The Big Bang Theory 9×03 – The Bachelor Party CorrosionTEMPO DI LETTURA 4 min

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Esistono tre principi fondamentali che accomunano o distinguono gli spettatori di The Big Bang Theory, giunto ormai alla sua nona primavera:

Principio Del Prosciutto Sugli Occhi: con tale principio si indicano tutte quelle persone che trovano divertente e perfetta qualsiasi puntata dello show, nonostante i palesi difetti. Con queste persone è essenzialmente impossibile discutere di pochezza recitativa o buchi di trama, in quanto per loro Lorre & Prady e compagnia bella sono divinità scese in Terra e, prendendo esempio da Tywin Lannister, espletano le loro funzioni primarie sotto forma di pepite o lingotti d’oro;

Principio Del Fottesega: teoria sviluppatasi negli anni che racchiude tutti quegli spettatori che se ne fregano di trovare ogni volta il pelo nell’uovo e non vogliono esaminare la puntata come se fosse una radiografia, ma continuano a seguire la serie perché “dopo nove anni è impossibile continuare a far ridere come un tempo”, oppure “anche le puntate peggiori sono meglio di tanta altra spazzatura che gira in tv”;

Principio Del Ma Stiamo Scherzando?: il più duro dei tre principi, che viene utilizzato da tutti gli “ex” amanti o fan accaniti di The Big Bang Theory, i quali, invece che assistere a veri e propri scempi sotto forma di puntate, preferirebbero la dipartita della serie. Meglio andarsene in gloria senza diventare l’ombra sbiadita di ciò che si era un tempo.

Questo terzo episodio, intitolato “The Bachelor Party Corrosion”, potrebbe essere analizzato seguendo tutti e tre i suddetti principi, in una sorta di miscela di teorie, ma l’ingrato (ahimè) compito del recensore è quello di far risaltare pregi e difetti di una puntata nella maniera più oggettiva possibile. È oggettivamente palese, infatti, che The Big Bang Theory non faccia più ridere come un tempo, è chiaro a tutti come i creatori della serie stiano raschiando il fondo del barile per trovare spunti di trama e mandare avanti il carrozzone.
La puntata alla quale abbiamo assistito, nonostante sia leggermente migliore delle due precedenti, risulta amorfa e piatta, addirittura forzata in alcuni punti. Gli attori sembra stiano recitando leggendo battute scritte su dei fogli di carta, senza nemmeno più credere a ciò che dicono e a come lo dicono. Johnny Galecki sembra si stia sforzando di essere Leonard, Jim Parsons sembra si stia sforzando di essere Sheldon e così via. Come dei dipendenti stanchi, che timbrano il cartellino solo per fare presenza e non mettono il cuore o la passione nel lavoro che svolgono, così anche gli attori più pagati del piccolo schermo non riescono più a calarsi nei loro personaggi, ma indossano semplicemente delle maschere.
In un incredibile via vai di scenette scontate e battute telefonatissime, le uniche note positive che riescono a emergere sono la divisione di genere: i maschi da una parte e le femmine dall’altra – tecnica già largamente utilizzata in passato – e qualche picco di inaspettata comicità (ma questo termine deve essere preso con le pinze), come Sheldon che canta i Queen o la carrellata finale delle facce sconvolte dei protagonisti alla vista del pulmino in fiamme.
Non è un caso, però, che gli unici pregi siano presenti nella componente maschile della puntata. A dare il colpo di grazia all’episodio è, infatti, il siparietto femminile che di positivo non ha nulla. Bernadette con la sua vocetta stridula mormora sì e no cinque parole e comunque non ha niente da dire, Amy ci svanga ancora con le rigide regole della madre e con il fatto di essere stata una loser per buona parte della sua vita, Penny si dimostra ancora una volta poco matura e cerca di far commuovere gli spettatori smuovendo gli animi degli amanti degli animali.  Purtroppo questi difetti non possono essere solo imputati agli attori, ma a esserne responsabili sono gli ideatori e sceneggiatori, che pur di sbarcare il lunario – che in questo caso è un eufemismo visti i milioni di dollari in ballo – sono disposti a tutto e stanno tirando una molla che prima o poi si spezzerà.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Buddy you’re a boy make a big noise playin’ in the street. Gonna be a big man some day, you got mud on your face, you big disgrace, kickin’ your can all over the place
  • “Viva la Imodium!”
  • La carrellata di primi piani dopo il risultato dell’ultimo esperimento
  • Tutto il capitolo a casa di Penny
  • Battute scontate
  • Scenette già viste
  • Dialoghi forzati che non suscitano nessuna emozione
The Big Bang Theory continua la sua passeggiata sul viale del tramonto, ma siamo ancora speranzosi (o forse ci illudiamo e basta come i rappresentanti del primo principio?) che qualcosa possa cambiare e che qualche colpo di genio sia ancora possibile. Oppure chiudiamola con la decima stagione e arrivederci e grazie (per tutto il pesce!).
The Separation Oscillation 9×02 15.23 milioni – 3.8 rating
The Bachelor Party Corrosion 9×03 15.40 milioni – 3.8 rating

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