The Flash 2×07 – Gorilla WarfareTEMPO DI LETTURA 6 min

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Foolish Human… I am Grodd.

Per una questione di aspettative e di logiche di trama orizzontale, era molto difficile che l’episodio previsto tra “Enter Zoom” ed il nuovo crossover con Arrow potesse emergere per qualità e trama, potevamo anche scommetterci, avremmo vinto bei soldi. Purtroppo non l’abbiamo fatto e quindi rimaniamo doppiamente feriti da questo “Gorilla Warfare” che fa tanto rumore per nulla riportando alla luce tutti i difetti principali di The Flash. E non è colpa del ritorno di Grodd e basta.
La prima vera apparizione di Grodd è datata primi di maggio, per la precisione in “Grodd Lives“, probabilmente la peggior puntata mai realizzata della serie. Con queste “ottime” premesse, “Gorilla Warfare” era chiamato a fare meglio del suo predecessore e non era molto difficile. A tutti gli effetti il risultato finale è chiaramente superiore all’episodio di esordio di Grodd ma siamo ancora estremamente lontani dagli standard seriali che si meriterebbe il gorilla di casa DC, la colpa ovviamente va data allo script ingenuo e alla CGI ancora imbarazzante.
La sfida di rendere credibile un gorilla gigante e super intelligente è ardua, non lo mettiamo in dubbio, ma proprio per questo motivo l’attenzione che va riposta nella realizzazione dello script e della puntata stessa deve essere superiore alla norma. Come sceneggiatori bisogna considerare le possibili e classiche domande di uno spettatore medio come “Ma dove è stato Grodd tutto questo tempo?” e “Come è possibile che si aggiri per la città di giorno e di notte senza che nessuno lo noti?”, domande a cui nemmeno in questa puntata avremo risposta. È nelle piccole cose e nei dettagli che si nota una buona sceneggiatura, quella firmata da Aaron e Todd Helbing non lo è affatto e appare evidente sin dalle prime battute non smentendosi fino alla fine. Il problema non è Grodd ma chi firma i copioni.
Tralasciando la CGI utilizzata per riprodurre lo scimmione (migliorata ma ancora distante dai livelli di sufficienza), i problemi che emergono sono vari ma più o meno sono quelli che già si conosce. Innanzitutto non si può fare a meno di criticare Iris, l’esatta copia di Laurel Lance di Arrow che, per farsi accettare dal pubblico ci ha messo 3 stagioni e che anche adesso a volte fa digrignare i denti per la sua pesantezza. Per 40 minuti compare a sprazzi, chiama solo Henry Allen come buona azione della giornata e per il resto rimane come uno stalker alle spalle di tutti i personaggi. È lecito domandarsi quale sia la sua utilità all’interno dello show, la risposta probabilmente è che ha firmato un contratto e in qualche modo deve comparire ogni episodio. Speriamo la paghino poco almeno.
Al di là di tutto però c’è un errore grossolano che non può essere perdonato dal pubblico: la guarigione di Barry. Alla fine di “Enter Zoom” si era rimasti con la mascella spalancata per quel “No, guys, I can’t feel my legs. I can’t feel my legs.” che aveva shoccato tutti, anche più della prevedibile sconfitta di Flash da parte di Zoom (e sennò come vanno avanti per altri 17 episodi?). Si poteva lavorare molto su questo nuovo status quo, si poteva esprimere al meglio tutte le problematiche derivanti da questa disabilità, si poteva sfruttare al meglio questa opportunità per mostrare qualcosa di nuovo. No, Berlanti, Kreisberg e Johns non erano d’accordo a quanto pare e così, in meno di 40 minuti, ritroviamo Barry in forma splendente e con la piena capacità motoria. Appare chiaro che il ripristino dello status quo sia dovuto all’imminente crossover, non troviamo altre possibili spiegazioni, però vista così appare come una grossa opportunità sprecata male e gestita peggio. Si perchè se la difficoltà a camminare è stata bypassata nel giro di una puntata, quello che non ci dimenticheremo saranno le lamentele di Barry che si piange addosso come mai prima d’ora invece che approcciare il suo problema in maniera efficiente, da eroe. Cornuti e mazziati quindi, e la bestemmia è servita.

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDMarvel’s Agent CarterGotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.

  1. Il titolo della puntata è preso direttamente dalla omonima storia a fumetti in cui Flash e Lanterna Verde affrontano Gorilla Grood e Hector Hammond a Gorilla City. Il piccolo crossover si è svolto ad alternanza nel 1992 sulle pagine di Green Lantern #30-31 e Flash #69-70.
  2. Il film che Cisco e Kendra voglio vedere è “The Princess Bride”, in Italiano conosciuto come “La Storia Fantastica” in cui, tra le altre cose, recitava Carol Kane: la madre del Pinguino in Gotham.
  3. Sempre a proposito di loro, nella scena del loro bacio Cisco vede frammenti del suo futuro come Hawkgirl, identità destinata ad indossare nel prossimo crossover tra Arrow e The Flash e nel serial antologico DC’s Legends Of Tomorrow. 
  4. Parlando ancora dell’ultima scena che li vede protagonisti, quando Cisco arriva al bar ci cita una famosa scena del film “Say Anything…” in Italiano conosciuto come “Non per soldi…ma per amore”. La canzone di sottofondo è anche la stessa: “In Your Eyes” di Peter Gabriel
  5. Grape Ape era un cartone animato della Hanna-Barbera e protagonista del cartoon “The Great Grape Ape Show” andato in onda dal 1975 fino al 1978. In Italiano è conosciuto come “Il Gorilla Lilla”.
  6. In questa puntata, Grood viene spedito in una riserva piena di esseri come lui, destinata a diventare Gorilla City: una città abitata da gorilla super-intelligenti, i quali costruiranno una vera e propria società iper-tecnologica regolata da leggi. Nei fumetti, originariamente, la città era situata sul pianeta Calor, poi portata sulla Terra da Lanterna Verde. 
  7. Una delle sostante citata da Grood è una certa “cortexin”. Nelle storia del personaggio Kamandi era una sostanza usata per dare l’intelligenza agli animali del pianeta.
  8. Il nome “Vaughn Pharmaceutical” è un riferimento allo scrittore Brian K. Vaughn, famoso scrittore di fumetti del calibro di “Y: The Last Man”, “The Private Eye” e “Saga”. E’ stato anche showrunner della prima stagione di Under The Dome, ma questo è meglio non ricordarglielo. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Reverse-Flash is back, for a while
  • Potenziale nascita di Gorilla City
  • Cisco sà di Hawkgirl
  • La CGI. Migliorata rispetto all’ultima volta ma ancora molto distante dagli standard che ci si aspetterebbe da un gorilla gigante
  • Iris continua ad aumentare l’effetto serra respirando e parlando senza dare un effettivo contributo all’episodio. Hai avuto l’idea di chiamare Henry? Vuoi un applauso? Il Nobel?
  • Troppo veloce la guarigione di Barry ed il ritorno al pieno utilizzo dei suoi poteri
  • Barry in modalità lagnosa si rende più bidimensionale del solito
Episodio dimenticabile per vari motivi, scegliete voi quello che più vi aggrada. Poi prendete il primo volo per Los Angeles e andiamo tutti insieme a schiaffeggiare i fratelli Helbing.
Enter Zoom 2×06 3.63 milioni – 1.5 rating
Gorilla Warfare 2×07 3.46 milioni – 1.4 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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