R.I.P. (Recenserie In Peace) – Veronica MarsTEMPO DI LETTURA 9 min

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Le tre stagioni
Bionda, badass, ironica, vive in una californiana cittadina fittizia, è eternamente divisa tra il bravo e il cattivo ragazzo ed è così prepotente da imporre il suo nome come titolo di una serie tv dedicata alle sue particolari avventure da sedicenne, con una sigla iniziale che potresti canticchiare tranquillamente a distanza di ere geologiche.

No, non è BuffyTVS ma è la sua sorellastra segreta: Veronica Mars.
In realtà loro ancora non lo sanno, non lo sanno probabilmente nemmeno i loro rispettivi papà, Joss Whedon e Rob Thomas (o forse lo sanno fin troppo bene) ma le due condividono molto di più di un semplice spazio televisivo e, se due più due fa ancora quattro, non sembra una congiunzione astrale il fatto che il nostro dio Whedon abbia manifestato tanta simpatia per uno show, tanto da farci addirittura una comparsata. Sono queste le gioie di una triste vita da nerd in cui capisci che tutto nell’universo può acquistare un senso e questo senso si palesa sotto le vesti dell’impiegato del mese.
Ma cerchiamo di superare le piccole gioie del fanservice e proviamo a ricordare degnamente uno dei migliori teen drama che gli anni duemila offrirono.
Partiamo dai dati anagrafici, la serie viene alla luce nel 2004 e nel giro di tre anni viene cancellata per i bassissimi ascolti che hanno accompagnato lo show sin dagli esordi. Le prime due stagioni vanno in onda sulla UPN, mentre la terza, ultima, stagione viene prodotta dall’esordiente CW che, senza mettersi una mano sulla coscienza, decide di non rinnovarla per una quarta stagione, data invece praticamente per certa. Grande CW, è anche questo uno dei motivi per cui ti amiamo tanto.
La serie gira intorno alla vita di Veronica, una sedicenne lunatica e asociale, che nel pilot ci presenta la sua cittadina, fonte di tutti i suoi guai: Neptune. La piccola città, con la sua classe borghese, il suo razzismo e la sua iniquità sul piano sociale, economico e politico, rappresenta uno dei topos della serie e sarà sempre il centro delle sofferenze di Veronica, che manifesta più volte il disprezzo per il suo luogo natio e il desiderio di volerlo abbandonare dopo il diploma, per cambiare un po’ di prese d’aria. Per le prime due stagioni Neptune è protagonista indiscussa, luogo perfetto, creato da Rob Thomas, per far germogliare la differenza di classe sociale e l’astio tra adolescenti, specchio inconsapevole dei loro genitori. E’ per tutta questa serie di motivi che non si spiega, in termini logici, la decisione di Veronica di studiare all’Hearst, il college di Neptune, che diventerà il macabro luogo fulcro dell’ultima stagione. Ma ritorniamo all’ordine.
La prima stagione presenta un prodotto nuovo, originale ancora non visto sul mercato seriale: un teen drama dai toni noir, caratterizzato da un’ironia sottile e tagliente. Rob Thomas ha preso Buffy è l’ha messa ad indagare sull’omicidio di Laura Palmer, accompagnata da un’aspra critica all’alta società e da intrecci ed emozioni che tanto ci piacciono nei teen drama. Insomma, se volete dare la colpa a qualcuno per il filone mistery che negli ultimi anni ha caratterizzato le serie tv adolescenziali, datela a Veronica Mars, ma prima di farlo provate a scoprire l’assassino di Lily Kane e immergetevi in una storia che vi lascerà con il fiato sospeso fino all’ultima indagine e poi tornate qui a dirci se non è una stagione scritta fottutamente bene.
