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Homeland 5×08 – All About AllisonTEMPO DI LETTURA 4 min

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Joe, Oh Banana Joe!
Tu tienes, oh Banana -nana Joe,
corazon gigante y alma sonante…”

Perdonateci, ma andava fatto. Premettendo che la puntata avrebbe guadagnato almeno un punto in più nella nostra valutazione finale intitolandosi “Banana Joe”, per il resto “All About Allison” non si colloca certamente tra i migliori episodi stagionali. Al termine di questo lunghissimo, interminabile flashback incentrato, prevedibilmente, sulla rossa doppiogiochista della CIA, è lecito chiedersi se un minutaggio di 54 minuti non sia eccessivo per un cosiddetto episodio spiegone. In realtà gli eventi che hanno portato Allison a diventare una risorsa per i russi (“The greatest penetration of American intelligence in fuckin’ history“) rappresentano l’elemento più interessante dell’episodio. Elemento che ha il pregio di conferire al personaggio di Miranda Otto ulteriore spessore a livello narrativo, oltre che tutta una serie di sfumature alla sua caratterizzazione. L’intenzione da parte degli autori di sottolineare il lato più umano di Allison è certamente ottima. Il risultato finale altrettanto. Peccato che per la prima mezz’ora i ritmi narrativi siano così sommessi da costringere lo spettatore ad un continuo check della timeline di VLC con la speranza che succeda qualcosa almeno in una delle storyline dipanate nel corso dell’episodio.
Tornando indietro di dieci anni (un sacco di parrucche fa) ci troviamo di fronte ad una Allison visibilmente diversa, non solo nell’aspetto, giovane e disillusa, stanca della guerra e dei suoi orrori a tal punto da sognare le spiagge di St.Lucia e un bel daiquiri al Banana Joe. Il tutto condito da un po’ di shopping terapeutico a Milano. Una serie di elementi, quelli appena citati, che, insieme all’acquisto della borsa online e al look sempre impeccabile ostentato dalla donna, mette nuova luce sulla personalità del personaggio: un essere umano come gli altri, distante dalla donna-cyborg presentataci all’inizio di questa quinta stagione, rimasta invischiata in una faccenda più grande di lei, irretita dalla promessa di un futuro da favola, ma senza il consueto happy ending che tutti sognano.
Grazie al montaggio alternato seguiamo in parallelo le vicende di Carrie ed Allison nel 2015, l’una sulle tracce dell’altra in una caccia al tesoro che condurrà la nostra Drone Queen al centro del mirino di un fucile di precisione. Allison non accenderà mai quella sigaretta, salvando temporaneamente la vita alla sua ex collega. E questo errore, com’era prevedibile, darà tempo a Carrie di arrivare alla verità. Una verità che giunge miracolosamente grazie all’intuizione più forzata di sempre. La bionda bipolare riuscirà infatti a ricordare un particolare random di una conversazione avvenuta dieci anni prima collegandolo allo screensaver del portatile di Nazari.
Le storyline di Saul e Quinn, in questo episodio relegate a trame di contorno, terminano entrambe con una fuga nella notte. Una certamente meno consenziente dell’altra, ma con una meta già stabilita, l’altra invece, arrivata a sorpresa grazie all’aiuto di un vecchio amico del Mossad, ma ancora misteriosa. Il ricongiungimento tra Carrie e Quinn a Berlino è oramai scontato, e nell’attuale condizione forse l’unica chance per Saul di non finire i suoi giorni da disertore risiede proprio nella sua ritrovata discepola. Ora che la Mathison ha realizzato di aver riposto la sua vita nelle mani sbagliate, le informazioni in suo possesso rappresentano l’unica possibile via d’uscita per entrambi.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La fotografia di Brody tra i dispersi
  • Il personaggio di Allison acquisisce ulteriori sfumature grazie a questo episodio flashback
  • Episodio dai ritmi narrativi eccessivamente lenti
  • Parrucche ovunque 
  • Il ritorno di Quinn a Berlino appare un po’ costruito a livello narrativo
  • Intuizione di Carrie sul finale troppo forzata e per giunta basata sul nome di un bar ascoltato in una conversazione avvenuta dieci anni prima

 

Episodio flashback non certo memorabile. Homeland tira (si spera) temporaneamente il freno in termini di avanzamento di trama puntando sull’approfondimento del personaggio di Allison, che comunque si conferma la vera sorpresa di questa quinta stagione. I ritmi eccessivamente blandi e la forzatura clamorosa riguardo l’intuizione di Carrie sul finale non possono che incidere negativamente sul voto finale. Convinti che si tratti solo di un passo falso, ci limitiamo a schiaffeggiare gli sceneggiatori. Le aspettative rimangono comunque elevate e, a quattro puntate dalla fine, tutto può ancora accadere.

 

Oriole 5×07 1.35 milioni – 0.4 rating
All About Allison 5×08 1.47 milioni – 0.5 rating

 

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