Arrow 4×09 – Dark WatersTEMPO DI LETTURA 4 min

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Oh, I wish I could do that. I really do. But sometimes the best way to teach someone a lesson isn’t to punish them, it’s to punish the ones he cares about the most.

È Natale e siamo tutti un po’ più buoni in generale, fatta eccezione per Damien Darhk.
Questo midseason invernale di Arrow si mostra in tutto il suo splendore rievocando gli antichi i recenti fasti del suo predecessore e giocando allo stesso modo le medesime carte che erano state giocate allora. Uniche differenze: vittima eccellente e contesto.
Fa un po’ specie leggere tra i crediti che le firme di questo episodio non appartengono ad alcun showrunner ma a Wendy Mericle & Ben Sokolowski, fa un po’ meno specie se si va a riguardare i crediti di “The Climb” e si nota che è successo esattamente come lo scorso anno (alle penne il duo misconosciuto Jake Coburn & Keto Shimizu). Normalmente questo implicherebbe una indiretta svalutazione della puntata non essendo firmata nè da Greg Berlanti, nè da Marc Guggenheim nè tantomeno da Andrew Kreisberg (quest’ultimo però penna unica del midseason di The Flash e quindi perdonabile), invece questa regola non scritta non vale in questo caso visto il tenore dell’episodio.
“Dark Waters” non è esente dai classici buchi narrativi ma si fa portavoce di un cambio di marcia importante che mira al raggiungimento di quel flashforward di “Green Arrow” che tanta ansia ha messo ai fan. In tal senso il cliffhanger finale, con una Felicity morente tra le braccia del suo promesso sposo, è quanto di più toccante si potesse avere perchè, in fin dei conti, tra tutti i co-protagonisti di Arrow solamente Laurel Felicity e Diggle sono quelli su cui si verserebbero lacrime amare. Per questo motivo la scena finale deve essere vista come una presa di posizione da parte degli showrunner che, a distanza di 3 mesi dall’effettivo raggiungimento di quel flashforward, cominciano già a giocare con il toto-morte. Considerando tutta l’attenzione riposta sul personaggio, sull’anello e sulla proposta di matrimonio, qualcosa a Felicity doveva pur capitare in questa puntata, era estremamente telefonata come situazione e ce lo si poteva/doveva aspettare. Apprezzabile è comunque il modo lineare in cui tutto è avvenuto, come un susseguirsi di quella legge causa-effetto che tanto piace agli autori dei fumetti e che, in connubio con un karma universale che si focalizza principalmente sui supereroi, mira a bilanciare al ribasso ogni piccola vittoria personale, sia sul campo sentimentale che in quello lavorativo. Morale: ad una scelta di una vita felice insieme a Felicity non poteva che seguire un evento pariteticamente inverso.

Diggle:Are you sure that Darhk didn’t make it out of the explosion?
Felicity:Have you seen any horror movies? These guys don’t stay dead. Especially if you can’t find a body.

La verità nelle parole di Felicity è totale e rappresenta la legge che regola i comics americani. Basti pensare alla presunta morte di Malcolm Merlyn nella prima stagione per averne una prova vivida e recente. Ora invece entra ed esce dall’Arrow-Cave come se fosse al supermercato (“Honestly, Oliver, this place is even easier to break into than your last lair.“) e la cosa è talmente grossolana che gli stessi autori ci giocano sopra quasi orgogliosi per la totale assenza di veridicità nell’evento stesso. Può piacere o meno come scelta ma il sorriso è assicurato.
Quanto detto da Felicity si materializza anche su Darhk, ovviamente non deceduto nell’esplosione ma salvatosi miracolosamente (ed inspiegabilmente) e corso a casa dalla sua famiglia per finire l’albero di Natale insieme. Nessuno si aspettava che il villain della stagione venisse sconfitto definitivamente, esattamente come nessuno aveva mai dubitato della vita di Malcolm anche alla luce del fatto che è in possesso delle ceneri di Vandal Savage, fatto assolutamente non trascurabile in vista dell’ormai prossimo Legends Of Tomorrow.
Si diceva comunque che “Dark Waters” è stranamente risultato molto piacevole nonostante gli ormai consueti svarioni sceneggiativi, il tutto principalmente grazie ad una presa di posizione netta nei confronti di Darhk. La scelta di affrontare letteralmente a viso aperto la sua minaccia è una delle scelte migliori che si potessero fare, anche perché Arrow è sempre stato audace nella sua evoluzione e da troppo tempo peccava di omissione in tal senso. L’approccio televisivo deciso dal gruppo è un azzardo (e le conseguenze si sono già viste con Felicity) ma un azzardo di quelli che piace e che spacca letteralmente qualsiasi tipo di opinione. È con questo genere di scelte forti ed improbabili che Arrow si è fatto strada fino ad ora in questi 4 anni ed è sempre così che dovrà continuare a fare per non scadere ed evitare l’harakiri.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Presa di petto la situazione Darhk con tanto di annuncio mediatico
  • Malcolm e le sue frecciatine sulla sicurezza
  • Toto-morte ufficialmente avviato
  • Laurel, davvero, basta
  • Soliti errori grossolani

 

Visto l’andazzo di questa stagione c’era da aspettarsi di tutto (in senso negativo) da questo midseason ed invece, con somma gioia di tutti, ne è venuto fuori qualcosa di più che discreto. Consci che Felicity non sia effettivamente morta (Berlanti, Guggenheim e Kreisberg non sono dei pazzi) ci prendiamo questo mese di pausa natalizia con un po’ più di serenità.

 

Legends Of Yesterday 4×08 3.66 milioni – 1.4 rating
Dark Waters 4×09 2.82 milioni – 1.0 rating

 

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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