensione di “Stick“. 
  11. Anche Leland Owlsley incontra lo stesso inaspettato fato di Ben Urich, anch’egli ucciso da Kingpin. Come Ben, anche Owlsley nei fumetti non è mai morto e/o stato ucciso; tutt’oggi, infatti, è ancora vivo e vegeto, pronto a fregare il prossimo come l’abbiamo visto fare nell’episodio. E’ infatti una classica mossa del personaggio quella di cercare alleati e poi pugnalarli alle spalle, prendendosi quello che faticosamente hanno guadagnato per sé stessi. 
  12. Scopriamo il nome del figlio di Owlsley: Lee. 
  13. Matt Murdock passa finalmente da “Diavolo di Hell’s Kitchen/Uomo Mascherato/Uomo con la Maschera Nera” a Devil: nell’episodio in lingua originale, Daredevil. La puntata, però, non spiega secondo quale criterio la stampa affibbia il nome di “Daredevil” al vigilante; nei fumetti, invece, la scelta del nome aveva una spiegazione ben precisa, come spiegato nella recensione di “Shadows In The Glass“.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il costume rosso
  • Signori e Signore, abbiamo finalmente Devil
  • La scena dell’arresto dell’impero di Fisk
  • Addio, Ben Urich
  • Devil VS Kingpin
  • Il costume rosso
  • Season Finale un po’ troppo compresso e velocizzato.
Pur classificandosi come un gran bel season finale, se paragonato ai dodici episodi precedenti, “Daredevil” sigla il suo congedo con più amarezza e fretta, che con spettacolarità ed epicità. Pur non rinunciando ad offrirci scene e sequenze da far tremare le gambe e far urlare gli spettatori come fanboy/girl della peggior specie, Marvel’s Daredevil ci saluta un po’ così, con molte frecce scoccate ma che non tutte centrano il loro bersaglio. Ma come detto in precedenza, questo non deve assolutamente svalutare i numeri messi a segno da questa prima stagione del serial incentrato sul Cornetto della Marvel Comics, il quale ha fatto ben più di quanto si sperava, portando i serial comics su un nuovo livello di narrazione al quale ci si è abituati fin troppo bene. Stagione Due, arriva presto, ne abbiamo terribilmente bisogno. 
The Ones We Leave Behind 1×12 ND milioni – ND rating
Daredevil 1×13 ND milioni – ND rating

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3 Comments

  1. Sono state 13 puntate molto forti… non vedo l'ora di vedere le altre serie Marvel-Neflix e sopratutto la seconda stagione di questo!

    Mi sa che non ti sei accorto della foto di Stan Lee appesa dietro Mahoney al commissariato di polizia… 😀

    Belle e interessanti, comunque, tutte e 13 le recensioni..

  2. Grazie Luca per i tuoi calorosi complimenti! E' sempre una soddisfazione avere l'approvazione dei fan 🙂 come hai letto, anche noi ci siamo divertiti molto nel guardare questa serie e come te, non vediamo l'ora delle altre 🙂

    Per il cameo, invece, ce ne siamo accorti eccome! Già alla 5° puntata, per la precisione 😉 però siccome l'avevamo scritto già nella recensione della 5°, abbiamo ritenuto opportuno non ripeterlo una seconda volta. Ti linko dove l'abbiamo scritto http://www.recenserie.com/2015/04/marvels-daredevil-1×05-world-on-fire.html (PS: è la 10° curiosità)

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