Under The Dome 3×09 – Plan BTEMPO DI LETTURA 7 min

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Partiamo con il dire una cosa: “Plan B” è finora uno degli episodi migliori di questa terza stagione e il personaggio di Big Jim è quello riuscito meglio, in quanto a dialoghi e recitazione.
Bene. Fatta questa premessa, avremo un’idea precisa del livello generale della stagione e della serie, presi in considerazione diversi aspetti e sviluppi di questo nono episodio. Parliamo di Big Jim. La battuta dei nomi in codice con riferimento ai Beatles e a Yoko Ono fa simpatia. Ancora più simpatia fa il riferimento a Dexter Morgan e alla sua mania di tramortire le vittime con degli aghi. Diciamolo: la battuta facile, il soprannome pronto, insieme ad altre specialità del cinico e spietato villain rendono scorrevole il minutaggio degli episodi, molto più delle tante altre situazioni che si estendono nella graduatoria che va dalla categoria “anonimo”, giù fino a quella “madonnamia!”. Ci troviamo quindi in una delle vette dell’episodio: l’insieme dei momenti interpretati da Dean Norris. Evitiamo, inoltre, qualsiasi tipo di paragone tra il personaggio di Big Jim e quello di Hank, tanto per non cadere in facili baratri. Insomma: la scrittura di Jim in “Plan B” è quanto di più stereotipato e anacronistico si possa trovare nel 2015. Il soldato macho senza macchia e senza paura a stelle e strisce è passato di moda da moltissimo e aggiungere battutine alla Sawyer di Lost aiuta ben poco (consideriamo che il protagonista dell’intera storia, Barbie, che potrebbe anche lui essere una figura stereotipata, nasce come personaggio moralmente ambiguo). Certo, anche il paragone Sawyer/Big Jim andrebbe evitato come la peste. Per rendere chiaro l’esempio e passare ad altri argomenti, occorre ricordare una simpatica gag del film “Airplane!”, in italiano liberamente tradotto con “L’aereo Più Pazzo Del Mondo”. Quando il bambino viene portato nella cabina di pilotaggio, nella versione originale, il pilota inizia a porre ambigue domande di stampo pedofilo, con il classico tono paternalista, però, del genitore statunitense che vuole insegnare al figlio a giocare a baseball. La traduzione italiana, che censurò questa scelta di battute, è composta da una successione di domande senza senso utili a rendere il tutto, forse involontariamente, esilarante e nonsense. La sostanza di questo parallelo sta nella presa in giro di certe rappresentazioni yankee, e parliamo di un film del 1980. Nella seconda metà del 2015, abbiamo trovato un personaggio abbondantemente stereotipato, con le sue armi, le sue frasi da guerra, le sue battute di bassa lega e la sua azione interventista e reazionaria. 35 anni dopo un periodo in cui già tali figure venivano prese in giro, non è più accettabile come cosa. Ora passiamo ai lati negativi dell’episodio.
Sempre Big Jim si rende iniziatore di una delle tante scene assurde della 3×09. Tutto parte da una premessa. Joe, infatti, si chiede: “come possiamo comprendere questo misterioso disegno? Come possiamo comprendere difficilissimi concetti fisici relazionati ad una realtà misteriosa e aliena come la cupola?”. Ma Jim si ricorda, dalla precedente stagione, di come la scuola del paesello possedesse in realtà le chiavi per il sapere tutto. Allora li indirizza in biblioteca dicendo: “guardate, in biblioteca ci sono degli interessantissimi volumi del tipo ‘Abbattere la cupola for dummies‘, ‘Accoppa Christine!’ e tanti altri, fateve ‘na cultura”. I due attraversano la città piena di persone nemiche che non ci capiscono più niente e, cammina cammina, entrano in biblioteca dove iniziano a cazzeggiare di brutto, per lo più parlando a voce molto alta come certe genti in pizzeria. Allorché, dei cattivi seguaci di Christine li prendono da dietro ai libri, manco fossero degli zombie. Come riescono a scappare i due? Facendosi aiutare da Sam, l’alcolizzato che lavora part-time nel set di Under The Dome e che era stato misteriosamente chiuso in una caverna a farsi finte trasfusioni di sangue però “tranquilli, tuttapposto, sono con voi”. “Oh, alla fine quello ha ucciso mia sorella, ma era tanto tempo fa (una settimana circa, più un anno immaginario)”, deve aver pensato Joe. E infatti rimane inchiappettato.
