Arrow 4×18 – Eleven-Fifty-NineTEMPO DI LETTURA 4 min

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Astutamente, al termine di “Green Arrow“, era stato piazzato dagli sceneggiatori un flashforward in cui si preannunciava la morte di un membro del Team Arrow e, come ovviamente si fa in queste occasioni, erano scoppiate le speculazioni sul toto-morte con tanto di fake death di Felicity durante il midseason. Ora, a distanza di 6 mesi esatti, la lapide davanti cui stanziavano tristemente Oliver Queen e Barry Allen ha un nome inciso a caratteri cubitali ed è uno di quelli su cui si poteva puntare maggiormente: Laurel “Black Canary” Lance.
“Eleven-Fifty-Nine” è l’orario in cui viene decretata la morte di Laurel ed è l’orario in cui si dipanano nuovi misteri perchè, scontatamente, non si può mandare avanti la serie senza che ci sia un segreto di fondo con cui giocare. Quindi, dopo il toto-morte, ora ci si deve domandare cosa abbia fatto promettere a Oliver poco prima di morire e anche qui le ipotesi si sprecano ed includono anche (secondo la nostra modesta opinione) la possibile quanto straniante richiesta di suicidio fatta a Mr. Queen: c’è chiaramente più di qualcosa che non viene mostrato nello stacco tra quel “I need you to promise me something” ed il battito cardiaco piatto della Lance.
L’addio della cagna maledetta di Katie Cassidy alla serie arriva con 3 stagioni di ritardo nel momento di massimo “splendore” per il suo character, finalmente privo di quella patina di inutilità e fastidio che l’ha caratterizzata fin dagli albori. Tra tutti, insieme a Thea, Laurel è il personaggio che più si è evoluto nel corso di questi 4 anni, passando da irritante ex-fidanzata a membro del Team Arrow, non senza diverse sviste, ma pur sempre dimostrando un certo impegno. Qualcuno in questa morte può vederci la giusta fine di un ciclo per un personaggio che non poteva progredire ed evolversi oltre la sua versione di Black Canary tuttavia, anche se in parte vero, rimane pur sempre una morte eccellente che peserà a livello di sceneggiatura nel lungo periodo. Come Marc Guggenheim stesso ha ammesso durante un’intervista, il loro obiettivo come showrunner è quello di creare il maggior numero di conseguenze (leggasi clamore mediatico misto ad evoluzione nella trama) con il più piccolo cambiamento possibile, quindi per la proprietà transitiva vuol dire che la morte di Laurel porterà ad avere grossi cambiamenti nella serie prossimamente. Sempre seguendo il ragionamento di Guggenheim, attualmente, per dire, sarebbe stato molto più proficuo uccidere Felicity per ottenere il maggior risultato con il minimo sforzo perché la Smoak è ai margini della serie e sembra non aver più nulla da dire, quindi, in tal senso, sarebbe stata la mossa più azzeccata. Invece è stato il turno di Laurel, prendiamone atto (tanto nessuno piangerà ed è già stata annunciata la presenza di Katie Cassidy in un prossimo episodio di The Flash).
“Eleven-Fifty-Nine” si dimostra almeno un paio di spanne sopra i suoi predecessori (“Broken Hearts” e “Beacon Of Hope“) che hanno dato vita alla nostra campagna crowfunding “Give A Brain To Arrow’s Showrunners”, tuttavia riesce nel suo obiettivo solo a metà perché anche qui sembra che il non-sense regni sovrano e le sviste nello script rappresentino la normalità.
È diventato talmente normale assistere a dei pop-up di Malcolm Merlyn nei posti più impensabili ed irraggiungibili che perfino i personaggi stessi ci scherzano pure sopra (“One of these days, you’re gonna tell me how you get in and out of here. A magician never reveals his secrets.” e “So what next? You gonna make a coin appear from behind my ear?“). E se questa è diventata la routine, domande “banali” che giustifichino razionalmente eventi come la fuga da un carcere di massima sicurezza di molti detenuti con la polizia a presidio esterno non possono che trovare risposta nell’assenza stessa di una spiegazione: Kant e Hegel si stanno rivoltando nella tomba. Altri casi però non possono passare inosservati visto il loro impatto nella trama orizzontale/verticale stessa, ed è questo il caso della Ribalvei stone che viene magicamente trovata dal fratello di Diggle senza alcuna spiegazione né tanto meno mostrando il dove ed il quando del ritrovamento.
Questo è il vero male di Arrow, non la morte dei personaggi principali. Addio Katie Cassidy, hai interpretato perfettamente il ruolo di cagna maledetta della fidanzata ignobile per poi evolverti in un personaggio bidimensionale che tutto sommato ci mancherà. “Stai facendo un video? Bravo…” Brava.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Finalmente concluso il toto-morte
  • Addio Katie Cassidy
  • Darhk di nuovo libero
  • Malcolm “Pop-Up” Merlyn
  • Non-sense 
  • Addio Katie Cassidy

 

Un episodio sufficiente in Arrow è qualcosa di memorabile di questi tempi, quindi prendiamo atto della cosa e trattiamolo come una pietra preziosa perché abbiamo la vaga sensazione che da qui in avanti ritorneremo ai soliti livelli di mediocrità.

 

Beacon Of Hope 4×17 2.34 milioni – 0.9 rating
Eleven-Fifty-Nine 4×18 2.24 milioni – 0.8 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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