The Blacklist 3×07 – Zal Bin Hasaad (No. 31)TEMPO DI LETTURA 4 min

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Una squadra, per funzionare bene, deve dare spazio e importanza ad ognuno dei suoi membri, a rotazione. Questo devono certamente aver pensato gli sceneggiatori per questa serie di The Blacklist. Dopo Aram, stavolta tocca all’agente Samar Navabi prendere il centro della scena. Deve vedersela col ritorno del fratello, creduto morto in un attentato anni prima, ora nei panni di uno spietato terrorista islamico. La trama non è originalissima, anzi: quante volte abbiamo visto, tra cartoni animati e non, il ritorno di un amico o parente, in realtà passato alle forze del male, destinato immancabilmente alla morte prima della fine dell’episodio?
Il tema, comunque, è più appetibile per tutti rispetto a quello della scorsa puntata, è svolto con ritmo e competenza e dà il la ad una puntata ricca di momenti emotivi. Primo fra tutti, il ritrovarsi, anche se solo per un attimo al bar, di Mr. and Mrs. Keen, con lui che rinnova dichiarazioni di amore eterno. Abbiamo poi la scazzottata tra Tom Jacob e Ressler, dove sarebbe stato bene in sottofondo l’immortale Battisti di “Prendere a pugni un uomo solo perché è stato un po’ scortese, sapendo che quel che brucia non son le offese … tu chiamale, se vuoi, emozioni”. In molti si chiedono come faccia Lizzie ad avere così tanti uomini ai suoi piedi. Devono essere i magici poteri del suo coniglietto di pezza. Possiamo contare nel novero dei momenti passionali anche la scena finale, di sesso tra Ressler e Samar. Questa però non ha suscitato feels positivi, ma un ergersi del fandom a difesa del povero agente Aram Mojtabai, il quale effettivamente merita di essere protetto come il panda. Vedremo se e come verrà sviluppato questo punto: i due andranno da lui a confessarsi e scusarsi? Taceranno, come forse sarebbe meglio? Per lei, inoltre, c’è pure nei dintorni l’ex, un simpatico agente del Mossad.
Più in generale, qualcuno alla fine riuscirà ad esaudire il suo desiderio più profondo? Questo è un tema tornato più volte, di recente, nei dialoghi. Se per Mr. Reddington sarà un po’ dura tornare ragazzino a fare il gioco della bottiglia nello scantinato di Melanie Reichmann, per Lizzie il sogno di una famiglia felice e stabile potrebbe essere assolutamente realizzabile, con o senza Tom. Meglio senza. Certo, prima ci saranno parecchi intoppi, di quelli molto grossi, da risolvere, a cominciare dalla riabilitazione dell’ex agente Keen, per proseguire con il mettere la Cabala in condizione di non nuocere e via dicendo.
Al di là di tutto questo intreccio sentimentale, merita di essere rilevata la sagacia di Mr. Solomon. Per rintracciare Liz, si presenta al ristorante cinese dicendo di doverle consegnare un’eredità. Egli sa, infatti, che alla storia dello zio, che magari non sapevamo di avere, il quale morendo ci lascia un sacco di soldi ci vogliamo credere un po’ tutti. Il personaggio interpretato da Edi Gathegi, comunque, si dimostra molto interessante e convincente anche quando, “simpaticamente”, minaccia il Direttore. In effetti, il clima generale della storia si sta facendo sempre più cupo, man mano che la narrazione procede e la lotta diventa sempre più spietata. Proprio il Direttore sembra essere destinato ad una triste fine, date le minacce ricevute da ambedue le parti in causa, cioè Reddington e la Cabala. Magari però, si potrebbe provvedere a non eliminarlo prima che abbia detto ciò che sa? Perché era lui che, guardando Lizzie, aveva notato quanto somigliasse a sua madre, giusto? Vedremo se, per esempio, presto avverrà l’incontro tra Reddington e il personaggio, ancora misterioso, di cui abbiamo conosciuto solo un giovane intermediario nelle cucine del ristorante. Questo potrebbe già essere un punto importante per gli sviluppi della trama. Per ora, l’unica certezza è che la prossima puntata sarà l’ultima prima di andare in pausa sino a gennaio.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Aggiungete un nuovo elemento alla lista “One more time” di Red 
  • La sagacia di Mr. Solomon
  • L’incontro fugace fra Tom e Liz
  • La scazzottata fra Tom e Ressler
  • Povero nanetto da giardino, cosa c’entrava?
  • Resvabi? Anche no, difendiamo Aram!
  • Il clima s’incupisce
  • “Se la son cercata”. Agghiacciante, anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca
Come è nella sua miglior tradizione, The Blacklist dimostra di usare ingredienti caserecci, ma di saperli servire con gusto ed elevare per raggiungere risultati più che soddisfacenti. Inoltre, si dimostra premiata la pazienza di chi ha continuato a seguire anche dopo certi episodi non particolarmente esaltanti della scorsa stagione: quei momenti un po’ morti sono serviti a gettare le basi, a introdurre personaggi per poi andare a tutto ritmo successivamente. Tutto è sempre perfettibile, ma avanti così.
Sir Crispin Crandall 3×06 6.35 milioni – 1.4 rating
Zal Bin Hasaad 3×07 6.75 milioni – 1.5 rating

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