Stranger Things 1×05 – Chapter Five: The Flea And The AcrobatTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Upside Down. 
Like the Vale of Shadows.

Paranoia, clichè adolescenziali americani, complottismo ed una dose smodata di visione naïf del mondo negli anni ’80. Se Stranger Things è riuscito in così poco tempo a colpire e a far parlare di sè è anche, se non soprattutto, per queste caratteristiche abilmente rimescolate e piegate al volere dei fratelli Duffer. D’altronde se state leggendo queste righe ve ne sarete già accorti, tuttavia non fa assolutamente male ricordarlo anche perchè la serie ideata dai Duffer Brothers si presenta, si caratterizza e si evolve seguendo esattamente i dogmi narrativi tracciati in quegli anni.
Come nel più classico dei film da cui trae ispirazione, più o meno a metà del minutaggio totale, la trama deve subire una svolta narrativa che avvicini i personaggi alla risoluzione del mistero e, esattamente seguendo questo sentiero già solcato dai relativi predecessori, “Chapter Five: The Flea And The Acrobat” rispetta le aspettative. Questo 5° capitolo rappresenta infatti il giro di boa della serie ed è quindi anche il momento ideale per cominciare a trovare il bandolo della matassa rinsaldando le fila delle varie sottotrame e compattando i ranghi: compito perfettamente riuscito.
Premettendo che la prevedibilità generale della trama non è assolutamente un fattore negativo ma, al contrario, è volutamente sottolineata più volte sia direttamente che indirettamente da frasi, scene ed inquadrature, “Chapter Five: The Flea And The Acrobat” riesce a volgere a proprio vantaggio questa costruzione preimpostata, il tutto garantendo il mantenimento di quella genuinità con cui si era presentato nel pilot. Non si può infatti non notare quella serie di piccoli eventi che si possono riscontrare in ogni film di questo genere, come il ramo schiacciato proprio quando non si doveva far rumore oppure il litigio tra i character principali che va ad intaccare una solida amicizia e contemporaneamente a complicare la situazione generale (fatto questo che poi renderà ancora più forte e potente la probabile vittoria finale). Stranger Things gioca con questo genere di fattori ma lo fa in maniera rassicurante, quasi come se si stesse raccontando la storia di un cartone animato della Disney in cui si percepisce l’esistenza di una rete di salvataggio invisibile pronta a salvare la situazione.

Mr. Clarke: Picture… an acrobat… standing on a tightrope. Now, the tightrope is our dimension. And our dimension has rules. You can move forwards, or backwards. But, what if… right next to our acrobat, there is a flea? Now, the flea can also travel back and forth, just like the acrobat. 
Here’s where things get really interesting. The flea can also travel this way… along the side of the rope. He can even go… underneath the rope.
Mike: But we’re not the flea, we’re the acrobat.
Mr. Clarke: In this metaphor, yes, we’re the acrobat.
Lucas: So we can’t go upside down?
Mr. Clarke: No.
Dustin: Well, is there any way for the acrobat to get to the Upside Down?
Mr. Clarke: Well… you’d have to create a massive amount of energy. More than humans are currently capable of creating, mind you, to open up some kind of tear in time and space, and then… you create a doorway.

Come detto poco sopra, “Chapter Five: The Flea And The Acrobat” deve cominciare a tirare le fila della trama e lo fa sia compattando le diverse storyline investigative in 3 filoni (quello adulto, quello adolescenziale e quello bambinesco), sia cominciando a chiamare e mostrare i misteri con i loro veri nomi. Nello specifico facciamo riferimento a quel mondo Upside Down, chiamato anche Vale Of Shadows che improvvisamente trascina la fantascienza a livello terreno rendendo fisicamente spiegabile l’universo in cui è imprigionato Will Byers. Anche questo, come gli altri, è un passo obbligatorio del genere perchè permette a pubblico e protagonisti di evolvere la loro conoscenza cominciando a ragionare su un altro livello, ovviamente volto alla finalizzazione della trama. Nonostante si possa riscontrare una certa irrealizzabilità nella formulazione delle domande di genere fisico/quantistico da parte del gruppo dei bambini, e quindi si possa storcere il naso per la forzata evoluzione, bisogna però ricordare anche l’impostazione generale data alla serie, la stessa che è stata descritta sinora e che, proprio per questo motivo, contempla lo svolgimento della trama anche attraverso questi mezzi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Suddivisione delle trame in 3 blocchi compatti
  • Aumento del ritmo narrativo
  • Arrivo delle prime spiegazioni
  • Alcune letture degli eventi troppo facili

 

Stranger Things cambia passo, rinsalda le fila e comincia a preparare il terreno per la fine della stagione. Non si può chiedere di meglio.

 

Chapter Four: The Body 1×04 ND milioni – ND rating
Chapter Five: The Flea And The Acrobat 1×05 ND milioni – ND rating

 

 
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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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