Mo si scherza e si ironizza su scelte ingenue e strambe da parte di due creature candide come i due adolescenti. Però non a caso l’episodio è stato definito, ad inizio recensione, come uno dei migliori. Gran parte del minutaggio è infatti dedicato al tanto atteso e sospirato confronto tra Barbie e Julia. Tralasciando il fatto che una conversione finale del protagonista fosse telefonata quanto un operatore di call center che ti vuole far cambiare gestore appena ti sei seduto a tavola, il dialogo tra i due nella capanna, filtrato da tante cose boh, attinge ad alcuni buoni momenti della serie. Ci viene ricordato, infatti, di come Barbie fosse un malvagio e di come l’incontro tra i due amanti sia stato tutt’altro che scontato. Il loro rapporto – mai troppo zuccherato durante la serie, questo va riconosciuto – viene quindi scavato, ricordandoci quei momenti in cui UTD era una serie estiva che in qualche modo stimolava la nostra curiosità. Poi, vabbè, Julia, per uscire a schiarirsi le idee, lascia nella capanna, da solo, un marine impazzito con un cane misterioso e con un pezzo di spago. Quando questi riesce a liberarsi, lei diventa Bruce Lee, riguadagna la pistola e, invece che tenerlo sotto tiro, scappa. Ore di minacce con la pistola, di inseguimenti nei boschi, giochi psicologici e… zac! Ecco l’idea! Infilargli la lingua nella trachea. Perché non pensarci prima? Quella sì che è un’emozione forte. E così Barbie torna tra i buoni.
Ma veniamo alla ciliegina sulla torta. Junior e Christine. Che momenti fantastici ci regalano. Ricapitoliamo: Christine – la cui recitazione è equilibrata come quella di Giacchia in “Intralci” – si inventa una delle storie più assurde soltanto perché vuole evitare che il suo giovane fuck buddy si leghi troppo a lei (lo sappiamo che non è andata proprio così, ma si legge tra le righe). Gli dice: “no… ehm… noi non possiamo stare insieme come quegli altri due che hanno infornato un bebè alieno perché… ehm… perché… ecco sì! Perché tu puoi avere molte altre donne!!! Tutte quelle che vuoi, che stanno qui, tanto le controllo mentalmente. Basta che mo te levi”. Junior, non certo un mostro di intelligenza, si illumina e inizia a scorrere l’elenco delle ragazze che lo avevano allegramente perculato durante la sua triste adolescenza. Ecco, tutta questa storyline procede suggerendo possibili plot per un porno, fino a culminare, poi, con la favolosa successione di top model che improvvisamente si sono materializzate a Chester Mills (mai viste prima, come, d’altro canto, qualsiasi comparsa in ogni episodio) che, prima guardano con fare malizioso Junior, ormai impazzito di passione, poi si travestono da ancelle/infermiere e si radunano in una specie di presepe. Il bello è che tutto era partito dalla ferita di Christine, utile scusa per fare zum zum.
In tutto questo Eva è incinta. Un sentito complimento alla scelta narrativa di inserire una misteriosa gravidanza aliena, dalle cui sorti dipende il governo della comunità. Ci voleva questa botta di originalità.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • “Nice work, Dexter!”
  • Amarcord sul rapporto ancestrale Barbie-Julia
  • Andamento dell’episodio: Andantino con moto
  • Pubblicità progresso: c’è una minaccia aliena, per sconfiggerla servono i libri!
  • Fidiamoci dello zio alcolizzato, latitante una si e una no, che ha anche ucciso mia sorella
  • Big Jim stereotipo in loop; Dean Norris impostato sin dalla 1×01 in questo modo
  • Pomiciare è la soluzione ultima di qualsiasi cosa
  • Julia che scappa
  • Junior, Christine e la sessuomania
  • Il presepe
  • Di sti alieni si capisce ancora molto poco, se non che allo specchio si vedono con i puntini

Malgrado tutto, l’episodio scorre e, seppur in maniera sbilenca, porta elementi fondamentali alla risoluzione di questa strana storia. A fronte di episodi macroscopicamente ben peggiori, nonché per farci perdonare dalla perdita di freni nel sarcasmo, si alzerà lievemente la valutazione, rispetto al solito. Questo anche per far capire quanto i precedenti episodi, con pretese introspettive (soprattutto questo), ci siano piaciuti poco poco.
Abbiate pazienza! Sappiamo che qualcuno si potrà risentire del tono sarcastico con cui impostiamo le recensioni di Under The Dome e di altre serie simili. Occorre spezzare una lancia in favore della serie tratta dall’opera di uno Stephen King distratto, all’epoca, dalle lezioni di tango. Senza serie come questa non sarebbe mai possibile apprezzare nient’altro. Allo stesso tempo, vedere serie impegnative, lunghe, intellettuali e quant’altro, porta spesso al desiderio di rilassarsi con tali ingenue creazioni. Sono necessarie, fanno parte di un ecosistema. Vi sveliamo un segreto: quando ci dite “se non vi piace perché lo guardate?”, vi sfugge il punto essenziale. A noi, guardare e parlare di roba che non ci piace, in realtà, piace.
Breaking Point 3×08 3.88 milioni – 0.8 rating
Plan B 3×09 3.73 milioni – 0.8 rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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