Se la prima stagione è insuperabile, la seconda è comunque buona: viene mantenuta una continuity, vengono introdotti nuovi personaggi e viene lasciato aperto un filone della prima stagione che continua in sordina a svilupparsi nella seconda. Uno stacco netto rappresenta invece la terza stagione: cambio di location, niente più flashback nella narrazione, la divisione in due parti della stagione, rapporti personali e sociali molto meno curati e un acceleratore sull’aspetto lovely della serie (Veronica e Logan si lasciano e si riprendono si e no dieci volte in venti puntate e ogni volta per un motivo diverso). Tutti questi aspetti fanno della terza una stagione zoppicante e non all’altezza delle precedenti, ma che per fortuna mantiene ironia, sagacia e una sempre buona scrittura di base.
Veronica Mars, naturally, non è di serie che vi fanno gridare alla perfezione, specialmente sotto il punto di vista estetico (non so se avete mai visto Veronica che guida in macchina, effetti speciali che poche cornee hanno retto) ma è una di quelle serie che compensa regia e montaggio con una scrittura ottima, ricca di sarcasmo, di citazioni e riferimenti alla cultura pop. Così divertente da risultare di un altro livello. I personaggi sono tutti perfettamente stereotipati nel pilot per venire smentiti e ribaltati nel corso delle puntate; la stessa Veronica ci viene presentata parallelamente in due modi e mondi diversi: sotto le vesti di outsider nel presente e nei panni di una perfetta 09 nei flashback. Una protagonista che, solo nel pilot, è vittima delle peggiori cattiverie dei suoi coetanei ma al contempo è una ragazza antipatica e che quasi si cerca la sua condizione di emarginata. Non la vedrete mai chiudersi in una cameretta rosa a piangere, piuttosto è fuori alla ricerca di qualche marito fedifrago da fotografare.
Gli attori sono tutti molto buoni, in particolare la serie vanta personalità del calibro di Amanda Seyfried nei panni di una perfetta Lily Kane irriverente e eterna nella sua bellezza; Krysten Ritter alias Gia Goodman; Ryan Hansen che diventa uno dei protagonisti morali della terza stagione. E ancora: Charisma Carpenter, Max Greenfield, Alyson Hannigan, Erica Gimpel e le curiose apparizioni di uno sconosciuto Aaron Paul, di Charles Shaughnessy, di Leighton Meester e di Lucy Lawless (si, lei, avete capito bene: irriconoscibile nella seconda stagione nei panni di una dei due agenti del FBI che mettono sotto torchio Veronica e Duncan).
La voce narrante di Veronica vi accompagnerà per tutti i sessantaquattro episodi della serie tra indagini, unicorni, humour, citazioni, mars bars, suspense e raccapriccianti scoperte. Non fatevi intimorire dalle apparenze, infondo lo sapete cosa dicono no? Veronica Mars, she’s a marshmallow.


Il film e i suoi derivati
Il 13 Marzo 2013 arriva questo video.
Rob Thomas e Kristen Bell lanciano una campagna su Kickstarter per raccogliere i fondi per la produzione dell’agognato film: l’obiettivo è quello di raccogliere due milioni di dollari in un mese; il traguardo è quello di raggiungere i due milioni di dollari nelle sole prime dieci ore.
I fan di tutto il mondo si sono mobilitati, è il momento di prendersi la rivincita e, con un budget finale di cinque milioni di dollari e qualche spiccio, hanno inizio le riprese del film, uscito nelle sale americane il 14 marzo 2014.
Un progetto importantissimo che rappresenta soprattutto la vittoria dei telespettatori: siamo noi che per la prima volta scegliamo cosa guardare, abbattendo le logiche produttivistiche delle emittenti televisive; ribaltando le decisioni prese per noi dai piani alti dei canali tv.
Il film ha una trama molto semplice: Veronica torna a Neptune, dieci anni dopo il diploma per salvare Logan da guai, accusato dell’omicidio della sua ragazza, una famosa popstar (ovvero Carrie Bishop, questa volta però non interpretata da Leighton Meester). E quale scusa migliore per rincontrare tutti gli ex compagni del liceo di Neptune, se non una rimpatriata per i dieci anni dal diploma?
Il film è un caso a sé, un lungo episodio autoconclusivo, potremmo definirlo, che non riprende – e non ne ha intenzione – la trama lasciata in sospeso della terza stagione, anzi tutt’altro. Ed è questa una delle carte vincenti: è come se il film riprendesse la parte più importante della serie, il liceo. La terza stagione viene infatti snobbata, tant’è che Veronica ha lasciato l’Hearst dopo il primo anno per iscriversi a Stanford e l’unico ricordo che si porta dietro è Piz e il loro filmino porno. Le basi (il ritorno ai vecchi tempi del liceo) e la trama (che non costituisce una sorta di quarta stagione, anzi) sono ottime per un film sull’investigatrice californiana. E tra personaggi vecchi e nuovi, ciò che vi farà andare in brodo di giuggiole sono le piccole chicche dedicate ai fan, citazioni buttate lì e ovviamente ironia e autoironia a vagonate come la serie ci ha sempre abituati. Insomma, non sarà il film dell’anno, ma ha un valore inestimabile per chi ha vissuto le avventure di Veronica e la sua crudele e prematura cancellazione, ferita aperta e mai del tutto rimarginata per i fan.
Dopo il piccolo e il grande schermo Veronica Mars approda anche sul cartaceo: nel marzo 2014, dopo l’uscita del film, esce “The Thousand-Dollar Tan Line” e l’anno dopo “Mr. Kiss And Tell”, scritti da Rob Thomas e da Jennifer Graham. Entrambi i libri, non pubblicati in Italia, fanno parte della collana di gialli “Veronica Mars: An Original Mystery By Rob Thomas” e per ora pare che non ce ne sia un terzo in cantiere. I libri riprendono esattamente da dove ci ha lasciati il film: Veronica è tornata a Neptune e lavora come investigatrice privata destreggiandosi tra un caso e l’altro, incontrando vecchie conoscenze (di cui due degne di nota). Ma rimanendo in tema, vi indichiamo un’altra operetta pubblicata nel lontano 2007: Neptune Noir, un saggio che esplora il dietro le quinte degli episodi. Ogni capitolo è scritto da un autore diverso accompagnato da un’introduzione di Rob Thomas. Il libricino non è mai arrivato in Italia e, pur vedendo la partecipazione di Thomas, non è autorizzato dalla CW che all’epoca deteneva i diritti della serie.
Arrivati a questo punto, non potete assolutamente perdere Play It Again Dick, lo spin off dedicato a Dick Casablancas che ha uno scomparto speciale nel cuore di tutti i telespettatori. Una webserie composta da mini episodi di otto minuti circa, che raccontano la vita di Ryan Hansen alle prese con il tentativo di produrre “Private Dick”, ovvero spin off su Dick Casablancas che diventa investigatore privato. Il tutto ripreso da una troupe di telecamere per i contenuti extra del dvd… Non è la cosa più geniale che sia mai stata concepita? Ovviamente appaiono Kristen Bell, Jason Dohring, Chris Lowell, Enrico Colatoni e lo stesso Rob Thomas, rendendo il tutto ancora più meta di quanto già non lo fosse. Una piccola chicca da non perdere.
E se tutto ciò ancora non vi fosse bastato, è notizia dell’ultima ora che Rob Thomas e Kristen Bell sarebbero d’accordo per una mini serie tv che faccia da sequel al film uscito lo scorso anno. Contenti o non contenti? Per ora, le notizie e i dettagli sono pochi e striminziti per poter dare un giudizio e comunque, stando a quanto dichiarato da Thomas al Comic-con, se ne parlerebbe tra qualche anno. Il tutto è ancora molto in forse e lontano nel tempo.
Abbiamo dovuto aspettare sette lunghi anni dalla fine di quel tristissimo sessantaquattresimo episodio, ma alla fine, grazie al film e a generosi fan, in un modo o nell’altro, the bitch is back.

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